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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4442/2022 del 08/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per nullità del giudizio d'appello per omessa citazione del difensore di fiducia dell'appellante; il ricorrente deduceva che la nomina del difensore era stata effettuata e che quindi la mancata citazione avrebbe invalidato l'appello.

La decisione

Il ricorso è dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza e per aspecificità. La Corte ha ritenuto che la nomina del difensore non fosse documentalmente provata: risultava solo una nomina datata 20/10/2020 (successiva alla pronuncia di appello) e non è stata prodotta la copia della nomina certificata conforme né l'originale della ricevuta postale necessari quando la nomina è inviata per raccomandata. Le sole ricevute dell'invio non erano sufficienti. Per tali motivi il motivo di nullità è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 27 disp. att. cod. proc. pen.

    la copia della nomina, certificata conforme all'originale da parte del difensore, e l'originale della ricevuta postale, nel caso di trasmissione a mezzo di raccomandata

    La Corte ha interpretato la norma in senso formale e stringente: per provare la qualità di difensore di fiducia inviata per raccomandata è necessaria la copia della nomina certificata conforme e l'originale della ricevuta postale; l'assenza di tali documenti rende incerta la nomina e invalida l'eccezione di omessa citazione.

  • art. 96, comma 2, cod. proc. pen.

    Rimanda alle modalità di invio della nomina (anche per raccomandata); la Corte ha richiamato tale norma per sottolineare l'obbligo probatorio connesso all'invio della nomina del difensore.

  • art. 616 c.p.p.

    La Corte ha applicato l'art. 616 c.p.p. per condannare il ricorrente al versamento di una somma alla cassa delle ammende, ritenendo valutabili profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità del ricorso.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Richiamata come norma procedurale che disciplina le forme di esame del ricorso nel periodo emergenziale; la Corte ha proceduto all'esame secondo le forme previste da tale disposizione.

  • Corte Cost. sent. 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in rapporto alla valutazione dei profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità e al potere di irrogare sanzioni pecuniarie previste dall'art. 616 c.p.p.

Massime di principio

  • La nomina del difensore di fiducia deve essere documentalmente provata secondo le formalità previste: se inviata per raccomandata è necessario produrre la copia della nomina certificata conforme e l'originale della ricevuta postale; la sola ricevuta di invio non è sufficiente.
  • Se la nomina è depositata o inviata dopo la pronuncia impugnata o fuori termine, essa non può fondare eccezioni di nullità favorevoli all'impugnante; è necessario verificare le date e i termini di deposito/trasmissione.
  • La mancata produzione della documentazione prevista può rendere il ricorso aspecifico e manifestamente infondato con conseguente inammissibilità e condanna alle spese.
  • In presenza di dubbi sulla regolarità della nomina conviene provvedere immediatamente a integrare la documentazione (produzione della copia certificata, ricevuta postale originale, o prova di invio via PEC) o chiedere al giudice termini/integrazioni prima che la contestazione diventi decisiva.
  • L'irresponsabilità procedurale (colpa) nella predisposizione del ricorso può dare luogo, oltre alle spese, a sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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