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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33768/2025 del 14/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Palermo che aveva rigettato il riesame della custodia cautelare in carcere. Il ricorrente deduce tre motivi: 1) violazione di legge e difetto di motivazione sulla sussistenza dei gravi indizi per il reato di partecipazione all'associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.), contestando l'interpretazione probatoria delle intercettazioni e degli incontri domiciliari e sostenendo che la sua posizione fosse di soggiacenza e non di attiva partecipazione; 2) vizio di motivazione e violazione di legge in merito all'aggravante della disponibilita' di armi, lamentando l'assenza di elementi concreti che colleghino l'armamento all'articolazione mafiosa nel periodo contestato; 3) violazione di legge e vizi di motivazione quanto ai reati-fine: per il capo 2 (acquisto di stupefacenti) si contesta che non fosse perfezionato un accordo e che si trattasse di mero proposito; per il capo 10 (estorsione) si contesta che i fatti configurino al piu' violenza privata e non estorsione con ingiusto profitto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo, nel complesso, infondato. Ha richiamato il principio della limitazione del sindacato di legittimità sui provvedimenti cautelari, che non consente una rivalutazione di merito degli elementi probatori salvo manifesta illogicità. Sulle intercettazioni e sugli incontri domiciliari la Corte ha confermato la congruità e la logica dell'interpretazione svolta dal Tribunale, evidenziando la connessione temporale e tematica delle captazioni e il loro inserimento in un piu' ampio compendio probatorio che ricostruisce il ruolo dell'Aliotta come soggetto stabilmente inserito nella famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù con ruolo subalterno ma dinamico-funzionale (ospitalita' del domicilio per incontri, condivisione del vincolo mutualistico, conoscenza di assetti associativi). Sull'aggravante della disponibilita' di armi la Corte ha ritenuto legittimo desumerla anche dalla notorieta' storica e giudiziaria della disponibilita' di armi da parte della consorteria 'Cosa Nostra' e dalla collocazione del ricorrente in stretti rapporti con i vertici, non richiedendo l'esatta individuazione di armi in capo al singolo. Sul capo 2 la Corte ha confermato che l'accordo tra le parti era stato perfezionato e che, secondo giurisprudenza consolidata, il reato di acquisto di stupefacente si consuma con il raggiungimento del consenso anche se la consegna non si e' materialmente effettuata. Sul capo 10 la Corte ha ritenuto corretta la qualificazione come estorsione: l'intervento del reggente e la conseguente chiusura dell'attivita' avversaria costituiscono danno patrimoniale rilevante ai fini dell'estorsione. Conseguenze processuali: rigetto del ricorso, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ex art. 616 c.p.p., e trasmissione della copia della decisione al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94 disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma che regola il riesame delle misure cautelari: il Tribunale ha deciso nell'esercizio della propria competenza di riesame.

  • art. 416-bis c.p.

    Fondamentale per la qualificazione dell'associazione di tipo mafioso; la Corte conferma che la partecipazione puo' essere provata anche con elementi indiziari quali intercettazioni, attivita' mutualistiche e ruolo nell'organizzazione.

  • art. 416-bis, comma 6 c.p. (aggravante disponibilita' di armi)

    Per le mafie 'storiche' la disponibilita' di armi puo' essere desunta anche da risultanze storiche e giudiziarie; l'aggravante e' imputabile quando il partecipante e' consapevole della presenza di armi o l'ignora per colpa.

  • art. 273 c.p.p.

    Riferimento alla nozione di gravi indizi di colpevolezza; la Corte ricorda i limiti del sindacato in Cassazione su questa valutazione.

  • art. 274 c.p.p.

    Riguarda le esigenze cautelari: la valutazione delle esigenze cautelari resta rimessa al giudice di merito salvo manifesta illogicita' nella motivazione.

  • art. 611 c.p.p. e d.lgs. 10.10.2022 n.150

    Norme procedurali che regolano il trattamento del ricorso in Cassazione con intervento delle parti; il procedimento e' stato trattato conformemente alle modifiche normative.

  • art. 127 c.p.p.

    Rilevante per il procedimento davanti alla Corte; citata come norma procedurale applicata al caso.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che disciplina la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata per condannare il ricorrente.

  • art. 94 disp. att. cod. proc. pen.

    Prevede l'obbligo di trasmettere la copia della decisione al direttore dell'istituto penitenziario quando la decisione non determina la rimessione in liberta'; provvedimento eseguito.

  • Sez. U, sentenza Modaffari 27/05/2021 (Rv. 282889)

    Giurisprudenza richiamata dalla difesa sul concetto di partecipazione mafiosa dinamica, ma la Corte di Cassazione ricorda che la prova richiede attivita' fattiva e dinamicita' e che l'interpretazione dei fatti resta rimessa al giudice di merito.

  • Sez. 2, n. 22899 del 14/12/2022 (dep. 25/05/2023, Rv. 284761)

    Precedente richiamato in tema di aggravante per disponibilita' di armi: per mafie storiche la disponibilita' puo' essere desunta anche da risultanze storiche e giudiziarie.

  • Sez. U, n. 30016 del 28/03/2024 (Rv. 286656)

    Richiamata in ordine alla nozione di danno patrimoniale rilevante per l'estorsione: include la perdita di una seria e consistente possibilita' economica, valutata con criterio di causalita' penale.

  • Giurisprudenza sulla consumazione del reato di acquisto di stupefacenti (ex Sez. 2, n. 30374 del 16/05/2019)

    Conferma che il reato di acquisto di stupefacenti si consuma con il raggiungimento del consenso tra le parti, indipendentemente dalla consegna materiale.

Massime di principio

  • Il sindacato di legittimità sui provvedimenti cautelari e' limitato alla verifica della correttezza giuridica e dell'assenza di manifesta illogicita' della motivazione; non e' consentita la rivalutazione in fatto degli elementi probatori.
  • Per la partecipazione a un'associazione mafiosa (art. 416-bis) non e' richiesto un ruolo dirigente: elementi indiziari come intercettazioni, mutualismo, richieste di 'messa a posto', l'uso del domicilio per incontri e la conoscenza degli assetti associativi possono dimostrare l'intraneita' e la dinamica funzionale del ruolo.
  • L'aggravante della disponibilita' di armi puo' essere desunta, soprattutto nel contesto delle mafie storiche, anche dalla notorieta' storica e dalle risultanze giudiziarie pregresse; e' sufficiente che il partecipante sia consapevole della presenza di armi o che la sua ignoranza sia colposa.
  • Nel mercato degli stupefacenti l'accordo tra acquirente e venditore, anche se la consegna o il pagamento non sono materialmente avvenuti, puo' integrare il momento consumativo del reato quando il consenso e' raggiunto.
  • L'estorsione si configura quando l'intimidazione procura un danno economico rilevante, comprensivo della perdita di una seria e consistente possibilita' di conseguire un risultato economico; la valutazione del nesso causale e del danno spetta al giudice di merito e puo' fondarsi su elementi indiziari collegati temporalmente e funzionalmente.

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