Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8626/2024 del 27/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano il decreto di prevenzione che ha disposto la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nei confronti di Ciocchetti e la confisca di un fabbricato riconducibile a Misseranni. Le censure principali sono: mancata attualità della pericolosità sociale (si sarebbe fatto ricorso a fatti già valutati nella precedente misura del 2003, configurando un bis in idem); insufficiente o assente motivazione sul requisito dell'attualità per la pericolosità qualificata e generica; errata valutazione della correlazione temporale fra l'arricchimento illecito e l'acquisto/edificazione dell'immobile (costruito 2008-2009); carenza di prova dell'illecita provenienza delle somme usate per la costruzione (con riferimento a precedenti statuizioni del Tribunale del 2003 che avrebbero legittimato alcune somme); omissione di valutazione della documentazione difensiva depositata (memoria e consulenza tecnica).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi infondati (al limite dell'inammissibilità) e li ha respinti. Ha ritenuto che: a) il sindacato in sede di cassazione nel procedimento di prevenzione è limitato alla violazione di legge e alla motivazione inesistente o meramente apparente; non è consentito riesaminare la congruità logica o la valutazione di merito dei fatti; b) la Corte di appello ha adeguatamente ricostruito i precedenti penali e i fatti più recenti (anche del periodo 2014-2016) che dimostrano una pericolosità non meramente anteriore al 2003; c) è stata fornita motivazione non apparente circa la disponibilità dell'immobile (costruzione 2008-2009), l'assenza di prova della lecita provenienza dei fondi e la correlazione temporale tra pericolosità e acquisto/edificazione; d) le censure difensive si limitano a una critica di merito e a una frammentazione argomentativa che non evidenzia una specifica violazione di legge o una radicale carenza motivazionale; e) le memorie e consulenze richiamate non dimostrano l'esistenza di un elemento omesso decisivo che avrebbe potuto determinare esito opposto. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice antimafia e delle misure di prevenzione)

    art. 1, comma 1, lett. a) e b.; art. 4, lett. b) e lett. c)

    Il giudice della prevenzione deve accertare la pericolosità sociale (qualificata o generica) ancorandola a fatti e dati oggettivi e individuare il periodo di manifestazione della pericolosità per correlare l'accumulo di beni al periodo in cui è emersa la pericolosità; la pericolosità è criterio temporale per la confiscabilità dei beni

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti)

    art. 73; art. 74; art. 80

    Le condanne per reati in materia di stupefacenti (art. 73, 74) e le aggravanti (art. 80) sono state utilizzate come elementi probatori per fondare la pericolosità e per spiegare l'esistenza di ricavi illeciti riconducibili al proposto

  • codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. e)

    Limita il sindacato della Cassazione nei procedimenti in cui il ricorso è ammesso solo per violazione di legge: non è consentito un controllo esteso sull'adeguatezza delle linee argomentative o sull'illogicità manifesta della motivazione, salvo assoluta mancanza o motivazione meramente apparente

  • Cass. Sez. U., n. 4880 del 26/06/2014 (Spinelli) e giurisprudenza delle Sezioni Unite

    Principi sul ruolo della pericolosità sociale come parametro temporale per la confisca di prevenzione e sulla necessità di ancorare la pericolosità a fatti oggettivi; richiamata per definire come individuare l'inizio e l'eventuale termine della pericolosità

  • Cass. Sez. U., n. 111 del 30/11/2017 (Gattuso) e altra giurisprudenza unificatrice

    Sottolinea che la violazione di legge sussiste quando vi sia omissione di argomentazione su elemento costitutivo essenziale della fattispecie che giustifica la misura di prevenzione

Massime di principio

  • In sede di ricorso per cassazione avverso provvedimenti di prevenzione il sindacato è limitato alle violazioni di legge e alla totale o meramente apparente carenza di motivazione; non è ammesso un nuovo apprezzamento del materiale probatorio o dell'adeguatezza logica della motivazione salvo casi di vera e propria assenza motivazionale
  • Per la confisca di prevenzione è essenziale ancorare la pericolosità sociale a fatti oggettivi e delimitare temporalmente il periodo in cui la pericolosità si è manifestata, così da correlare i beni acquisiti a quel periodo
  • La mera coincidenza temporale (es. fatti datati ma con successivi eventi delittuosi) non esclude di per sé l'attualità della pericolosità; il giudice valuta l'insieme dei fatti e la loro continuità o ripresa nel tempo
  • Per contestare efficacemente una misura patrimoniale occorre fornire prova documentale specifica e convincente della lecita provenienza delle somme impiegate; allegazioni generiche o non documentate difficilmente scalfiscono la motivazione del giudice di merito
  • Le eccezioni che mirano solo a proporre una diversa lettura dei fatti o a scindere singoli elementi dal contesto probatorio senza indicare una precisa violazione di legge sono normalmente inammissibili o infondate in Cassazione
  • Se la difesa contesta la mancata valutazione di documentazione depositata, deve dimostrare che tali elementi erano decisivi e non considerati, ossia che la loro omissione ha comportato una radicale carenza motivazionale

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.