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Legge

L.R. Calabria 25/2025

Unità di pedagogia scolastica per lo sviluppo della comunità educante e per la

Normativa regionaleL.R. Calabria 25/2025

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge della Regione Calabria promuove, tramite protocolli con l’Ufficio scolastico regionale, l’attivazione nelle scuole dell’Unità di pedagogia scolastica composta da pedagogisti ed educatori socio-pedagogici, senza nuovi oneri regionali. Ne disciplina finalità, destinatari, attività e titoli di accesso, rinviando a un regolamento per organizzazione e finanziamenti. Il testo consolidato è vigente dal 2025 con modifiche dal 2 febbraio 2026.

Unità di pedagogia scolastica in Calabria

Unità di pedagogia scolastica per la comunità educante in Calabria

La legge regionale disciplina, per il territorio della Calabria, l’attivazione di un’Unità di pedagogia scolastica quale strumento di supporto alla scuola, agli studenti e alle famiglie. Il provvedimento è orientato alla promozione del diritto all’educazione e all’istruzione, con particolare attenzione all’inclusione, alla prevenzione del disagio e al contrasto della dispersione scolastica.

Principi e impostazione generale

La Regione Calabria riconosce il ruolo centrale della scuola nello sviluppo integrale della persona e del cittadino e afferma la necessità di interventi per garantire il pieno esercizio del diritto all’educazione e allo studio, rimuovendo gli ostacoli economici, sociali e culturali. In questa cornice, promuove azioni di tutela e promozione del diritto all’educazione, all’istruzione e all’apprendimento permanente attraverso l’inserimento nelle istituzioni scolastiche di figure professionali pedagogiche ed educative.

Finalità dell’Unità di pedagogia scolastica

L’attivazione dell’Unità è promossa dalla Regione sulla base di protocolli d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale e nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche. Essa è concepita come risorsa per gli alunni di tutte le età, per le famiglie e per il supporto a dirigenti scolastici, docenti e personale ATA.

L’Unità:

  • è composta da pedagogisti ed educatori professionali socio-pedagogici;
  • opera senza ulteriori oneri per la finanza regionale;
  • agisce nel rispetto della normativa su riservatezza e trattamento dei dati personali;
  • svolge la propria attività con autonomia scientifica e responsabilità deontologica, in ambito educativo, formativo e pedagogico.

I professionisti intervengono, ciascuno per le proprie competenze, per lo sviluppo armonico degli alunni e per la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, contribuendo al miglioramento della qualità dell’educazione e dell’istruzione e alla promozione del benessere a scuola.

Compiti e linee di intervento

L’Unità ha il compito di analizzare i contesti educativi, leggere i bisogni educativi individuali e della comunità scolastica e promuovere la raccolta e l’analisi dei dati per elaborare strategie, metodologie e strumenti di intervento pedagogico, educativo e formativo.

Le finalità operative principali sono:

  • prevenire le condizioni di povertà educativa;
  • favorire lo sviluppo pieno delle potenzialità di tutti gli studenti in ottica inclusiva;
  • sostenere e valorizzare le competenze educative dei genitori, degli insegnanti e della comunità scolastica;
  • mettere in atto azioni di prevenzione educativa primaria e secondaria contro difficoltà scolastica, disagio, abbandono e dispersione scolastica;
  • contrastare violenza, bullismo e cyberbullismo.

Obiettivi specifici

Nel rispetto dell’autonomia scolastica e della programmazione degli istituti, l’Unità valorizza il percorso scolastico degli alunni in relazione ai bisogni educativi individuali e all’identità personale, sociale e culturale. In particolare:

