Cassazione Penale, Sentenza n. 22292/2022 del 08/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore aveva impugnato l'ordinanza del tribunale di Avellino che aveva rigettato la richiesta del GIP di disporre il sequestro preventivo della società "Da Mimì srls", ritenuta destinataria dei beni distratti dalla fallita "Antico Ristorante srl". Si contestava che i beni e le risorse della fallita erano confluiti nella nuova compagine sociale, esercitando la stessa attività e nella stessa sede, con il rischio di dispersione e di aggravamento delle conseguenze del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale; perciò il PM chiedeva il sequestro impeditivo ai sensi dell'art. 321 c.p.p. per preservare la garanzia dei creditori e impedire la prosecuzione della condotta distrattiva.
La decisione
La Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore, rilevando che la giurisprudenza ammette il sequestro preventivo dei complessi aziendali e delle quote societarie quando sia accertato un collegamento strumentale tra il reato fallimentare e la cosa da sequestrare e non si superi il valore dei beni distratti. Ha censurato il tribunale del riesame per motivazione apparente e per non aver adeguatamente valutato il periculum in mora, in particolare riguardo all'incidenza dei beni distratti sulla formazione dell'avviamento commerciale della fallita e alla possibile continuazione dell'attività da parte della nuova società in assenza di titolo cautelare penale. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al tribunale del riesame di Avellino per un nuovo esame conforme ai principi indicati dalla Corte.
Norme richiamate
art. 321 c.p.p.
Fondamento del sequestro preventivo di tipo impeditivo: autorizza misure cautelari reali finalizzate a evitare la protrazione del reato o l'aggravamento delle sue conseguenze; applicabile al sequestro di complessi aziendali o quote societarie quando sussista il periculum in mora e un nesso pertinenziale con il reato contestato.
art. 322-bis c.p.p.
Norma richiamata quale criterio procedurale di adozione del riesame avverso le decisioni in materia di misure cautelari; rilevante per definire la correttezza del percorso procedurale seguito dal tribunale di merito.
legge fallimentare (riferimenti generici)
Pur esistendo rimedi in materia concorsuale per la tutela dei creditori, la disciplina fallimentare non esclude la configurabilità del pericolo di aggravamento che giustifica misure cautelari penali, in particolare quando vi sia il rischio di perdita definitiva della funzione di garanzia dei beni.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (pronunce richiamate)
Cass., Sez. 5, n. 17586 del 22/03/2021; Cass., Sez. 5, n. 14017 del 20/01/2021; Cass., Sez. 5, n. 133 del 10/09/2021; Cass., Sez. 5, n. 5868 dell'11/12/2018; Cass., Sez. 5, n. 3563 del 26/06/2015; Cass., Sez. 5, n. 4117 del 15/11/2000; Cass., Sez. 2, n. 18951 del 14/03/2017
Costante indirizzo che ammette il sequestro preventivo del complesso aziendale e delle quote societarie quando la società sia strumentale alla distrazione di beni della fallita; richiede accertamento del nesso pertinenziale, valutazione che il valore dei beni sequestrati non ecceda quello dei beni distratti, e una motivazione sufficiente sul periculum in mora e sull'incidenza dei beni sull'avviamento.
Massime di principio
- Il sequestro preventivo di una società "successiva" o "di comodo" può essere legittimo se è dimostrabile un collegamento strumentale tra le condotte di bancarotta e la nuova compagine societaria (stessa attività, stessi locali, trasferimento di beni).
- Per adottare il sequestro impeditivo ai sensi dell'art. 321 c.p.p. è necessario motivare adeguatamente il periculum in mora: non basta constatare trasferimenti, va spiegato come la continuazione dell'attività possa aggravare le conseguenze per i creditori (es. perdita dell'avviamento, dispersione definitiva dei beni).
- La misura cautelare non deve eccedere il valore dei beni distratti: il nesso pertinenziale e la proporzionalità tra oggetto del sequestro e valore dei beni sottratti sono elementi decisivi.
- Gli interventi offerti dalla legge fallimentare non escludono automaticamente la necessità di misure cautelari penali quando vi sia rischio concreto e attuale di aggravamento della posizione dei creditori.
- In sede di impugnazione in Cassazione è possibile ottenere annullamento per violazione di legge quando la motivazione del giudice del riesame sia apparente, carente o non affronti questioni decisive (periculum in mora, incidenza sull'avviamento); la correzione avviene con rinvio per nuovo esame conforme ai principi di diritto indicati.
- Nelle contestazioni difensive è utile contestare l'autenticità/efficacia delle prove allegate e provare l'assenza del nesso strumentale o del pericolo concreto; viceversa la Procura dovrebbe documentare con chiarezza i trasferimenti, la continuità aziendale e il rischio per la garanzia dei creditori.
- Il giudice che decide sul sequestro deve fornire una motivazione completa e non meramente assertiva, valutando sia gli aspetti patrimoniali materiali che quelli immateriali (avviamento) nella loro incidenza sulla possibilità di recupero per i creditori.
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