Sentenza n. 4266/2026 - Milano, Sezione 2
per l’ottemperanza della sentenza n. 5197/2025 emessa in data 25 novembre 2025 dal Tribunale di Milano.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 5197/2025, che aveva condannato il Ministero a pagare euro 2.063,44, oltre alla maggior somma tra interessi e rivalutazione, per indennità sostitutiva delle ferie non godute negli anni scolastici 2018/2019 e 2020/2021
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La docente ha chiesto l'ottemperanza della sentenza n. 5197/2025 del Tribunale di Milano, pubblicata il 25 novembre 2025, che aveva riconosciuto il diritto al pagamento di euro 2.063,44, oltre alla maggior somma tra interessi e rivalutazione dal dovuto al saldo, a titolo di indennità sostitutiva per ferie non godute durante due rapporti di lavoro a tempo determinato. Ha dedotto l'inadempimento del Ministero, nonostante la sentenza fosse passata in giudicato e fosse stata notificata all'Amministrazione il 26 novembre 2025.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza: l'inadempimento dell'Amministrazione non era contestato e risultavano documentati sia il passaggio in giudicato della sentenza sia la sua notificazione al Ministero, con conseguente sussistenza delle condizioni previste dall'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996. Ha ordinato al Ministero di dare piena esecuzione alla sentenza entro novanta giorni dalla comunicazione della decisione. In caso di inutile decorso del termine, il commissario ad acta già nominato, Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, interverrà su istanza della creditrice e dovrà completare l'incarico entro i successivi sessanta giorni, determinando l'importo complessivamente dovuto e adottando gli atti necessari. Nessun compenso è dovuto al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato inoltre condannato a rifondere le spese di giudizio, liquidate in euro 800 oltre spese generali e accessori di legge se dovuti.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
Risultano dunque soddisfatte le condizioni previste dall’art. 112, secondo comma, lett. c), cod. proc. amm. e dall’art. 14 del d.l. n. 669 del 1996, convertito con legge n. 30 del 1997.
La tutela in ottemperanza è esperibile quando, come nel caso esaminato, la sentenza da eseguire è passata in giudicato e risulta notificata all'Amministrazione, che è rimasta inadempiente.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito con legge n. 30/1997
Risultano dunque soddisfatte le condizioni previste dall’art. 112, secondo comma, lett. c), cod. proc. amm. e dall’art. 14 del d.l. n. 669 del 1996, convertito con legge n. 30 del 1997.
Nel caso deciso, la notificazione della sentenza al Ministero in data 26 novembre 2025, unitamente al suo passaggio in giudicato, soddisfa le condizioni richiamate per procedere all'ottemperanza.
Massime di principio
- La mancata esecuzione di una sentenza passata in giudicato e notificata all'Amministrazione legittima l'accoglimento dell'azione di ottemperanza, ricorrendo le condizioni richiamate dall'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996.
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice può assegnare all'Amministrazione un termine per adempiere e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, prevedendone l'intervento, su istanza del creditore, in caso di inutile decorso del termine.
- Non spetta un compenso al commissario ad acta quando l'attività demandata rientra nei suoi compiti istituzionali.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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