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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4828/2022 del 10/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione in relazione all'affermazione di responsabilità per furto; contestazione della sussistenza dell'aggravante dell'uso della violenza sulle cose; censura del bilanciamento delle circostanze (equivalenza tra l'attenuante della speciale tenuità del danno e le residue aggravanti). La difesa ha dedotto insufficienza ed inaffidabilità delle prove (dichiarazioni del teste FERRINI ritenute contraddittorie e non di diretta esperienza, immagini di videosorveglianza di scarsa qualità, mancata rilevanza della segnalazione della vettura e della apertura della barriera del parcheggio).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per mancata specificità (reiterazione delle censure già sollevate in appello senza confronto con le argomentazioni di merito) e per essere, in gran parte, deduzione esclusivamente fattuale non dimostrata mediante il travisamento degli atti. Ha confermato che la valutazione della prova e il bilanciamento delle circostanze spettano ai giudici di merito e non risultano viziati nei termini richiesti dalla cassazione. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limita l'ambito di deduzione del motivo in cassazione; il ricorso nel caso è stato esaminato nei limiti consentiti da tale norma e ritenuto carente nella specificità richiesta.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende in presenza di inammissibilità del ricorso con profili di colpa; la Corte ha applicato tale norma per irrogare la sanzione di euro tremila.

  • art. 625, comma 1, cod. pen. (n. 7 cit.)

    Riferimento alla circostanza aggravante prevista nel delitto di furto; la Corte d'appello ha escluso tale aggravante nella sentenza impugnata e la cassazione ha preso atto della decisione di merito senza ritenere fondata la censura difensiva.

  • d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8

    Predisposizione della requisitoria scritta del Pubblico Ministero (Sostituto Procuratore generale) davanti alla Corte di cassazione; nel procedimento è stata acquisita ed utilizzata la requisitoria scritta ex tale norma.

Massime di principio

  • La Corte di cassazione è orientata a dichiarare inammissibili i ricorsi che si limitano a ripetere le stesse censure già formulate in sede di appello senza affrontare puntualmente le ragioni con cui i giudici di merito le hanno respinte; è richiesta specificità nel confronto con la motivazione impugnata.
  • La valutazione della prova e il bilanciamento tra circostanze attenuanti e aggravanti sono tipicamente di competenza dei giudici di merito; la cassazione interviene solo se è dimostrabile un travisamento documentato degli elementi probatori o un palese vizio logico/contraddittorio nella motivazione.
  • Per ottenere l'annullamento per travisamento della prova è necessario indicare in modo preciso quali atti/elementi siano stati erroneamente valutati e come, non bastano contestazioni generiche sull'affidabilità dei testimoni o sulla qualità delle immagini.
  • La mera presenza di indizi o di elementi ambigui (immagini scarse, dichiarazioni contraddittorie, utilizzo abituale di scorciatoie dallo stesso pubblico) non è di per sé sufficiente a escludere una decisione di merito che, nel complesso, ritenga sussistenti gli elementi di responsabilità.
  • Quanto al riconoscimento dell'aggravante dell'uso della violenza sulle cose, occorre una ricostruzione probatoria chiara del concreto esercizio di forza sulla cosa; atti che possono risultare usuali o non direttamente connessi al reato possono non essere ritenuti sufficienti dai giudici di merito.

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