L.R. Calabria 28/2025
Istituzione della Riserva naturale regionale “Le Dune di Giovino”.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge istituisce in Calabria la Riserva naturale regionale “Dune di Giovino”, nel Comune di Catanzaro, come riserva naturale guidata con confini definiti da cartografia allegata. Stabilisce finalità di tutela ambientale, fruizione sostenibile e gestione affidata al Comune di Catanzaro, con regolamento, misure transitorie e contributo regionale annuo fino a 7.000 euro per il triennio 2025-2027.
Istituzione della Riserva naturale regionale “Le Dune di Giovino” e disciplina essenziale della sua gestione
Istituzione della Riserva naturale regionale “Le Dune di Giovino”
La legge istituisce, nel territorio della Regione Calabria, la Riserva naturale regionale “Dune di Giovino”, classificata come riserva naturale guidata. Il provvedimento mira a garantire la conservazione di specie, habitat ed emergenze geologiche e geomorfologiche di interesse scientifico e didattico, secondo il quadro delle norme regionali sulle aree protette e della disciplina euro-unitaria richiamata.
Ambito territoriale e perimetrazione
La Riserva è localizzata nel Comune di Catanzaro, su un’area di circa 12 ettari. Il perimetro è definito graficamente dalla cartografia allegata alla legge, che costituisce parte integrante dell’atto.
- delimitazione in direzione SW-NE tra il canalone di Giovino e l’asta del Torrente Castaci;
- delimitazione in direzione NW-SE tra il limite nord della particella indicata e la linea di costa.
Finalità della tutela
La Riserva è istituita per tutelare un ecosistema dunale di interesse collettivo considerato unico nel suo genere. La valorizzazione e la riqualificazione paesaggistica devono perseguire:
- conservazione di specie floristiche e faunistiche, associazioni vegetali e forestali, biotopi, valori scenici e panoramici, e processi naturali;
- salvaguardia della biodiversità e dell’equilibrio complessivo del territorio mediante gestione e restauro ambientale compatibili con l’integrazione tra uomo e ambiente naturale;
- fruizione eco-turistica, culturale e ricreativa in forme compatibili con la difesa della natura e del paesaggio;
- promozione della conoscenza scientifica tramite educazione ambientale e sviluppo sostenibile, anche in collaborazione con le istituzioni scolastiche;
- difesa e ricostituzione degli equilibri idraulici, idrogeologici ed ecologici;
- corretto uso del territorio e conoscenza della natura.
Gestione della Riserva
La gestione è affidata al Comune di Catanzaro, secondo la disciplina regionale sulle aree protette. Il Comune può avvalersi, mediante convenzione, della collaborazione di associazioni ambientaliste operanti in Calabria e riconosciute dal competente ministero, nonché di associazioni e cooperative particolarmente qualificate.
Sono richiamate le modalità di controllo e coordinamento previste dalla normativa regionale sulle aree protette. L’ente gestore deve trasmettere ogni anno, entro il 31 dicembre, una relazione dettagliata sulle attività svolte al dipartimento regionale competente.
Obiettivi gestionali e attività ammesse
Le finalità della Riserva si attuano attraverso obiettivi gestionali che comprendono:
- valorizzazione e conservazione degli ecosistemi e degli habitat naturali, anche tramite il controllo dei fattori inquinanti;
- salvaguardia e recupero delle caratteristiche naturali e ambientali, con interventi di ricostruzione di ambiti naturali;
- promozione della conoscenza scientifica dell’ecosistema, con particolare attenzione a specie endemiche e rare;
- promozione di educazione ambientale, formazione e ricerca scientifica;
- sviluppo ecosostenibile e politiche attive per il tempo libero ricreativo, sportivo e culturale;
- riduzione di rifiuti e imballaggi e riciclo dei rifiuti;
- sostegno ad attività turistico-ricreative compatibili con le caratteristiche ambientali dei luoghi.
Sede, informazione e strumenti di divulgazione
La sede legale e operativa dell’ente gestore è individuata nel Comune di Catanzaro e deve essere eco-compatibile, integrata nel contesto naturalistico e fruibile anche come osservatorio o museo naturalistico.
