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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36258/2023 del 30/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso straordinario è stato accolto. La Corte ha revocato la sentenza n.24591/2022 e ha annullato senza rinvio la sentenza del Tribunale di Potenza n.1/2021 perché il reato si è estinto per prescrizione in data 17/09/2020. Le statuizioni civili sono state mantenute ferme, essendo la prescrizione maturata successivamente alla sentenza di primo grado.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha denunciato un errore di fatto della Corte di Cassazione (sent. n.24591/2022) per omessa rilevazione dell'intervenuta estinzione del reato per prescrizione: la prescrizione si era perfezionata il 17/09/2020 (considerando i periodi di sospensione) e pertanto la sentenza del Tribunale di Potenza n.1/2021 doveva essere annullata senza rinvio. Si è invocato il rimedio straordinario ex art.625-bis c.p.p. chiedendo la revocazione della sentenza cassazionista e l'annullamento senza rinvio della decisione di merito.

Norme richiamate

  • art.625-bis cod. proc. pen.

    È la norma che disciplina il ricorso straordinario per revocazione per errore di fatto; nel caso è stato ritenuto applicabile per correggere l'omessa rilevazione della prescrizione da parte della Corte di cassazione.

  • art.616 cod. proc. pen.

    Richiamato per evidenziare che una modifica del dispositivo (es. dichiarare inammissibilità invece che rigetto) comporterebbe diverso regime processuale; la Corte ha osservato che la correzione prospettata avrebbe inciso sul regime previsto da tale articolo.

  • Sez. U., sent. n.37505 del 14/07/2011 (Corsini)

    "a condizione che la statuizione sul punto sia effettivamente l'esclusiva conseguenza di un errore percettivo..."

    Principio secondo cui il ricorso per errore di fatto sulla prescrizione è ammissibile solo se l'errore è una svista percettiva e non il frutto di una valutazione giuridica o di merito; la Corte ha ritenuto soddisfatta questa condizione nel caso concreto.

  • Sez. U., sent. n.32 del 22/11/2000 (D.L.)

    Giurisprudenza consolidata secondo cui solo l'inammissibilità del ricorso preclude la pronuncia sull'estinzione per prescrizione; se il ricorso è respinto sul merito, la Corte doveva comunque rilevare la prescrizione intervenuta.

  • Sez. 6, sent. n.7980 del 01/02/2017

    Richiama il principio che il contrasto tra dispositivo e motivazione non determina nullità ma va risolto dando prevalenza all'elemento decisionale; qui la prevalenza del dispositivo ha portato alla dichiarazione di estinzione per prescrizione a favore dell'imputata.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art.625-bis c.p.p. può correggere omissioni della Corte di cassazione riguardanti l'estinzione del reato per prescrizione, purché l'errore sia effettivamente una svista percettiva e non una diversa valutazione giuridica o di fatto.
  • Se la Corte di cassazione respinge un ricorso sul merito, deve comunque accertare e dichiarare l'eventuale estinzione del reato per prescrizione se la prescrizione si è già verificata anteriormente; solo se la decisione è di inammissibilità rimane preclusa tale pronuncia.
  • In presenza di contrasto tra motivazione e dispositivo della sentenza, prevale l'elemento decisionale (dispositivo): tale prevalenza può avere effetti sostanziali, ad esempio determinare l'estinzione del reato a favore dell'imputato.
  • La dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione non incide automaticamente sulle statuizioni civili: l'azione civile può rimanere efficace se la prescrizione penale è intervenuta successivamente alla sentenza di primo grado o nei limiti in cui la legge lo consente.
  • Per valutare la maturazione della prescrizione è necessario considerare tutte le sospensioni e interruzioni intervenute nel corso dei gradi di giudizio; un controllo formale dell'ufficio spoglio e degli atti può evidenziare svista rilevante ai fini del ricorso straordinario.

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