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Ordinanza

Ordinanza n. 470/2026 - Milano, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, 1) del provvedimento Comune di Milano, Direzione Rigenerazione Urbana, del 21 gennaio 2026, di “Accertamento dell’inefficacia e inammissibilità dei Titoli Edilizi presentati, ai sensi dell’art. 2 L. 241/90 con contestuale Ordine di Demolizione e rimessa in pristino ai sensi dell’art. 31, C. 2, DPR 380/01”; 2) ove occorra, del verbale di sopralluogo del 19/11/2025, del verbale di sopralluogo del 01/12/2025 e del verbale di sopralluogo del 19/01/2026, non noti e mai comunicati; 3) ove occorra, della nota del 20/01/2022 dell’Area Bonifiche, non nota e mai comunicata; 4) di ogni atto, anche non noto, che sia presupposto, connesso e/o consequenziale.

Giustizia amministrativa202601276

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento comunale di accertamento dell'inefficacia e inammissibilità di titoli edilizi, con contestuale ordine di demolizione e rimessione in pristino

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento del Comune di Milano del 21 gennaio 2026 con cui è stata accertata l'inefficacia e l'inammissibilità dei titoli edilizi presentati ed è stato contestualmente disposto l'ordine di demolizione e di rimessione in pristino ai sensi dell'art. 31, comma 2, d.P.R. 380/2001. Sono stati inoltre impugnati, ove occorrenti, alcuni verbali di sopralluogo e una nota dell'Area Bonifiche, nonché ogni atto presupposto, connesso o consequenziale. Il testo dell'ordinanza non espone in dettaglio i motivi di illegittimità dedotti, rinviando alle complesse questioni di merito già evidenziate nel decreto presidenziale n. 440 del 2026.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso il provvedimento impugnato, confermando la sospensione già disposta con decreto presidenziale. Il Collegio ha ritenuto che le complesse questioni di merito richiedessero un approfondimento incompatibile con la sommarietà della fase cautelare e che, nelle more, fosse opportuno mantenere la sospensione per garantire l'integrità della res litigiosa. La trattazione del merito è stata fissata alla prima udienza pubblica del febbraio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 2 l. 241/1990

    Accertamento dell’inefficacia e inammissibilità dei Titoli Edilizi presentati, ai sensi dell’art. 2 L. 241/90

    La norma è richiamata nel provvedimento comunale impugnato, ma l'ordinanza non ne offre un'interpretazione.

  • art. 31, comma 2, d.P.R. 380/2001

    contestuale Ordine di Demolizione e rimessa in pristino ai sensi dell’art. 31, C. 2, DPR 380/01

    La disposizione è richiamata quale base normativa dell'ordine di demolizione e rimessione in pristino; l'ordinanza non ne precisa l'interpretazione.

  • art. 55 c.p.a.

    Visto l'art. 55 cod. proc. amm.

    Costituisce la base processuale della domanda cautelare e della sospensione del provvedimento impugnato.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, quando le questioni di merito sono complesse e richiedono un approfondimento incompatibile con la cognizione sommaria, il giudice può sospendere l'efficacia dell'atto impugnato per preservare l'integrità della situazione controversa fino alla definizione nel merito.
  • La sospensione cautelare già disposta in sede monocratica può essere confermata dal collegio quando, nelle more della trattazione collegiale, permanga l'esigenza di conservare l'integrità della res litigiosa.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTitoli abilitativi ediliziTutela cautelare
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelare

Testo integrale

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