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Legge

L.R. Calabria 27/2025

Istituzione della Riserva naturale regionale di Trinchise.

Normativa regionaleL.R. Calabria 27/2025

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce nella provincia di Catanzaro la Riserva naturale regionale di Trinchise, ne definisce finalità, confini, gestione da parte del Comune di Magisano, strumenti di programmazione e vigilanza, divieti e misure transitorie. Prevede un contributo regionale annuo massimo di 7.000 euro per il 2025-2027; oltre il 2027 il finanziamento dipende dalle risorse di bilancio.

Istituzione della Riserva naturale regionale di Trinchise

Istituzione della Riserva naturale regionale di Trinchise

La legge regionale istituisce nella Provincia di Catanzaro la Riserva naturale regionale di Trinchise, quale area protetta regionale disciplinata dalla normativa statale e regionale sulle aree protette e sulla biodiversità. Il provvedimento definisce finalità di conservazione, regole gestionali, strumenti programmatori, misure di salvaguardia e copertura finanziaria, con applicazione limitata al territorio calabrese.

Finalità della Riserva

La Riserva è finalizzata alla conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale e paesaggistico dell’area, alla tutela delle specie e degli habitat, alla gestione sostenibile delle risorse ambientali e alla promozione di un rapporto compatibile tra uomo e ambiente. Tra gli scopi specifici rientrano anche la fruibilità dell’area nel rispetto delle biocenosi, la riqualificazione e rinaturalizzazione degli spazi degradati, l’educazione ambientale, la valorizzazione del paesaggio e del patrimonio culturale locale, l’accessibilità per le persone con disabilità e il coinvolgimento degli enti locali, delle forze sociali e del terzo settore.

Obiettivi gestionali e valorizzazione

Le finalità vengono attuate attraverso attività di ricerca scientifica, monitoraggio della biodiversità, interventi di recupero di habitat e specie di interesse conservazionistico, visite guidate, informazione e formazione, educazione ambientale rivolta anche al mondo scolastico e alle fasce deboli, iniziative di sensibilizzazione e scambio culturale. La legge incentiva inoltre studi sugli aspetti storici, archeologici, architettonici e paesaggistici dell’area, il miglioramento delle strutture di accoglienza, la creazione di percorsi di fruizione e spazi accessibili, la valorizzazione delle tradizioni locali, la riduzione dei fabbisogni energetici e la promozione di turismo ecosostenibile, agriturismo, agricoltura biologica e attività economiche compatibili.

Confini e perimetrazione

La Riserva è costituita da un solo corpo territoriale. I confini sono definiti dal fiume Simeri a sud-ovest, dalla ex statale 109 a nord, dal torrente Marviano a sud-est e dalle confluenze del fiume Simeri, dal territorio di Sellia e dal torrente Marviano con confine nel Comune di Zagarise a sud. La perimetrazione e le eventuali zone a diversa classificazione sono indicate nella cartografia allegata in scala 1:25.000, parte integrante della legge.

Gestione, partecipazione e organi consultivi

La gestione della Riserva è affidata all’Ente gestore costituito dal Comune di Magisano, che ha sede legale e operativa nel medesimo Comune. L’Ente deve garantire la partecipazione attiva di cittadini, associazioni, altri enti locali e rappresentanti di istituzioni scolastiche e università che intendano aderire volontariamente alla gestione. Per rafforzare questa partecipazione è istituito un Tavolo di partecipazione attiva, disciplinato dal Regolamento della Riserva.

