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Sentenza

Sentenza n. 4/2026 - Salerno, Sezione 3

per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento serbato sull’istanza del 12 agosto 2023, volta al rinnovo del permesso di soggiorno ex artt. 5 ss. del d.lgs. n. 286/1998.

Giustizia amministrativa202500647

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio inadempimento della Questura di Salerno sull'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno del 12 agosto 2023

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso avverso il silenzio inadempimento serbato dalla Questura di Salerno sull'istanza presentata il 12 agosto 2023 per il rinnovo del permesso di soggiorno ai sensi degli artt. 5 e seguenti del d.lgs. n. 286/1998. Nel corso del giudizio, il Ministero dell'Interno ha comunicato che il titolo di soggiorno era stato rinnovato; tale circostanza è stata confermata dal difensore del ricorrente nella camera di consiglio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., rilevando che il rinnovo del permesso di soggiorno aveva soddisfatto integralmente l'interesse sostanziale perseguito con il ricorso contro il silenzio. Le spese di lite sono state compensate integralmente, ma il contributo unificato è stato posto a carico del Ministero dell'Interno e in favore del ricorrente. È stata ordinata l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenienza di un provvedimento amministrativo che soddisfa integralmente la pretesa azionata determina la cessazione della materia del contendere.

  • artt. 5 ss. d.lgs. n. 286/1998

    Disposizioni richiamate quale base normativa dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno.

Massime di principio

  • Nel giudizio contro il silenzio della pubblica amministrazione, l'adozione sopravvenuta del provvedimento richiesto, se soddisfa integralmente l'interesse sostanziale del ricorrente, determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • Quando il provvedimento sopravvenuto soddisfa la pretesa azionata, il giudice può compensare le spese di lite, ponendo tuttavia il contributo unificato a carico dell'amministrazione che non aveva tempestivamente definito il procedimento.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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