  • contribuisce all’attuazione del patto di corresponsabilità educativa, favorendo un ambiente positivo e la collaborazione tra scuola, famiglia, servizi e istituzioni del territorio;
  • accresce la consapevolezza degli studenti sui propri processi di apprendimento e aiuta i docenti a comprendere i diversi profili pedagogici e di apprendimento;
  • previene e contrasta disagio, povertà educativa, insuccesso formativo, dispersione, abbandono scolastico, bullismo e cyberbullismo;
  • promuove l’integrazione attraverso l’educazione al rispetto delle differenze di genere, culturali, politiche e religiose;
  • sostiene la genitorialità e valorizza le competenze delle famiglie, anche con azioni di sensibilizzazione nelle comunità locali, soprattutto nelle aree più colpite da povertà educativa;
  • favorisce progetti e percorsi laboratoriali per l’educazione alla cittadinanza attiva e alla convivenza civile, sociale e solidale;
  • offre supporto e consulenza operativa ai docenti per metodologie didattiche innovative, gestione relazionale della classe e attività inclusive, con particolare attenzione agli alunni con bisogni educativi speciali;
  • sostiene l’autonomia scolastica nella costruzione di progetti mirati ai problemi del territorio, con attenzione alle aree geograficamente svantaggiate, anche mediante estensione e qualificazione del tempo scuola e adozione di strategie didattiche innovative.

La Regione favorisce inoltre la costituzione di consorzi intercomunali per i comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti, purché la distanza tra i comuni sia entro 10 chilometri.

Destinatari e attività dell’Unità

I destinatari delle attività sono:

  • docenti o gruppi di docenti;
  • alunni o gruppi di alunni;
  • genitori;
  • personale ATA;
  • singole istituzioni scolastiche o reti di scuole.

L’Unità opera in sinergia con la comunità scolastica e le famiglie, svolgendo attività concordate con le istituzioni scolastiche, tra cui:

  • rilevazione della domanda formativa e dei bisogni pedagogico-educativi;
  • cooperazione con gli organi collegiali nell’analisi dei bisogni, nella definizione delle politiche formative e delle buone pratiche per l’inclusione e il contrasto alla povertà educativa;
  • elaborazione di modelli, strategie, metodologie e strumenti di intervento, anche in via sperimentale, nei campi della didattica, dell’organizzazione scolastica e delle relazioni intra e interistituzionali;
  • progettazione e realizzazione di iniziative formative per personale scolastico, genitori e studenti, con informatizzazione dei fenomeni di emergenza educativa e di dispersione scolastica;
  • interventi educativi, formativi e pedagogici nelle scuole, tra cui consulenza e sostegno individuale o di gruppo, supporto all’orientamento, dialoghi, gruppi di narrazione e laboratori rivolti a docenti, genitori e alunni;
  • formazione pedagogico-didattica ai docenti per un clima positivo di classe, autoformazione e condivisione delle buone pratiche;
  • consulenza e sostegno pedagogico alle famiglie per il rafforzamento delle competenze genitoriali e l’attuazione del patto di corresponsabilità educativa;
  • progettazione, formazione e monitoraggio di ambienti di apprendimento efficaci tramite nuove metodologie didattiche, neuropedagogiche e inclusive.

Titoli di accesso delle figure professionali

I requisiti di accesso per pedagogista ed educatore professionale socio-pedagogico sono quelli previsti dalla normativa statale richiamata e, in particolare:

  • per l’educatore professionale socio-pedagogico: laurea L-19 in Scienze dell’educazione e della formazione;
  • per il pedagogista: laurea magistrale abilitante nelle classi LM-50, LM-57, LM-85 o LM-93, oppure laurea quadriennale in pedagogia o scienze dell’educazione o lauree specialistiche equiparate del vecchio ordinamento.

Organizzazione, regolamento e finanziamenti

L’organizzazione e il funzionamento dell’Unità, nonché i criteri e le modalità per l’eventuale concessione di finanziamenti tramite avviso pubblico, sono demandati a un regolamento della Giunta regionale, previa intesa con l’Ufficio scolastico regionale, da adottare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Il testo consolidato richiama anche l’istituzione dei Centri Pedagogici Territoriali, ma tale comma risulta abrogato nel testo vigente. Restano quindi efficaci le disposizioni sull’Unità di pedagogia scolastica e sul successivo regolamento attuativo.

Regime finanziario e decorrenza

La legge stabilisce espressamente che dalla sua attuazione non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

L’entrata in vigore è fissata al quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

Stato di vigenza

Il testo è formalmente vigente e coordinato con le modifiche della legge regionale 2 febbraio 2026, n. 5. Tuttavia, in termini pratici, il provvedimento è ancora di attualità e non appare obsoleto, poiché disciplina un assetto organizzativo e professionale applicabile stabilmente nel sistema scolastico regionale.

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