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Sentenza

Sentenza n. 298/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento del provvedimento di revoca del nulla osta - istanza P-NA/L/Q/2023/126578 - al lavoro subordinato, emesso dalla Prefettura di Napoli il 13/03/2025, nonché di ogni altro atto comunque connesso a quello impugnato.

Giustizia amministrativa202502286

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento prefettizio di revoca del nulla osta al lavoro subordinato emesso nell'ambito della procedura di ingresso per lavoro

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta al lavoro subordinato, deducendo difetto di motivazione e di istruttoria, violazione della prassi precedentemente seguita dallo Sportello Unico per l'Immigrazione, violazione delle garanzie partecipative, violazione delle circolari del Ministero dell'Interno n. 2570/2006 e n. 3836/2007, degli artt. 21-octies, comma 1, e 21-nonies della legge n. 241/1990, dell'art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 286/1998, nonché eccesso di potere. Sono state inoltre dedotte la mancata traduzione del provvedimento nella lingua conosciuta dal cittadino marocchino, in violazione dell'art. 13, comma 7, del d.lgs. n. 286/1998, la violazione dell'art. 97 Cost., dell'art. 6 della legge n. 241/1990, dell'art. 17-bis della legge n. 241/1990, del giusto procedimento e il vizio di ingiustizia manifesta. Il ricorrente ha rappresentato di avere già trasmesso alla Prefettura documentazione relativa all'alloggio e ha prodotto in giudizio ulteriore documentazione, inclusa l'attestazione di disponibilità dell'originario datore di lavoro a procedere all'assunzione e la prova che il medesimo datore aveva già sottoscritto un contratto di soggiorno con altro lavoratore.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso ai fini del riesame, senza disporre una definitiva stabilizzazione del nulla osta. Ha ritenuto rilevanti la complessiva tempistica procedimentale, la documentazione già trasmessa alla Prefettura e quella successivamente prodotta in giudizio, nonché la persistente disponibilità dell'originario datore di lavoro all'assunzione. In applicazione dei principi di buona fede e leale collaborazione e tenuto conto dell'art. 5 del d.lgs. n. 286/1998, ha imposto all'Amministrazione di riesaminare la situazione in contraddittorio con gli interessati. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 5 d.lgs. 286/1998

    Il giudice lo considera, insieme ai principi di buona fede e leale collaborazione, quale base per imporre il riesame della posizione dello straniero alla luce della documentazione alloggiativa e della persistente disponibilità del datore di lavoro.

  • art. 21-octies, comma 1, l. 241/1990

    Richiamato dal ricorrente tra i parametri di illegittimità della revoca; il testo non esplicita una distinta applicazione da parte del giudice.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    Richiamato dal ricorrente con riguardo alla revoca del nulla osta; il testo non esplicita una distinta applicazione da parte del giudice.

  • art. 13, comma 7, d.lgs. 286/1998

    Richiamato dal ricorrente per la mancata traduzione del provvedimento nella lingua conosciuta dal cittadino marocchino; il giudice non sviluppa una specifica motivazione su tale censura.

  • art. 6 l. 241/1990

    Richiamato dal ricorrente con riferimento agli obblighi procedimentali; il giudice non ne esplicita una distinta applicazione.

  • art. 17-bis l. 241/1990

    Richiamato dal ricorrente; il testo non chiarisce quale specifica violazione sia stata accertata.

  • art. 97 Costituzione

    Richiamato dal ricorrente quale parametro dei principi di buon andamento e imparzialità; il giudice fonda l'accoglimento sui principi di buona fede e leale collaborazione e sulla necessità di riesame in contraddittorio.

Massime di principio

  • Quando, nell'ambito di una procedura relativa al nulla osta al lavoro subordinato di uno straniero, il richiedente abbia trasmesso documentazione rilevante e successivamente produca ulteriori elementi idonei a dimostrare la disponibilità dell'originario datore di lavoro all'assunzione, l'Amministrazione deve riesaminare la posizione alla luce della complessiva documentazione e della tempistica procedimentale.
  • La revoca del nulla osta al lavoro subordinato può essere sottoposta a riesame giudiziale quando l'Amministrazione non abbia adeguatamente considerato la documentazione già trasmessa dall'interessato e gli elementi sopravvenuti o acquisiti nel giudizio, specie in presenza di una persistente disponibilità del datore di lavoro.
  • Il riesame della posizione dello straniero deve svolgersi in contraddittorio con gli interessati, in applicazione dei principi di buona fede e leale collaborazione e tenendo conto dell'art. 5 del d.lgs. n. 286/1998.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiBuona fede e correttezza della PAPartecipazione procedimentaleDifetto di istruttoriaDifetto di motivazione

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