Cassazione Penale, Sentenza n. 2402/2022 del 20/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che confermava il sequestro conservativo disposto a carico di Caruso (indagato per più tentativi di concussione). Il ricorrente denunciava difetto assoluto di motivazione circa l'individuazione e la quantificazione del danno da garantire, sostenendo che il Tribunale si era basato esclusivamente sulla consulenza di parte allegata dalla parte civile, trascurando e senza argomentare le osservazioni critiche e la consulenza di parte della difesa. Contestava inoltre la valutazione di voci di danno relative alla ritardata consegna dei lavori (attribuita al RUP e non a Caruso) e l'aumento del costo delle materie prime, difficilmente imputabile al ricorrente che si era dimesso il 1 giugno 2020 e venne sostituito solo nel gennaio 2021.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il rimedio alla Corte di Cassazione contro ordinanze di sequestro conservativo è ammesso solo per violazione di legge o per vizi motivazionali così radicali da rendere la motivazione apparente o priva dei minimi requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza. Le censure proposte dal ricorrente sono state considerate, in gran parte, valutazioni di fatto o generiche contestazioni di argomentazioni del giudice di merito e non hanno evidenziato un vizio di motivazione assoluto nei termini richiesti. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
artt. 318, 324 e 325 cod. proc. pen.
Le norme richiamate regolano il sequestro conservativo. La Corte sottolinea che avverso le ordinanze in materia di sequestro il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge e che nella nozione di violazione vanno ricomprese gli errores in iudicando e in procedendo e i vizi motivazionali radicali.
art. 616, primo comma, cod. proc. pen.
Richiamata quale base per le conseguenze derivanti dall'inammissibilità del ricorso; la Corte ha applicato le pronunce previste da tale disposizione, traducendosi in condanna alle spese e in somma a favore della Cassa delle Ammende.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione avverso ordinanze di sequestro conservativo è conoscibile solo per questioni di diritto o per vizi motivazionali particolarmente gravi: mere riletture dei fatti o rivalutazioni delle prove non sono ammesse.
- Per impugnare con successo la motivazione di un provvedimento di sequestro occorre dimostrare in modo puntuale e specifico il vizio di motivazione (incoerenza, incompletezza o irragionevolezza) indicando quali passaggi argomentativi manchino o siano contraddittori; critiche generiche o non circostanziate sono inammissibili.
- Le contestazioni relative alla quantificazione del danno richiedono che il ricorrente evidenzi come il giudice abbia omesso di considerare elementi decisivi o abbia fondato la sua decisione esclusivamente su prove manifestamente inidonee; altrimenti si configura una valutazione di merito non sindacabile in cassazione.
- Quando si contesta l'attribuzione di responsabilità per ritardi o aumenti di costo, è necessario documentare e collegare causalmente il comportamento illecito al pregiudizio; se le ragioni del ritardo sono ascrivibili ad altri soggetti (es. RUP) o a fattori esterni, la difesa deve fornire elementi precisi per contestare la causalità e la quantificazione del danno.
Testo integrale
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