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Sentenza

Sentenza n. 595/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'accertamento e la declaratoria dell'illegittimità del silenzio serbato dall'Amministrazione Comunale di Spongano in ordine alla diffida di riqualificazione urbanistica del 16.4.2025.

Giustizia amministrativa202500758

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: Silenzio serbato dal Comune di Spongano sulla diffida del 16 aprile 2025 diretta a ottenere la riqualificazione urbanistica di un terreno, in ragione della ritenuta decadenza del vincolo espropriativo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti, comproprietari di un terreno in parte classificato dal vigente programma di fabbricazione come zona di uso pubblico destinata a verde pubblico, hanno diffidato il Comune a provvedere alla riqualificazione urbanistica dell'area, ritenendo decaduto il vincolo espropriativo. Poiché l'amministrazione non ha dato alcun riscontro all'istanza del 16 aprile 2025, è stata proposta azione avverso il silenzio, chiedendo l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia e la condanna del Comune a concludere il procedimento.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo priva di giustificazione l'inerzia del Comune rispetto a un procedimento avviato su istanza di parte. In applicazione dell'art. 2, comma 1, l. 241/1990, ha ordinato al Comune di riscontrare espressamente l'istanza entro sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, previa apposita istruttoria diretta a verificare l'eventuale sussistenza dei presupposti per la riqualificazione urbanistica dell'area. Qualora l'esito dell'istruttoria sia positivo, il Comune dovrà concludere il relativo procedimento entro i successivi sei mesi. È stata prevista, in caso di inutile decorso anche di uno solo dei termini, la possibilità di nominare, su istanza di parte, un commissario ad acta, con spese a carico dell'amministrazione. Il Comune è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in euro 1.500, oltre accessori e rifusione del contributo unificato se versato.

Norme richiamate

  • art. 2, comma 1, l. 241/1990

    L'amministrazione deve concludere con un provvedimento espresso il procedimento avviato su istanza di parte; l'inerzia ingiustificata integra illegittimo silenzio e consente al giudice di ordinare la conclusione del procedimento.

Massime di principio

  • Quando un'amministrazione riceve un'istanza di parte idonea ad avviare un procedimento, è tenuta a concluderlo con un provvedimento espresso entro un termine ragionevole o previsto dalla legge, anche quando l'esito della valutazione amministrativa non sia predeterminato.
  • Nel giudizio avverso il silenzio, il giudice può ordinare all'amministrazione di esaminare l'istanza, svolgere l'istruttoria necessaria e adottare una determinazione espressa, senza sostituirsi all'amministrazione nella valutazione discrezionale dell'eventuale sussistenza dei presupposti sostanziali.
  • La condanna a provvedere può essere articolata in termini successivi, distinguendo il termine per il riscontro e l'istruttoria da quello per la conclusione del procedimento eventualmente conseguente a un esito positivo.
  • L'inutile decorso del termine assegnato dal giudice per l'adempimento può giustificare, su istanza di parte, la nomina di un commissario ad acta con spese a carico dell'amministrazione inadempiente.

Come è indicizzato

MaterieVincoli urbanisticiTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiUrbanistica e governo del territorioProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoEffetto conformativo e riedizione del potereOttemperanza e commissario ad acta

Testo integrale

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