Regolamento della Riserva

L’Ente gestore propone il Regolamento, che deve essere approvato secondo il procedimento previsto dalla normativa regionale sulle aree protette. Il Regolamento disciplina l’organizzazione del territorio, le attività consentite, le attività affidate a terzi, il rilascio di autorizzazioni e nulla osta, divieti e deroghe, l’uso del nome e dell’emblema della Riserva e il regime sanzionatorio. Deve inoltre contenere la perimetrazione definitiva, la zonizzazione interna, il programma delle misure di conservazione, gli habitat di interesse conservazionistico, la disciplina delle aree contigue, la fruizione delle aree protette e gli strumenti pianificatori e programmatori per migliorare la gestione. Nel Regolamento sono stabilite anche le forme di partecipazione attiva e le regole di costituzione, finalità e compiti del Tavolo di partecipazione attiva.

Programmazione triennale e annuale

L’Ente gestore adotta ogni tre anni, entro il 31 gennaio, un programma triennale di valorizzazione, previo parere non vincolante del Tavolo di partecipazione attiva e degli enti pubblici interessati, da rendere entro sessanta giorni dalla richiesta. Il programma individua gli interventi e le azioni per la valorizzazione della Riserva ed è modificabile annualmente seguendo la stessa procedura. Ogni anno, entro ottobre, l’Ente approva anche un Programma d’interventi per l’anno successivo, corredato dalla previsione di spesa e anch’esso sottoposto a pareri non vincolanti da esprimere entro trenta giorni.

Controllo, vigilanza e obblighi di rendicontazione

La vigilanza sulla gestione è affidata alle competenti strutture regionali. Entro il 31 dicembre di ogni anno l’Ente gestore trasmette alla Giunta regionale una relazione sulle attività svolte, con indicazione dello stato di attuazione dei programmi, dei motivi dell’eventuale mancato raggiungimento degli obiettivi e della rendicontazione contabile annuale nel rispetto delle norme sulla tracciabilità dei pagamenti. In caso di grave e reiterata inadempienza, la Regione può, previa diffida, esercitare il potere sostitutivo o la revoca nei confronti del soggetto inadempiente.

Tabellazione, prescrizioni e divieti

I confini della Riserva devono essere delimitati da apposite tabelle visibili e mantenute in buono stato, recanti la dicitura “Regione Calabria - Riserva Naturale Regionale” e l’emblema adottato dalla Giunta regionale. Le attività vietate sono disciplinate dal Regolamento nel rispetto dei divieti previsti dalla legge quadro sulle aree protette e dalla legge regionale sulle aree protette; il Regolamento deve anche indicare le attività ammesse.

Misure transitorie di salvaguardia

Fino all’entrata in vigore del Regolamento, l’Ente gestore deve adottare misure di salvaguardia per proteggere habitat, specie animali e vegetali e i caratteri paesaggistici dell’area. Tali misure includono il divieto di attività non consentite nelle riserve naturali statali e, in particolare, dell’attività venatoria, dell’apertura di cave, miniere e impianti di recupero e smaltimento rifiuti, di opere di trasformazione del territorio, di attività lesive del paesaggio e degli ambienti naturali, della cattura o uccisione di fauna, della raccolta o danneggiamento della flora, dell’introduzione di specie aliene o armi da parte di privati e delle attività che disturbano la fauna. Sono inoltre previste attività educative, di vigilanza, di monitoraggio, di valorizzazione scientifica e culturale, di tabellazione informativa e di partecipazione. Le misure vanno adottate entro trenta giorni dall’istituzione e comunicate al dipartimento regionale competente.

Regime finanziario

Gli oneri derivanti dalla legge sono a carico dell’Ente gestore. La Regione sostiene gli interventi annuali previsti per le attività della Riserva mediante un contributo annuo all’Ente gestore, nei limiti delle risorse disponibili. Per ciascuna delle annualità 2025, 2026 e 2027 il contributo massimo è fissato in 7.000 euro annui, con copertura tramite riduzione di stanziamenti del bilancio regionale 2025-2027 e riallocazione alla missione relativa a parchi e riserve naturali regionali. Il contributo è erogato previa rendicontazione della spesa e degli obiettivi raggiunti. Per gli esercizi successivi al 2027 la copertura dipende dalle risorse disponibili in sede di bilancio di previsione.

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