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Sentenza

Sentenza n. 16447/2026 - Roma, Sezione 2B

per la condanna, ex artt. 112 e ss. c.p.a., di Roma Capitale, a ottemperare alla sentenza, spedita in forma esecutiva, n. 10335, pubblicata dall’intestato Tribunale, Sezione II Bis, in data 28.5.2025, notificata alla parte personalmente in data 21.1.2026;

Giustizia amministrativa202606359

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del TAR Lazio n. 10335 del 28 maggio 2025, che aveva riconosciuto somme dovute alla società ricorrente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (creditore)

Prevale il privato

La controversia

La società ha proposto ricorso per ottemperanza deducendo che Roma Capitale, nonostante la notificazione della sentenza in forma esecutiva il 21 gennaio 2026 e l’inutile decorso del termine di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. 669/1996, non aveva ancora corrisposto le somme dovute. Ha chiesto l’esecuzione del giudicato e, dopo aver ricevuto il pagamento nel corso del giudizio, la declaratoria di cessazione della materia del contendere e la condanna dell’Amministrazione alle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché Roma Capitale ha pagato le somme dovute in forza della sentenza durante il giudizio di ottemperanza e la ricorrente ne ha confermato la ricezione. Ha condannato Roma Capitale alla rifusione delle spese di lite, liquidate in € 750,00 oltre accessori di legge, riconoscendo inoltre il diritto della ricorrente a ripetere quanto versato a titolo di contributo unificato. La condanna alle spese è stata motivata dal fatto che il pagamento è intervenuto dopo l’instaurazione del giudizio.

Norme richiamate

  • artt. 112 e ss. c.p.a.

    Con ricorso notificato e depositato in data 5.6.2026, Saba Frascati S.r.l. ha adito l’intestato Tribunale nei confronti di Roma Capitale al fine di sentir ottemperare alla sentenza, spedita in forma esecutiva, n. 10335, pubblicata dall’intestato Tribunale, Sezione II Bis, in data 28.5.2025, notificata alla parte personalmente in data 21.1.2026.

    Le disposizioni disciplinano l’azione di ottemperanza proposta per ottenere l’esecuzione della sentenza; nel caso concreto, il pagamento sopravvenuto ha determinato la cessazione della materia del contendere.

  • art. 14 d.l. 669/1996

    A sostegno del gravame, la ricorrente ha allegato che, alla data di notificazione del ricorso, nonostante l’inutile decorso del termine di 120 giorni di cui all’art. 14 D.L. 669/1996, l’Amministrazione intimata sarebbe rimasta inerte e non avrebbe corrisposto quanto da essa dovuto.

    La disposizione prevede il termine di 120 giorni rilevante per l’adempimento delle obbligazioni pecuniarie delle amministrazioni pubbliche; la sentenza riporta la sua deduzione quale presupposto dell’azione, senza svolgere un’autonoma interpretazione.

Massime di principio

  • Il pagamento integrale, intervenuto nel corso del giudizio di ottemperanza, delle somme dovute in esecuzione del titolo giudiziale e riconosciuto dal ricorrente determina la cessazione della materia del contendere.
  • Quando l’Amministrazione adempie solo dopo l’instaurazione del giudizio di ottemperanza, è tenuta a rifondere le spese di lite al ricorrente secondo il criterio della soccombenza virtuale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di liteEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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