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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5537/2022 del 16/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorsi contestano, con motivazioni differenziate per ciascun imputato, la sussistenza e la prova della partecipazione all\'associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.), di plurimi reati fine (estorsioni aggravate, detenzione e porto d\'armi, intestazioni fittizie e trasferimenti fraudolenti di valori ex art. 12-quinquies D.L. 8/6/1992 n.306 conv. L. 7/8/1992 n.356), l\'uso e la validità delle intercettazioni (decreti n.2233/12, 2222/14 e n.386/2015), la qualificazione delle condotte (favorggiamento vs partecipazione), la confisca dei beni (art. 416-bis comma 7 c.p.), la corretta applicazione del regime sanzionatorio alla luce della legge n.69/2015, nonché la mancata concessione delle attenuanti generiche e dell\'attenuante di collaborazione ex art. 8 d.l. 152/1991. Molte censure puntano a una diversa lettura delle intercettazioni e a ricostruzioni fattuali alternative che, secondo i ricorrenti, avrebbero dovuto escludere la partecipazione organica al sodalizio.

La decisione

La Cassazione, richiamati i principi sul sindacato di merito e sui limiti dell\'esame in sede di legittimità, ha dichiarato inammissibili molti ricorsi perché generici o volti a ri-interpretare il materiale probatorio; tuttavia ha accolto in parte alcuni motivi e, nei seguenti casi, ha annullato con rinvio per nuovo giudizio taluni capi o misure: - Adelfio Antonio: annullamento e rinvio limitatamente ai reati T) e Ti) (trasferimenti/intestazioni fittizie) e alla confisca, per mancata prova del dolo specifico; - Adelfio Vincenzo: annullamento e rinvio limitatamente ai capi M) (estorsione Di Maria) e R) (armi); - Pipitone Antonino: annullamento limitato al capo E) e alla pena; - Di Marco Francesco: annullamento limitatamente al capo S) (reato estinto per prescrizione) e rinvio per la confisca; - Di Marco Gaetano: annullamento e rinvio limitatamente al capo G) e alla confisca; - Capizzi Salvatore Maria: annullamento limitatamente alla confisca della macelleria. Per gli altri ricorrenti (tra cui Capizzi Antonino, Di Matteo Andrea, Gambino Fabrizio, Messina Giovanni, Giordano Alfredo, Pullarà Santi, Taormina Mario, Carletto Antonino) la Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e ha confermato la pronuncia di merito. Sono state imposte condanne per spese e contributi in favore della Cassa delle Ammende e liquidate spese a favore di alcune parti civili. In vari capi la Corte ha richiamato la necessità, per l\'annullamento, di provare la decisività di elementi inutilizzabili (prova di resistenza) e ha precisato i requisiti probatori per confische e per i reati di intestazione fittizia.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Ricostruito come il reato associativo richieda accertamento dell\'inserimento organico e del contributo stabile al sodalizio; la Cassazione ha confermato che la valutazione delle intercettazioni e di riscontri va rimessa ai giudici di merito salvo manifesta illogicità

  • art. 416-bis, comma 7 cod. pen. (confisca)

    La confisca dell\'impresa è ammessa solo se l\'impresa è "mafiosa" (totale sovrapposizione) o quando vi sia una contaminazione irreversibile o un nesso concreto e non occasionale tra attività d\'impresa e attività mafiosa; la Corte ha annullato le confische per mancanza di adeguata motivazione sul nesso

  • art. 416-bis, comma 4 e art. 416-bis.1 cod. pen.

    Sull\'aggravante del carattere "armato" della associazione la sentenza afferma che può essere ritenuta anche per partecipi che ignorino per colpa la detenzione di armi, purché vi siano indicatori concreti che il giudice deve motivare

  • art. 12-quinquies D.L. 8/6/1992 n.306 conv. L. 7/8/1992 n.356 (trasferimento fraudolento di valori / intestazione fittizia)

    Per integrare il reato è necessario il dolo specifico volto all\'elusione delle misure di prevenzione patrimoniale e la prova, anche indiziaria, della provenienza delle risorse; la Cassazione ha annullato alcuni capi per carenza di motivazione su tale dolo

  • art. 628 cod. pen. (estorsione)

    Gli scenari di estorsione aggravata richiedono valutazioni sulle intercettazioni e riscontri (osservazione, GPS, dichiarazioni vittime); la Corte ha ritenuto legittime molte valutazioni di merito ma ha annullato taluni capi dove mancavano riscontri essenziali

  • art. 8 d.l. 13/5/1991 n.152 conv. L. 12/7/1991 n.203 (attenuante collaborazione)

    La circostanza attenuante richiede una collaborazione concreta e utile; la Cassazione ha condiviso il rigore nella verifica dell\'utilità del contributo

  • legge 27/05/2015 n.69

    Rilevata la questione del "jus superveniens" per la determinazione del trattamento sanzionatorio: la Corte ha richiamato che l\'applicazione della norma sfavorevole richiede che tutti gli elementi costitutivi del reato si siano realizzati nella vigenza della nuova norma

  • art. 191 cod. proc. pen. (inutilizzabilità)

    La Corte ha ribadito che la prova inutilizzabile resta tale e che, tuttavia, essa può essere utilizzata in chiave euristica per successive indagini; per annullare una sentenza su base di inutilizzabilità è necessaria la prova che l\'eliminazione dell\'elemento viziato cambi il convincimento (prova di resistenza)

  • art. 202 cod. proc. pen. (segreto di Stato)

    Richiamato come esempio di divieto che impedisce anche l\'utilizzazione indiretta delle notizie coperte da segreto; la Corte distingue i divieti tassativi di inutilizzabilità dalla disciplina delle nullità

Massime di principio

  • Il giudice di Cassazione non sostituisce la valutazione fattuale del merito: non ammette una diversa ricostruzione dei fatti basata su mera rivalutazione delle prove, salvo vizio motivazionale manifesto o contraddittorietà
  • Le intercettazioni dichiarate inutilizzabili non contaminano automaticamente tutti gli atti successivi: occorre valutare la "prova di resistenza" per stabilire se, anche senza l\'elemento viziato, il giudizio resti solido
  • Per i reati di intestazione fittizia/trasferimento fraudolento (art. 12-quinquies) è essenziale la prova del dolo specifico volto ad eludere le misure di prevenzione e, se si confisca un\'impresa, occorre motivare il nesso concreto tra attività imprenditoriale e sodalizio mafioso
  • L\'aggravante per il carattere armato dell\'associazione può essere applicata anche per partecipi che ignorino per colpa la detenzione di armi, ma il giudice deve indicare indicatori concreti che giustifichino tale inferenza
  • In sede di impugnazione è necessario motivare in modo specifico e non generico le censure: i motivi vaghi o ricostruzioni alternative prive di spiegazioni puntuali sono inammissibili
  • La confisca ex art. 416-bis comma 7 richiede prova di sovrapposizione o di contaminazione irreversibile tra attività imprenditoriale e attività mafiosa; in mancanza la misura va riconsiderata

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