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Sentenza

Sentenza n. 31/2026 - Parma, Sezione 1

per l'annullamento - del decreto del Prefetto di Reggio Emilia del -OMISSIS-, recante il rigetto della domanda di iscrizione nella White List della società -OMISSIS- (procedimento prot.n. -OMISSIS-), comunicato con nota prot. n. -OMISSIS- del -OMISSIS-; - dei non conosciuti verbali, ove esistenti, delle riunioni del Gruppo interforze del 13.9.2022 e del 19.1.2023.

Giustizia amministrativa202300149

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto prefettizio di rigetto della domanda di iscrizione nella White List, fondato sul pericolo di tentativi di infiltrazione mafiosa

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato il decreto del Prefetto di Reggio Emilia con cui è stata rigettata la domanda di iscrizione nella White List, deducendo vizi non esaminati nel merito a causa della sopravvenuta carenza di interesse. In sede cautelare il TAR aveva ritenuto insussistente il fumus boni iuris, rilevando che il provvedimento dava conto di plurimi e significativi elementi idonei a rendere credibile il pericolo di infiltrazione della criminalità organizzata nell'impresa; aveva inoltre ritenuto prevalente l'interesse pubblico alla prevenzione dei condizionamenti mafiosi rispetto agli interessi privati prospettati.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La società ricorrente, con memoria depositata prima dell'udienza, ha espressamente dichiarato di non avere più interesse alla decisione; l'Amministrazione non si è opposta. Il Collegio ha ritenuto precluso l'esame del merito, affermando che, in applicazione del principio dispositivo in senso ampio, il ricorrente può disporre dell'azione fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e il giudice non può sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire né procedere d'ufficio. Le spese di lite sono state compensate per la natura delle questioni e per la mancata opposizione dell'Amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse

    La dichiarazione espressa del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, non contestata dalla controparte, impone al giudice di dichiarare l'improcedibilità del ricorso senza esaminarne il merito.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento dei dati identificativi della parte ricorrente.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, il ricorrente può dichiarare di non avere più interesse alla decisione fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione; in assenza di opposizione della controparte, il giudice deve prendere atto della dichiarazione e dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare il merito.
  • Il giudice amministrativo non può procedere d'ufficio all'esame del merito né sostituirsi al ricorrente nella valutazione della permanenza dell'interesse ad agire, in applicazione del principio dispositivo in senso ampio.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
SottomaterieWhite list e iscrizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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