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Sentenza

Sentenza n. 1356/2026 - Firenze, Sezione 1

per l'ottemperanza della sentenza n. 86/2022, emessa nel giudizio R.G. n. 376/2021 del Tribunale di Siena Sezione Lavoro, pubblicata in data 08/07/2022 notificata il 21/10/2024 e passata in giudicato, con cui il Tribunale del Lavoro condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito alla corresponsione della parte ricorrente, mediante accredito del Compenso Individuale Accessorio di euro 1.018,44 maggiorato di interessi legali.

Giustizia amministrativa202501825

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Siena n. 86/2022, recante condanna al pagamento di euro 1.018,44 per Compenso Individuale Accessorio, oltre interessi legali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha agito in ottemperanza della sentenza n. 86/2022 del Tribunale di Siena, Sezione Lavoro, passata in giudicato e notificata al Ministero ai fini esecutivi il 21 ottobre 2024. La sentenza aveva condannato il Ministero al pagamento di euro 1.018,44, oltre agli interessi legali decorrenti dalle singole scadenze fino al saldo, a titolo di Compenso Individuale Accessorio previsto dalla contrattazione collettiva. Il ricorrente ha dedotto la mancata esecuzione della pronuncia quanto alla liquidazione delle differenze retributive. Il Ministero si è costituito, senza contestare l'inottemperanza.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza, rilevando che la sentenza del Tribunale di Siena era passata in giudicato, come attestato dal certificato della Cancelleria del 26 maggio 2025, e che dalla notifica al Ministero del 21 ottobre 2024 era decorso il termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996 per l'avvio dell'esecuzione. Accertata la non contestata inottemperanza, ha ordinato al Ministero di dare immediata e integrale esecuzione al giudicato, corrispondendo entro trenta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza euro 1.018,44, oltre agli interessi legali dalle singole scadenze al saldo. Per l'eventuale ulteriore inadempimento ha nominato commissario ad acta, per i successivi sessanta giorni, il Direttore generale dell'Ufficio centrale di Bilancio del Ministero, con facoltà di delega. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996

    termine dilatorio di centoventi giorni

    La notifica della sentenza di condanna all'amministrazione fa decorrere il termine dilatorio di centoventi giorni per l'avvio dell'esecuzione nei confronti dell'amministrazione; decorso tale termine, è esperibile il giudizio di ottemperanza.

  • art. 112 c.p.a.

    Il giudizio di ottemperanza consente di ottenere l'esecuzione del giudicato; la norma non è espressamente citata nel testo, ma il rimedio è qualificato come giudizio di ottemperanza.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è fondato quando una sentenza passata in giudicato, notificata all'amministrazione e recante una condanna pecuniaria, non sia stata eseguita quanto al pagamento dovuto.
  • Prima dell'avvio dell'esecuzione nei confronti di un'amministrazione pubblica deve essere decorso il termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, decorrente dalla notifica della sentenza ai fini esecutivi.
  • Accertata l'inottemperanza a una sentenza di condanna pecuniaria, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione il pagamento entro un termine determinato e nominare, per l'ulteriore inerzia, un commissario ad acta con potere sostitutivo.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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