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Sentenza

Sentenza del 22/09/2020 n. 19785 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

I contribuenti avevano chiesto la revocazione della sentenza di appello (CTR Lazio n. 260/29/2013) allegando il ritrovamento, dopo il deposito della sentenza, delle situazioni patrimoniali al 31.12.2005 di tre societa' collegata al gruppo; sostenevano di non aver potuto produrre tali documenti nel giudizio di merito per il cambio del consulente e per il ritardato passaggio della documentazione, e che quei documenti avrebbero dimostrato che le somme contestate erano finanziamenti e non ricavi commerciali. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la pronuncia di revocazione deducendo l'insussistenza dei presupposti di cui all'art. 395 c.p.c. n. 3 (assenza di forza maggiore/incolpevole impossibilita' di produrre i documenti e mancata prova della diligente ricerca) e la non decisivita' dei documenti prodotti (che fornivano solo saldi globali e non la prova della natura delle operazioni).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha cassato la decisione della CTR che aveva accolto la revocazione limitatamente al rilievo n.1 e, decidendo nel merito, ha rigettato il ricorso per revocazione proposto dalla societa' e dai soci. La Corte ha ritenuto che i contribuenti non avessero dimostrato di aver fatto tutto il possibile per acquisire tempestivamente i documenti dal precedente consulente e che le situazioni patrimoniali prodotte non fossero decisive, essendo semplici saldi che non provavano la natura finanziaria delle operazioni e, comunque, non idonee a rimettere in discussione questioni gia' esaminate nel giudizio di merito. I contribuenti sono stati condannati al pagamento delle spese di cassazione (liquidate in Euro 12.000,00 oltre spese prenotate a debito).

Norme richiamate

  • art. 395 c.p.c., comma 1, n. 3

    revocazione per sopravvenienza di documenti decisivi non prodotti per causa di forza maggiore

    La Corte ricorda che la revocazione per documenti sopravvenuti richiede prova che la parte non potesse produrli nel giudizio di merito per causa non imputabile a colpa (ignoranza dell'esistenza o del luogo di conservazione) e che i documenti siano effettivamente decisivi; il mero 'cambio' del consulente non basta se non si dimostra di aver fatto tutto il possibile per ottenere i documenti.

  • art. 366 c.p.c., comma 1, n. 3

    esposizione sommaria dei fatti nel ricorso per cassazione

    Il ricorso per cassazione deve contenere una sintesi dei fatti e degli atti essenziali; nel caso la Corte ha ritenuto sufficientemente descritti i fatti e quindi infondata l'eccezione di inammissibilita'.

  • art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4

    Richiamato in relazione a censure sulla motivazione della sentenza di revocazione; la Corte ha ritenuto assorbita la censura subordinata una volta accolto il primo motivo.

  • Decreto Legislativo n. 546/1992, articolo 36

    Norma processuale tributaria richiamata in connessione con questioni procedurali del giudizio; non ha inciso sul rigetto della revocazione.

  • Decreto Legislativo n. 546/1992, articolo 64

    Richiamato come norma relativa al rimedio di revocazione nell'ambito del processo tributario; la Corte ha applicato i principi della revocazione ordinaria ex art. 395 c.p.c.

  • art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4

    Richiamato in relazione alle censure di motivazione (omessa pronuncia/contraddittorieta'); la Corte ha ritenuto il motivo assorbito dall'accoglimento del primo motivo.

  • art. 402 c.p.c.

    Norma del processo civile relativa agli atti e motivi istruttori, richiamata nel quadro di doglianze processuali; non decisiva per l'esito.

  • D.P.R. n. 695/1996, art. 1

    Citato in precedenti decisioni di merito (CTP) su esonero dalla conservazione di distinte inventariali; non rilevante per il decisum finale sulla revocazione.

Massime di principio

  • La revocazione per sopravvenienza di documenti (art. 395 c.p.c. n.3) richiede due condizioni cumulative: (a) l'impossibilita' di produrre i documenti nel giudizio precedente non dovuta a colpa del richiedente (dimostrazione di effettiva e diligente ricerca e/o di fatto di terzo non imputabile), e (b) la decisivita' effettiva dei documenti, ossia la capacita' di modificare l'esito della decisione se fossero stati conosciuti.
  • La sola conoscenza dell'esistenza del documento o il semplice cambiamento del consulente non sono di per se' idonei a giustificare la revocazione: occorre provare di aver fatto tutto il possibile per ottenere la documentazione e di non esserci riusciti per causa non imputabile (e.g. prova di richieste formali, attestazioni di restituzione tardiva, atti per ottenerla).
  • Documenti che esibiscono solo saldi aggregati o la situazione patrimoniale finale (stati patrimoniali) possono non essere decisivi se non permettono di ricostruire la natura e l'origine dei movimenti: per confutare una qualificazione fiscale (es. ricavo commerciale vs finanziamento) sono necessari elementi di dettaglio (movimentazioni contabili, contratti, documenti di trasporto, fatture, movimenti banca/fornitori) che comprovino la natura delle operazioni.
  • Se una questione e' gia' stata esaminata e decisa nel giudizio di merito e nelle impugnazioni ordinarie, la revocazione non puo' essere usata per riaprire meramente il dibattito su aspetti gia' preclusi a meno che il documento sopravvenuto non introduca un elemento veramente nuovo e decisivo.
  • In controversie tributari/contabili e' essenziale conservare e poter fornire la documentazione di dettaglio (registrazioni analitiche, movimenti di conto, fatture e DDT) e, in caso di sostituzione del consulente, attivarsi tempestivamente per ottenere la restituzione o copia dei documenti; va documentata ogni richiesta e ogni tentativo formale di recupero.

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