Sentenza n. 3125/2026 - Milano, Sezione 3
per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 1031/2025 depositata in data 05/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Inottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 1031/2025, che aveva ordinato la messa a disposizione della carta docente per gli anni scolastici 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza deducendo la mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 1031/2025, passata in giudicato e ritualmente notificata, con la quale il Ministero era stato condannato a mettere a disposizione la carta docente per tre anni scolastici, per l'importo di 500 euro per ciascun anno. Il titolo giudiziale non era stato eseguito, neppure parzialmente, nonostante fosse decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per il pagamento dei debiti delle amministrazioni pubbliche. Il ricorrente ha chiesto il rilascio della carta docente. Il giudizio di ottemperanza non ha riguardato le spese liquidate dal Tribunale di Milano, distratte in favore del difensore antistatario, poiché tale profilo non è stato azionato nel presente giudizio.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale di Milano. Ha rilevato che il titolo era passato in giudicato, era stato ritualmente notificato ed era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996. La documentazione prodotta e le dichiarazioni del ricorrente attestavano l'assenza di qualsiasi pagamento, anche parziale; il Ministero, pur costituito, non aveva contestato il credito né fornito indicazioni sull'esecuzione. Il TAR ha quindi ordinato al Ministero di effettuare integralmente i pagamenti dovuti entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, con facoltà di delega a un dirigente o funzionario del medesimo ufficio, assegnandogli 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza per provvedere a tutti gli atti necessari, a carico e spese dell'amministrazione inadempiente. Le spese del giudizio sono state poste a carico del Ministero e liquidate in 800 euro, oltre accessori, con distrazione in favore del difensore del ricorrente dichiaratosi antistatario.
Norme richiamate
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento
Il decorso del termine dilatorio costituisce presupposto per azionare l'ottemperanza rispetto a un titolo giudiziale di condanna al pagamento a carico di una pubblica amministrazione.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è proponibile quando il titolo giudiziale sia passato in giudicato, sia stato ritualmente notificato e sia decorso il termine dilatorio previsto per l'adempimento dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione.
- La mancata esecuzione, anche parziale, di un titolo giudiziale di condanna al pagamento, unita all'assenza di contestazioni dell'amministrazione sull'an e sul quantum del credito, integra inottemperanza e legittima l'ordine giudiziale di pagamento.
- In caso di persistente inottemperanza, il giudice amministrativo può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, fissando il termine entro il quale dovrà provvedere agli adempimenti necessari in luogo dell'amministrazione inadempiente.
- L'oggetto del giudizio di ottemperanza è delimitato dalle pretese effettivamente azionate: le spese di lite distratte in favore del difensore non sono comprese se il ricorrente non ha chiesto l'esecuzione del titolo anche sotto tale profilo.
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