Sentenza n. 386/2026 - Brescia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata tempestiva esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Mantova che aveva riconosciuto il diritto a 1.500 euro sulla Carta del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Mantova, passata in giudicato, con la quale era stato dichiarato il suo diritto al beneficio economico della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente e il Ministero era stato condannato a mettere a sua disposizione, tramite il sistema della Carta elettronica, la somma di 1.500 euro. Nel corso del giudizio il Ministero si è costituito e ha comunicato che il gestore del servizio aveva accreditato tale importo nel borsellino elettronico del ricorrente.
La decisione
Il TAR ha ritenuto sufficiente, ai fini della prova dell'intervenuta esecuzione, la dichiarazione circostanziata dell'Amministrazione statale relativa all'accredito dell'importo, anche in considerazione della sua particolare attendibilità e della mancata contestazione da parte del ricorrente, che non ha svolto ulteriori attività processuali dopo il deposito della nota ministeriale. Poiché la pretesa era stata integralmente soddisfatta in sede amministrativa, è venuta meno la situazione di contrasto tra le parti e il giudice non doveva più pronunciarsi sull'oggetto della controversia, ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. Il giudizio è stato quindi dichiarato cessato per cessazione della materia del contendere. Il tardivo adempimento ha comportato, in applicazione della soccombenza virtuale, la condanna del Ministero al rimborso di 500 euro di spese di lite, oltre accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario; le restanti spese sono state compensate.
Norme richiamate
artt. 112 e seguenti c.p.a.
con ricorso proposto ai sensi degli artt. 112 e seg. c.p.a.
Il ricorso per ottemperanza è stato utilizzato per ottenere l'esecuzione di una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato.
art. 114 c.p.a.
Visto l’art. 114 cod. proc. amm.
Norma richiamata quale disciplina del giudizio di ottemperanza.
art. 34, comma 5, c.p.a.
venuta meno la posizione di contrasto tra le parti, il Tribunale non è più chiamato a pronunciarsi sull’oggetto della controversia ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
L'integrale soddisfazione della pretesa nel corso del giudizio determina il venir meno dell'interesse alla decisione sull'oggetto della controversia e giustifica la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale esecuzione del comando contenuto nel titolo giudiziale durante il processo determina il venir meno della situazione di contrasto tra le parti e conduce alla dichiarazione di cessazione della materia del contendere.
- La comunicazione circostanziata dell'amministrazione relativa all'avvenuta esecuzione del giudicato può essere ritenuta prova sufficiente dell'adempimento quando non sia contestata dalla parte ricorrente.
- In caso di adempimento tardivo dell'amministrazione, la regolazione delle spese del giudizio di ottemperanza può essere effettuata secondo il criterio della soccombenza virtuale, ponendo le spese a carico dell'amministrazione che avrebbe dovuto adempiere tempestivamente.
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