Ordinanza n. 511/2026 - Firenze, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di revoca dell'autorizzazione per l'esercizio dell'attività di noleggio con conducente, nonché comunicazione di avvio del procedimento
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni locali)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, l'ordinanza comunale di revoca dell'autorizzazione rilasciata nel 2015 per l'attività di noleggio con conducente, unitamente alla comunicazione di avvio del relativo procedimento e agli atti presupposti e consequenziali. Il testo dell'ordinanza cautelare non espone specificamente i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso introduttivo. La società ha inoltre sostenuto, in via cautelare, la sussistenza dei presupposti per la sospensione dell'efficacia dell'atto impugnato.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Ha ritenuto che la ricostruzione dei fatti e le questioni giuridiche richiedano l'approfondimento proprio della fase di merito, senza ravvisare, allo stato, elementi sufficienti per una pronuncia cautelare favorevole. In particolare, non è stato dimostrato un pregiudizio grave e irreparabile derivante dalla revoca, poiché la società appariva svolgere numerose ulteriori attività, oltre al noleggio con conducente oggetto della revoca, tra cui il servizio taxi, servizi di accoglienza turistica e fornitura di guide e accompagnatori turistici per diversi committenti, inclusi tour operator. Sono quindi stati ritenuti insussistenti i presupposti dell'art. 55 c.p.a. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 7 l. 241/1990
comunicazione di avvio del procedimento
La norma è richiamata quale base della comunicazione di avvio del procedimento impugnata, senza che l'ordinanza cautelare ne esamini nel merito la legittimità.
art. 55 c.p.a.
presupposti indicati dall’art. 55 c.p.a. ai fini della concessione della tutela cautelare
La tutela cautelare è stata negata perché, allo stato della cognizione sommaria, non è stato dimostrato un pregiudizio grave e irreparabile; l'approfondimento delle questioni fattuali e giuridiche è stato rimesso alla fase di merito.
Massime di principio
- La sospensione cautelare di un provvedimento amministrativo richiede la dimostrazione di un pregiudizio grave e irreparabile; tale requisito non è integrato quando il ricorrente continui a svolgere numerose ulteriori attività economiche idonee a ridurre concretamente l'incidenza lesiva dell'atto impugnato.
- Quando la ricostruzione dei fatti e le questioni giuridiche richiedono un approfondimento incompatibile con la cognizione sommaria cautelare, il giudice può riservarne l'esame alla fase di merito e respingere la domanda cautelare in assenza della prova del periculum in mora.
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