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Sentenza

Sentenza n. 777/2026 - Bari, Sezione 3

per l'ottemperanza - al giudicato formatosi sulla ordinanza rep. n. 2800 del 18 novembre 2022 con la quale la Corte di Appello di Bari ha condannato l’ente debitore a versare alla Ragioneria Territoriale dello Stato, detratto quanto eventualmente già versato, l’indennità di esproprio determinata nella misura di euro 325.437,00, con interessi legali dal 19 febbraio 2021, fino all’effettivo versamento.

Giustizia amministrativa202501024

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione del giudicato formatosi sull’ordinanza della Corte di Appello di Bari relativa al pagamento dell’indennità di espropriazione

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La società ha proposto un’azione di ottemperanza per ottenere l’esecuzione del giudicato formatosi sull’ordinanza della Corte di Appello di Bari, che aveva condannato l’ente debitore a versare alla Ragioneria Territoriale dello Stato, detratto quanto eventualmente già corrisposto, l’indennità di espropriazione di euro 325.437,00, oltre interessi legali dal 19 febbraio 2021 sino all’effettivo versamento. Il Comune di Foggia ha eccepito l’inammissibilità del ricorso e, comunque, la cessazione della materia del contendere, deducendo di avere già posto in essere gli atti necessari all’adempimento: una determinazione dirigenziale del 2024 aveva disposto il deposito amministrativo delle indennità di espropriazione non accettate, mentre la determinazione dirigenziale n. 857 del 23 aprile 2026 aveva autorizzato lo svincolo delle somme depositate presso la Cassa Depositi e Prestiti. La società ricorrente non ha replicato alle difese dell’amministrazione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo assorbente la circostanza che il Comune non si fosse sottratto agli obblighi derivanti dal giudicato e avesse adottato gli atti necessari al pagamento dell’indennità, mediante deposito amministrativo e successiva autorizzazione allo svincolo delle somme presso la Cassa Depositi e Prestiti. Le spese sono state integralmente compensate in ragione della peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base processuale dell’azione di ottemperanza; il giudizio è definito per cessazione della materia del contendere, poiché l’amministrazione ha posto in essere gli adempimenti necessari all’esecuzione del giudicato.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, la sopravvenuta esecuzione degli obblighi derivanti dal giudicato da parte dell’amministrazione determina la cessazione della materia del contendere, quando non residuino contestazioni attuali sull’adempimento.
  • La cessazione della materia del contendere può essere dichiarata anche quando l’amministrazione abbia adempiuto mediante il deposito delle somme dovute e l’adozione del successivo atto autorizzativo allo svincolo presso la Cassa Depositi e Prestiti.
  • La mancata replica del ricorrente alle difese documentate dell’amministrazione, dalle quali risulti l’avvenuto adempimento del giudicato, consente al giudice di definire il giudizio sulla base della sopravvenuta carenza della materia controversa.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaDecreto di esproprio e procedimento
RamiProcesso amministrativoEspropriazione per pubblica utilità
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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