Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14968/2022 del 19/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato gli arresti domiciliari per plurimi episodi di detenzione di stupefacenti ai sensi dell'art. 73, D.P.R. 309/1990. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizi motivazionali sostenendo che la competenza territoriale dovesse essere della Procura/Giudice di Roma, perché in Roma sarebbe stato commesso il reato "più grave" (detenzione di 120 g di cocaina) e che, applicando l'art. 16 c.p.p., il giudice competente deve essere individuato in base al reato più grave in concreto, e non alla qualificazione astratta.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che la difesa avesse travisato la disciplina sulla competenza: ai fini dell'individuazione del giudice competente si deve far riferimento al nomen iuris e alla pena edittale prevista per ciascun reato (art. 4 c.p.p. e art. 16 c.p.p.), non alla "gravità in concreto" del fatto o al danno effettivo. È escluso il raffronto basato sulle peculiarità fattuali o sulla continuazione, salvo le aggravanti ad effetto speciale che modificano l'arco edittale. Poiché tutti i capi erano qualificati ai sensi dell'art. 73, comma 1, D.P.R. 309/1990, i giudici del riesame hanno correttamente ritenuto la competenza del giudice relativo al primo reato ai sensi del criterio residuale (art. 16, comma 1 c.p.p.). Condanna alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 73, D.P.R. 309/1990

    I reati contestati sono qualificati secondo questa norma; la gravità rilevante ai fini della competenza va valutata in astratto sulla base della fattispecie normativa utilizzata (nomen iuris) e dell'arco edittale.

  • art. 4, cod. proc. pen.

    Imposta il criterio di riferimento alla pena prevista dalla legge per ciascun reato consumato o tentato ai fini della determinazione della competenza; non ammette valutazioni estese alle peculiarità fattuali del singolo capo.

  • art. 16, cod. proc. pen.

    comma 1 e richiamo al terzo comma

    Stabilisce i criteri per individuare il giudice territorialmente competente: la scelta ricade sul reato più grave in astratto (basato sulla legge e sull'arco edittale) e, in caso di pari gravità astratta, sul criterio residuale del primo reato; il riferimento è al nomen iuris, non alla gravità in concreto.

  • Giurisprudenza citata

    Sez. U, sent. Gallo n. 28953 del 27/04/2017; Sez. 2, sent. Ciancimino n. 39756 del 05/10/2011

    Confermano il principio che, ai fini della competenza, rileva l'arco edittale e la qualificazione normativa (fattispecie semplice vs aggravata ad effetto speciale), escludendo valutazioni discrezionali della gravità in concreto.

Massime di principio

  • Per determinare la competenza territoriale tra più reati occorre fare riferimento al "nomen iuris" e alla pena edittale prevista per ciascuna fattispecie (gravità in astratto), non all'effettivo disvalore o danno prodotto dal singolo episodio.
  • Non è consentito utilizzare la valutazione delle peculiarità fattuali, della continuazione o della gravità in concreto per spostare la competenza: tali elementi non possono sostituire il criterio legale basato sull'arco edittale, salvo le aggravanti che modificano espressamente l'arco edittale.
  • Se più reati hanno pari gravità astratta, si applica il criterio residuale dell'art. 16 c.p.p. (competenza del giudice relativo al primo reato).
  • Le impugnazioni manifestamente infondate possono essere dichiarate inammissibili e comportare condanne alle spese e sanzioni (es. pagamento alla Cassa delle Ammende) quando risultino profili di colpa nella proposizione del ricorso.
  • Nelle impugnazioni di misure cautelari è fondamentale fondare le doglianze su una corretta interpretazione delle norme sulla competenza e non su una valutazione soggettiva della gravità dei fatti.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.