Sentenza n. 10729/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento previa adozione di misure cautelari A) del provvedimento n. D/293/2026 dell’Ambasciata d’Italia a New Delhi pronunziato in data 13/01/2026 e notificato al ricorrente in pari data con cui è stata rigettata la richiesta di visto per lavoro subordinato presentata in data 19/08/2025 dal Signor -OMISSIS- sulla base del nulla osta al lavoro subordinato n. P-MN/L/Q/2025/101436 rilasciato dalla Prefettura di Mantova in data 20/05/2025 su richiesta dal Signor -OMISSIS- nell’ambito del Decreto Flussi 2025 presentata in data 07/02/2025; B) di ogni altro provvedimento preordinato, connesso e consequenziale allo stesso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di visto d’ingresso per lavoro subordinato adottato dalla Rappresentanza diplomatica italiana a New Delhi
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto per lavoro subordinato richiesto sulla base di un nulla osta al lavoro rilasciato dalla Prefettura di Mantova nell’ambito del Decreto Flussi 2025, chiedendone l’annullamento previa tutela cautelare. Nel corso del giudizio il Ministero ha dedotto e documentato che, a seguito di un procedimento di riesame in autotutela, la sede diplomatica ha rilasciato il visto richiesto. Il rilascio del visto ha quindi integralmente soddisfatto la pretesa sostanziale azionata.
La decisione
Il TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata, ai sensi dell’art. 60 c.p.a., dichiarando la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., poiché il sopravvenuto rilascio del visto ha determinato il pieno soddisfacimento della pretesa del ricorrente. Le spese sono state poste a carico dell’Amministrazione in applicazione del principio della soccombenza, considerato che il rilascio del visto è intervenuto soltanto dopo l’instaurazione del giudizio. L’Amministrazione è stata condannata a rifondere euro 1.000,00, oltre accessori di legge, nonché il contributo unificato se versato.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, applicata dal TAR dopo l’avviso alle parti nella camera di consiglio.
art. 34, comma 5, c.p.a.
È stato applicato per dichiarare la cessazione della materia del contendere quando il rilascio sopravvenuto del visto ha soddisfatto integralmente la pretesa azionata.
Massime di principio
- Il rilascio sopravvenuto del titolo amministrativo richiesto, quando soddisfa integralmente la pretesa sostanziale dedotta in giudizio, comporta la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
- Il rilascio del provvedimento favorevole in autotutela dopo la proposizione del ricorso non esclude la condanna dell’amministrazione alle spese, se l’intervento amministrativo è stato determinato dall’instaurazione del giudizio.
- Il giudizio può essere definito con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a. quando la sopravvenuta soddisfazione della pretesa rende non necessaria la decisione sui motivi di ricorso, previo avviso alle parti.
Come è indicizzato
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