Entro 90 giorni dall’approvazione del regolamento della Riserva, l’ente gestore deve predisporre uno sportello informativo, fisico o telematico, e realizzare un portale web conforme alle norme su trasparenza, privacy e accessibilità.
Entro 24 mesi dall’entrata in vigore del regolamento, deve inoltre essere predisposta una guida turistica naturalistica della Riserva per campagne di sensibilizzazione coerenti con le finalità dell’area protetta.
Tabellazione e identificazione dell’area
I confini della Riserva devono essere delimitati mediante idonee tabelle collocate entro sei mesi dall’istituzione, in modo visibile lungo tutto il perimetro. Le tabelle devono essere mantenute in buono stato di conservazione e leggibilità e recare la dicitura “Riserva naturale regionale Dune di Giovino” e l’emblema previsto dalla normativa regionale sulle aree protette.
Regolamento della Riserva
L’ente gestore, con il supporto del settore regionale competente in materia di parchi e aree protette, deve elaborare il regolamento della Riserva. Il regolamento disciplina:
- le attività consentite nel territorio della Riserva;
- le attività soggette alla disciplina dell’organo gestore;
- prodotti e servizi concessi a terzi;
- uso del nome e dell’emblema della Riserva;
- misure per raggiungere gli obiettivi di conservazione di habitat e specie;
- divieti e sanzioni, nel rispetto della normativa vigente.
Il regolamento deve essere coerente con le finalità della Riserva e con le prescrizioni di tutela previste dalla legge. Nella Riserva si applicano comunque i divieti stabiliti dalla normativa regionale sulle aree protette.
Misure transitorie e di salvaguardia
Fino all’entrata in vigore del regolamento, l’ente gestore deve adottare misure idonee a salvaguardare le caratteristiche naturali degli habitat, proteggere le specie animali e vegetali e mantenere i caratteri paesaggistici dell’area.
Le misure di salvaguardia comprendono, in particolare:
- divieto delle attività non consentite nelle riserve naturali statali richiamate dalla legge quadro sulle aree protette;
- promozione di attività educative, di sensibilizzazione e valorizzazione delle componenti naturali e culturali;
- vigilanza e controllo;
- salvaguardia di specie e habitat, anche con monitoraggio;
- iniziative di studio e approfondimento per specie e habitat di particolare valore naturalistico;
- tabellazione informativa di massima con contenuti scientifici, normativi, gestionali e topografici;
- attività di valorizzazione, conoscenza e divulgazione di peculiarità archeologiche, architetture storiche e tradizioni culturali;
- coordinamento di attività e iniziative non pregiudizievoli per la conservazione;
- processi partecipati di ascolto e confronto.
Tali misure devono essere adottate entro 30 giorni dall’istituzione della Riserva e comunicate nello stesso termine al dipartimento regionale competente.
Regime finanziario
Gli oneri derivanti dalla legge sono posti a carico dell’ente gestore. La Regione Calabria sostiene annualmente gli interventi e le attività previste solo tramite un contributo a favore dell’ente gestore, nei limiti delle risorse disponibili.
Per ciascuna delle annualità 2025, 2026 e 2027, il contributo è fissato nel limite massimo di 7.000 euro annui. La copertura avviene mediante riduzione dello stanziamento del Programma U.20.03 del bilancio 2025-2027 e contestuale riallocazione delle somme alla Missione 09, Programma 05 (U.09.05), destinata alla gestione dei parchi naturali regionali e delle riserve naturali regionali.
Per gli esercizi successivi al 2027, la copertura è demandata alle ordinarie leggi di bilancio, nei limiti delle risorse disponibili. La Giunta è autorizzata ad apportare le variazioni di bilancio necessarie.
Il contributo è erogato previa rendicontazione dell’ente gestore, corredata dalla documentazione che provi spesa sostenuta e obiettivi raggiunti.
Aggiornamenti e regime attuale del testo
Il testo è indicato come coordinato con le modifiche della legge regionale 2 febbraio 2026, n. 5. La disciplina qui descritta riflette quindi il testo consolidato risultante dalle modifiche richiamate, limitatamente alle parti riportate nel documento fornito.
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