Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44026/2022 del 21/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di riconoscimento di indennizzo per ingiusta detenzione (arresti domiciliari) subita nell'ambito di un procedimento penale per frode processuale e corruzione, dalla quale la ricorrente era stata assolta in primo grado perché "il fatto non costituisce reato". La ricorrente ha dedotto erronea applicazione della legge e insufficiente motivazione della Corte di merito che aveva escluso il diritto alla riparazione, sostenendo che il compendio probatorio della fase cautelare era rimasto identico a quello di merito e che doveva quindi riconoscersi l'indennizzo.

La decisione

La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la Corte d'appello aveva correttamente valutato che la condotta materiale della ricorrente (tra cui la mancata somministrazione della terapia al padre, che ha alterato lo stato del periziando) aveva contribuito in misura significativa a determinare l'adozione della misura restrittiva. Per il giudice della riparazione non rileva la verifica della responsabilità penale ex post, ma se il comportamento dell'interessata abbia creato la falsa apparenza di coinvolgimento nel reato. La pronuncia ha inoltre condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e al rimborso delle spese sostenute dal Ministero resistente, liquidate in complessivi euro 1.000.

Norme richiamate

  • art. 384 cod. pen.

    La scriminante per stato di necessità non esclude la volontarietà della condotta né la sua sinergia rispetto all'adozione della misura cautelare; rileva ai fini della riparazione solo se la condotta dolosa abbia effettivamente dato causa alla detenzione subita

  • Corte cost. n. 186/2000

    Richiamata in relazione all'impossibilità di esonero dalla condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità del ricorso, ove non siano emerse ragioni di esonero

Massime di principio

  • Il giudice della riparazione valuta autonomamente, ex ante, se il comportamento dell'interessato abbia contribuito a creare la falsa apparenza di reato che ha giustificato la detenzione; non si tratta di una riesamina della responsabilità penale ma di un accertamento causale sul contributo della condotta alla misura.
  • L'identità del compendio probatorio tra fase cautelare e giudizio di merito non è decisiva: anche se le prove sono formalmente le stesse, può sussistere l'ostativo 'comportamento' che ha legittimato la misura cautelare.
  • La sussistenza di una causa di non punibilità (es. stato di necessità) non impedisce automaticamente di ritenere che la condotta abbia contribuito a determinare la misura cautelare; è necessario dimostrare che tale scriminante abbia eliminato il nesso causale con la detenzione.
  • Per opporsi con successo a una richiesta di inammissibilità del risarcimento, il ricorrente deve dimostrare in modo specifico l'assenza di qualsiasi comportamento che abbia creato la falsa apparenza di colpevolezza o che abbia concorso causalmente all'adozione della misura.
  • La motivazione del giudice della riparazione deve essere adeguata e congrua ma, se lo è, è incensurabile in sede di legittimità; la parte soccombente può quindi avere difficoltà a ottenere riforma se non coglie vizi motivazionali chiari e gravi.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.