Sentenza n. 244/2026 - Trieste, Sezione 1
per l'accertamento e la dichiarazione giudiziale, previo annullamento di qualsiasi eventuale contrario atto, del diritto del ricorrente al riconoscimento del beneficio di cui all’art. 6 bis del decreto legge n. 387/1987 e, quindi, al ricalcolo dell’indennità di buonuscita mediante l’inclusione nella relativa base di calcolo dei sei scatti stipendiali di cui alla normativa appena citata (oltre rivalutazione ed interessi), condannando altresì parte resistente a porre in essere tutti i relativi e conseguenti incombenti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: eventuale diniego o mancato riconoscimento del beneficio dei sei scatti stipendiali nella base di calcolo dell'indennità di buonuscita
Esito
Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l'accertamento del diritto al beneficio previsto dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 e la conseguente rideterminazione dell'indennità di buonuscita, mediante inclusione nella relativa base di calcolo dei sei scatti stipendiali, oltre rivalutazione e interessi. L'INPS si è costituito resistendo al ricorso. La controversia riguardava, in particolare, la spettanza del beneficio agli appartenenti alle Forze di Polizia ad ordinamento civile o militare cessati dal servizio a domanda, l'incidenza dell'art. 4 del d.lgs. n. 165/1997, gli effetti dell'abrogazione dell'art. 11 della l. n. 231/1990 e il rilievo del termine previsto dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 per la presentazione della domanda di collocamento in quiescenza.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso con sentenza in forma semplificata, richiamando la propria giurisprudenza consolidata e quella conforme del Consiglio di Stato. Ha accertato il diritto del ricorrente a percepire i benefici economici previsti dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 e il correlato obbligo dell'INPS di rideterminare l'indennità di buonuscita includendo nella base di calcolo i sei scatti stipendiali. Il giudice ha chiarito che l'art. 4 del d.lgs. n. 165/1997 riguarda la base pensionabile e non il calcolo dell'indennità di buonuscita; che l'abrogazione dell'art. 11 della l. n. 231/1990 non ha fatto rivivere la precedente limitazione del beneficio ai soli casi di cessazione per età, inabilità permanente o decesso; e che il termine del 30 giugno previsto dall'art. 6-bis non ha natura decadenziale rispetto al beneficio, essendo funzionale soltanto alla decorrenza del collocamento a riposo dal 1° gennaio dell'anno successivo. L'INPS è stato condannato al pagamento di € 1.000,00 per spese di giudizio, oltre accessori, nonché al rimborso del contributo unificato dopo il passaggio in giudicato.
Norme richiamate
art. 6-bis d.l. n. 387/1987
la domanda di collocamento in quiescenza deve essere prodotta entro e non oltre il 30 giugno dell'anno nel quale sono maturate entrambe le predette anzianità
Riconosce il beneficio dei sei scatti stipendiali agli appartenenti alle Forze di Polizia ad ordinamento civile o militare, anche cessati dal servizio a domanda; il termine indicato disciplina la decorrenza del collocamento a riposo e non costituisce termine decadenziale per fruire del beneficio.
art. 4 d.lgs. n. 165/1997
Riguarda esclusivamente la base pensionabile definita ai sensi dell'art. 13 del d.lgs. n. 503/1992 e non incide sul calcolo dell'indennità di buonuscita.
art. 11 l. n. 231/1990
La sua abrogazione non comporta la reviviscenza della precedente formulazione dell'art. 1, comma 15-bis, del d.l. n. 379/1987 e, quindi, non reintroduce la limitazione del beneficio ai soli casi di cessazione per età, inabilità permanente o decesso.
art. 1, comma 15-bis, d.l. n. 379/1987
La precedente limitazione del beneficio, contenuta nella formulazione originaria, non è applicabile per effetto della mancata reviviscenza conseguente all'abrogazione dell'art. 11 della l. n. 231/1990.
art. 74 c.p.a.
Consente la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata quando la causa può essere decisa sulla base della giurisprudenza consolidata.
art. 13, comma 6-bis.1, d.P.R. n. 115/2002
Impone alla parte soccombente il rimborso del contributo unificato versato, all'atto del passaggio in giudicato della sentenza.
art. 21 l. n. 248/2006
Richiamato quale disposizione modificativa dell'art. 13, comma 6-bis.1, del d.P.R. n. 115/2002 in materia di rimborso del contributo unificato.
Massime di principio
- Il beneficio dei sei scatti stipendiali previsto dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 spetta agli appartenenti alle Forze di Polizia ad ordinamento civile o militare anche quando la cessazione dal servizio avvenga a domanda.
- L'art. 4 del d.lgs. n. 165/1997, riferendosi alla base pensionabile, non disciplina né esclude l'inclusione dei sei scatti stipendiali nel calcolo dell'indennità di buonuscita.
- L'abrogazione dell'art. 11 della l. n. 231/1990 non determina la reviviscenza della precedente formulazione dell'art. 1, comma 15-bis, del d.l. n. 379/1987; pertanto, non opera la limitazione del beneficio ai casi di cessazione per età, inabilità permanente o decesso.
- Il termine del 30 giugno previsto dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 per la domanda di collocamento in quiescenza non è decadenziale rispetto alla fruizione del beneficio, ma assolve una funzione meramente organizzativa connessa alla decorrenza del collocamento a riposo.
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