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Sentenza

Sentenza del 20/08/2021 n. 23157 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

T.G. aveva impugnato estratti di ruolo e nove cartelle di pagamento denunciandone la nullità della notifica, la prescrizione dei tributi e la violazione della L. 212/2000; in primo grado il ricorso era stato accolto per mancanza di prova della regolare notifica. Equitalia in appello eccepiva in via preliminare l'inammissibilità del ricorso per mancata indicazione dell'ufficio e la non impugnabilità dell'estratto di ruolo, contestava altresì l'irrilevanza dell'estinzione societaria e la regolarità delle notifiche e delle autenticazioni, nonché la tempestività delle produzioni documentali. In cassazione Equitalia deduceva otto motivi, tra cui la disciplina della legittimazione processuale successiva alla cancellazione dal registro delle imprese e la rilevabilità della produzione documentale in appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato la maggior parte dei motivi ma ha accolto il sesto (sulla corretta interpretazione dell'art. 2495 c.c. e la legittimazione dei soci dopo l'estinzione della società) e l'ottavo (sulla ammissibilità delle produzioni documentali in appello ai sensi dell'art. 58, comma 2, D.Lgs. 546/1992). In conseguenza la sentenza della Commissione Tributaria Regionale è stata cassata limitatamente ai motivi accolti e la causa è stata rinviata alla CTR Campania in diversa composizione per nuovo esame; le spese di legittimità sono state demandate alla cognizione del giudice di rinvio.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 19

    L'estratto di ruolo, pur essendo atto interno dell'amministrazione, può essere impugnato unitamente all'atto impositivo; una lettura costituzionalmente orientata non esclude la possibilità di far valere l'invalidità della notifica anche prima rispetto alla disciplina testuale dell'art. 19 quando il contribuente sia venuto legittimamente a conoscenza dell'atto tramite estratto.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 18

    L'indicazione dell'ufficio destinatario del ricorso non richiede forme particolari e può risultare implicitamente dal contesto, dalla sentenza impugnata o da atti delle fasi precedenti; l'inammissibilità sussiste solo in caso di assoluta incertezza.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. 22-23

    Regole sulla produzione documentale: i documenti devono essere prodotti in origine o entro i termini perentori stabiliti per garantire il contraddittorio; tuttavia l'art. 58(2) (v. sotto) consente flessibilità in appello.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 32

    Il termine di 20 giorni prima dell'udienza per la produzione documentale è perentorio in funzione del contraddittorio, ma l'acquisizione del fascicolo di primo grado può rendere effettiva l'acquisizione anche se la forma di deposito non è stata rigorosamente rispettata.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 58

    In appello è consentita la produzione di nuovi documenti anche quando la parte non abbia potuto produrli in primo grado per causa a essa non imputabile; documenti depositati in primo grado, pur tardivamente, sono acquisiti automaticamente nel gravame se erano disponibili nel fascicolo.

  • Codice civile, art. 2495

    La cancellazione dal registro delle imprese (estinzione) non estingue automaticamente i debiti sociali: nei limiti del bilancio finale o secondo il regime di responsabilità applicabile, i rapporti obbligatori possono trasferirsi ai soci; sul piano tributario i soci possono essere chiamati a rispondere e subentrare nella legittimazione processuale.

  • Costituzione, art. 24

    Richiamato a difesa del diritto di azione e tutela giurisdizionale: interpretazioni procedural-formali non devono comprimere il diritto del ricorrente ad accedere al giudice.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 60

    Norma richiamata in relazione a questioni di notifica e contestazione degli atti tributari; qui utilizzata in tema di prova e produzione di documenti relativi alle notifiche.

  • L. 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente)

    Richiamata da T.G. come presunta violazione, ma la Corte ha valutato la questione nell'ambito più ampio delle regole di notifica e diritto alla difesa.

Massime di principio

  • L'estratto di ruolo può essere impugnato unitamente alla cartella o quando il contribuente venga a conoscenza dell'atto tramite quell'estratto: non è sempre esclusa l'impugnazione autonoma dell'estratto.
  • La mancata indicazione formale dell'ufficio contro il quale è proposto il ricorso non determina automaticamente l'inammissibilità se il soggetto convenuto è identificabile con certezza dal contesto e dagli atti del processo.
  • L'estinzione della società per cancellazione dal registro non estingue automaticamente i debiti tributari: i rapporti passivi possono trasferirsi ai soci secondo l'art. 2495 c.c. e la relativa responsabilità può far subentrare i soci nella legittimazione processuale.
  • Le produzioni documentali in appello sono ammissibili ai sensi dell'art. 58(2) D.Lgs. 546/1992 quando la parte non ha potuto produrle in primo grado per cause non imputabili a lei; inoltre documenti depositati nel fascicolo di primo grado si considerano acquisiti anche in gravame.
  • I termini per la produzione dei documenti sono perentori per assicurare il contraddittorio, ma la regolarità sostanziale (documento già disponibile alla controparte nel fascicolo) può rendere ammissibile una produzione formalmente tardiva.
  • Quando si contestano notifiche è essenziale la prova documentale delle relata; questioni di autenticazione e dei poteri di chi autentica vanno affrontate nel merito e possono rilevare, ma non sempre determinano l'annullamento automatico dell'atto se ricorrono altri principi di diritto.

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