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Sentenza

Sentenza n. 13134/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento -del provvedimento prot. CA/89077/2026 del 14/05/2026 di decadenza dell'occupazione di suolo pubblico della ricorrente; -della nota prot. CA/19767/2026 del 05/02/2026 di comunicazione di avvio di procedimento; -di ogni altro atto non conosciuto che sia ostativo alla ricorrente

Giustizia amministrativa202606631

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di decadenza dalla concessione per occupazione di suolo pubblico per omesso pagamento del canone concessorio

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (concessionaria)

Prevale il privato

La controversia

La società concessionaria ha impugnato il provvedimento di decadenza dalla concessione per occupazione di suolo pubblico, la comunicazione di avvio del procedimento e gli ulteriori atti ostativi. Ha dedotto, in via principale, la violazione dell’art. 17 della DAC 21/21, sostenendo che l’avvio del procedimento di decadenza avrebbe dovuto essere successivo e distinto rispetto alla comunicazione dell’ufficio relativa al mancato pagamento del canone. Ha inoltre dedotto, con un secondo motivo, difetto di istruttoria e di motivazione. Roma Capitale ha eccepito l’inammissibilità dell’impugnazione della comunicazione di avvio del procedimento, in quanto atto endoprocedimentale.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a. Ha accolto il motivo relativo alla violazione dell’art. 17 della DAC 21/21, rilevando che tale disposizione richiede che l’avvio del procedimento di decadenza sia successivo alla comunicazione dell’ufficio concernente il mancato pagamento del canone. Nel caso concreto, l’intimazione al pagamento del 5 febbraio 2026 era contestuale all’avvio del procedimento di decadenza; Roma Capitale aveva quindi assunto un’unica determinazione, in violazione della sequenza procedimentale prevista dalla disciplina applicabile. Il provvedimento di decadenza del 14 maggio 2026 è stato pertanto annullato. L’amministrazione è stata obbligata a permettere, o ad accettare se già intervenuto, il pagamento della morosità, cui la ricorrente deve provvedere immediatamente. Il secondo motivo, relativo a difetto di istruttoria e motivazione, è rimasto assorbito. Il TAR ha invece ritenuto fondata l’eccezione di inammissibilità relativa all’impugnazione della comunicazione di avvio del procedimento, trattandosi di atto endoprocedimentale. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    ex art. 60 cod. proc. amm.

    Consente la definizione della causa con sentenza in forma semplificata, ricorrendone i presupposti all’esito della fase cautelare e sentite le parti.

  • art. 17 DAC 21/21

    Prevede che l’avvio del procedimento di decadenza dalla concessione per omesso pagamento del canone sia successivo alla comunicazione dell’ufficio relativa al mancato pagamento; la contestualità dei due atti viola tale sequenza procedimentale.

Massime di principio

  • Quando una disciplina regolamentare stabilisce che l’avvio del procedimento di decadenza da una concessione debba seguire la comunicazione dell’inadempimento al concessionario, l’amministrazione non può riunire i due adempimenti in un’unica determinazione contestuale.
  • La violazione della sequenza procedimentale prescritta per la decadenza da una concessione rende illegittimo il provvedimento conclusivo di decadenza, anche se la morosità del concessionario persiste.
  • La comunicazione di avvio del procedimento, in quanto atto endoprocedimentale privo di autonoma lesività, non è autonomamente impugnabile.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoPartecipazione al procedimentoInvalidità del provvedimento
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentalePrincipio di legalità e tipicità

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