Ordinanza n. 808/2026 - Roma, Sezione 1B
per l'annullamento, previa idonea misura cautelare del decreto del Ministro della Difesa datato 13 luglio 2023 e comunicato dalla Cassa di Previdenza Militare il 28 agosto 2023 con il quale il Ministero ha differito di 18 mesi (fino al 31 dicembre 2024) con decorrenza dalla data di cessazione dal servizio la corresponsione dell''indennità supplementare di cui all''art. 1914, comma 4, del Codice dell''Ordinamento Militare agli ufficiali delle Forze Armate e dell''Arma dei Carabinieri, e di ogni altro atto presupposto, consequenziale e/o comunque connesso lesivo degli interessi del ricorrente;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto del Ministro della Difesa che ha differito di 18 mesi la corresponsione dell'indennità supplementare prevista dall'art. 1914, comma 4, del Codice dell'ordinamento militare
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa misura cautelare, il decreto ministeriale del 13 luglio 2023, comunicato dalla Cassa di Previdenza Militare il 28 agosto 2023, con il quale è stata differita di 18 mesi, fino al 31 dicembre 2024 e con decorrenza dalla cessazione dal servizio, la corresponsione dell'indennità supplementare spettante agli ufficiali delle Forze Armate e dell'Arma dei Carabinieri ai sensi dell'art. 1914, comma 4, del Codice dell'ordinamento militare. Il testo dell'ordinanza non espone i singoli motivi di illegittimità dedotti, né contiene una valutazione della domanda cautelare.
La decisione
Il TAR non ha deciso nel merito l'impugnazione né la domanda cautelare. Ravvisando esigenze di celerità, effettività e concentrazione del giudizio, ha disposto incombenti istruttori ai sensi degli artt. 46, comma 2, e 65, comma 3, c.p.a., richiamando anche l'art. 2, comma 2, c.p.a. Ha ordinato al Ministero della Difesa di depositare entro 30 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza il provvedimento impugnato, gli atti del procedimento e ogni altro chiarimento o documento utile alla decisione. Ha inoltre disposto la comunicazione dell'ordinanza e l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
Norme richiamate
art. 1914, comma 4, Codice dell'ordinamento militare
Norma indicata quale base del diritto all'indennità supplementare oggetto del differimento impugnato; l'ordinanza non ne precisa l'interpretazione.
art. 2, comma 2, c.p.a.
Richiamato quale fondamento del potere di ordinare alla pubblica amministrazione il deposito di atti e documenti utili ai fini della decisione.
art. 46, comma 2, c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili agli incombenti istruttori.
art. 65, comma 3, c.p.a.
Richiamato quale base processuale per l'acquisizione di documentazione e chiarimenti dall'amministrazione.
art. 1 c.p.a.
Richiamato in relazione alle esigenze di celerità, effettività e concentrazione del giudizio.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati in relazione alla tutela dei dati personali e all'oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, quando la documentazione disponibile non consente di decidere e sussistono esigenze di celerità, effettività e concentrazione del giudizio, il giudice può ordinare all'amministrazione, ai sensi degli artt. 46, comma 2, e 65, comma 3, c.p.a., il deposito del provvedimento impugnato, degli atti del procedimento e di ogni chiarimento o documento utile ai fini della decisione.
- L'ordine istruttorio rivolto alla pubblica amministrazione può prevedere un termine specifico, decorrente dalla comunicazione dell'ordinanza, entro il quale l'amministrazione deve adempiere agli incombenti documentali richiesti.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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