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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38814/2024 del 22/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 26/04/2024 che aveva rigettato l'istanza di rescissione del giudicato relativa alla sentenza del Tribunale di Salerno del 12/03/2021. Il ricorrente deduce violazione dell'art. 629-bis cod. proc. pen. e vizio di motivazione per travisamento della prova, sostenendo che, pur avendo inizialmente nominato un difensore di fiducia che poi avrebbe rinunciato al mandato prima della fase dibattimentale, non ebbe più notizie del processo; il difensore d'ufficio nominato il 16/11/2018 non lo avrebbe mai contattato e il ricorrente sarebbe stato dichiarato irreperibile, per cui avrebbe avuto una conoscenza incolpevole dell'azione processuale e potrebbe far valere il rimedio di rescissione del giudicato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità. Ha richiamato il consolidato principio per cui la nomina di un difensore di fiducia costituisce indice di effettiva conoscenza del processo e legittima la celebrazione del giudizio in assenza, salvo che il condannato allegi circostanze concrete che dimostrino una mancata conoscenza incolpevole. La Corte ha ritenuto che il ricorrente non abbia prospettato fatti concreti e specifici tali da escludere la colpa per mancata informazione, né abbia confutato criticamente le argomentazioni della Corte d'appello. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000, con applicazione dell'art. 616 cod. proc. pen. in materia di sanzione per inammissibilità non derivante da assenza di colpa.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    La norma che disciplina la rescissione del giudicato è stata interpretata nel senso che l'istituto è esperibile solo se la mancata conoscenza del processo è incolpevole; la nomina di un difensore di fiducia costituisce presunzione di conoscenza salvo prova di circostanze concrete che dimostrino l'assenza di responsabilità dell'imputato

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicata per statuire la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria quando il ricorso è dichiarato inammissibile e non si ravvisa assenza di colpa nella sua presentazione

  • Corte Cost. sent. n. 186 del 13/06/2000

    Riferimento giurisprudenziale utilizzato per confermare il criterio secondo cui, in assenza di assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, può seguire la condanna al pagamento di una somma

Massime di principio

  • La nomina di un difensore di fiducia costituisce presunzione di conoscenza del processo: in situazioni simili il giudice riterrà in genere che l'imputato era in grado di essere informato dello svolgimento del processo.
  • Il rimedio di rescissione del giudicato ex art. 629-bis è efficacemente esperibile solo se si dimostra una mancata conoscenza incolpevole: occorrono elementi concreti che provino che l'imputato non poteva ragionevolmente informarsi sul procedimento.
  • La semplice affermazione di non aver avuto notizia del processo o di essere stato irreperibile non è sufficiente: è necessario documentare i tentativi di contatto con il difensore, le rinunce formali e ogni comunicazione mancante che giustifichi l'assenza di responsabilità personale.
  • Se il difensore di fiducia ha rinunciato al mandato, il ricorrente deve dimostrare che non ha potuto in alcun modo ottenere notizie (es. assenza di comunicazioni ufficiali, impossibilità oggettiva di conoscere l'elezione di domicilio), altrimenti la rinuncia non esonera dall'onere di informarsi.
  • Nelle strategie difensive future, raccogliere e conservare prove documentali (email, PEC, raccomandate, ricevute di contatto con l'avvocato, attestazioni di irreperibilità) è fondamentale per poter sostenere l'incolpevolezza della mancata conoscenza.
  • In caso di nomina tardiva o di difensore d'ufficio che non prende contatti, va comunque valutato se il ricorrente abbia fatto atti concreti per essere informato; l'assenza di tali atti può essere interpretata come colpa e precludere il rimedio.

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