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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35796/2025 del 31/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

ADER ha impugnato il decreto del Tribunale di Milano che aveva escluso dallo stato passivo i suoi crediti (euro 81.405.987,48 richiesti come privilegiati e euro 5.386.943,24 in chirografo). La ricorrente ha dedotto: 1) motivazione apparente del Tribunale per avere rigettato l'opposizione sostenendo che non era provato che il proposto non disponesse di altri beni; 2) travisamento della documentazione probatoria da lei prodotta (visure catastali e ipotecarie, anagrafe tributaria, PRA, numerosi tentativi di pignoramento infruttuosi dal 2008 al 2019); 3) violazione dell'art. 52, comma 1, lett. a) d.lgs. n. 159/2011 poiché è onere del creditore dimostrare l'incapienza patrimoniale ma non una probatio diabolica. ADER ha osservato che alcune verifiche erano state eseguite il 25 luglio 2024 e che il Tribunale non ha adeguatamente considerato tale documentazione.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondati il primo ed il secondo motivo, constatando che il Tribunale aveva travisato e dato motivazioni apodittiche nel ritenere inidonea la documentazione prodotta perché 'risalente nel tempo'. La Cassazione ha precisato che l'onere della prova dell'incapienza patrimoniale grava sul creditore e che tale prova puo essere fornita mediante fatti positivi (es. visure e risultanze dalle banche dati dell'amministrazione finanziaria e dagli archivi pubblici, nonché atti di esecuzione infruttuosi). Ha inoltre ribadito che il potere di accertamento d'ufficio del giudice è limitato all'esame degli atti senza possibilità di indagini d'ufficio. Per tali ragioni il provvedimento impugnato è stato annullato con rinvio al Tribunale di Milano per nuovo esame; il terzo motivo è stato dichiarato assorbito.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159 del 2011

    Consente il ricorso per cassazione contro il decreto che decide sulle opposizioni allo stato passivo; la Corte conferma che in tali ricorsi sono deducibili tutti i motivi di cui all'art. 606 c.p.p.

  • d.lgs. n. 159 del 2011

    art. 52, comma 1, lett. a)

    Stabilisce che l'insinuazione dei crediti chirografari è subordinata alla prova, a carico del creditore, dell'assenza di altri beni del proposto sui quali soddisfare il credito; la Corte precisa che detta prova non richiede una probatio diabolica e puo essere desunta da fatti positivi documentali

  • codice di procedura penale

    Definisce i motivi di legittimità per il ricorso in cassazione; la Corte ricorda la sua applicabilità nel contesto dei ricorsi ex art. 59 d.lgs. 159/2011

  • codice civile

    Norme relative ai privilegi e all'ordine delle cause di prelazione sui crediti; richiamate in relazione alla richiesta originaria di insinuazione come credito privilegiato

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. 1, n. 12172 del 20/02/2019 (Oreto Trasporti s.r.l.)

    Affermata la regola per cui il giudice delegato e il giudice dell'opposizione devono, anche d'ufficio, accertare la fondatezza della domanda di insinuazione nei limiti di quanto gia presente negli atti, senza poter svolgere indagini istruttorie d'ufficio

Massime di principio

  • In procedure di prevenzione patrimoniale l'onere di provare l'incapienza del patrimonio del proposto grava sul creditore che chiede l'insinuazione in chirografo
  • La prova dell'incapienza puo essere fornita mediante fatti positivi e documentali: visure ipotecarie e catastali, estratti anagrafe tributaria, visure PRA, conservatoria e documentazione di pignoramenti infruttuosi
  • Le interrogazioni alle banche dati dell'amministrazione finanziaria effettuate in epoca coeva all'opposizione hanno elevata rilevanza probatoria e non possono essere escluse come 'risalenti' senza adeguata e motivata spiegazione
  • Il giudice deve valutare e motivare specificamente il valore probatorio dei documenti prodotti; una motivazione apodittica o il travisamento della documentazione puo determinare l'annullamento in Cassazione
  • Il potere di accertamento d'ufficio del giudice è limitato all'esame degli atti di causa: non è richiesta e non è ammessa una indagine istruttoria d'ufficio per supplire la prova del creditore
  • Non è richiesta una cosiddetta probatio diabolica: non si può pretendere al creditore la produzione di prove impossibili; è sufficiente una prova logica e documentale che renda verosimile l'assenza di beni aggredibili
  • In casi analoghi è opportuno produrre verifiche datate e chiaramente riferibili al momento dell'opposizione (con indicazione della data e della fonte) e la documentazione degli atti esecutivi infruttuosi per rafforzare la prova dell'incapienza

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