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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03283/2025 del 27/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso, proposto nell'interesse dell'imputato contro la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro, articolava un unico motivo: si denunciavano violazione di legge e vizi motivazionali in relazione al diniego delle attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p. La doglianza contestava la motivazione della decisione di merito, sostenendo che non sarebbero state adeguatamente considerate le circostanze favorevoli dedotte dalla difesa. La Corte di cassazione rileva però che il motivo era privo di concreta specificità e manifestamente infondato, perché il giudice di merito può legittimamente fondare il diniego delle attenuanti generiche su un congruo riferimento agli elementi negativi ritenuti decisivi o alla mancanza di elementi positivi, senza dover esaminare analiticamente tutti gli elementi prospettati dalle parti. Inoltre, la Corte precisa che, nei reati di criminalità organizzata, il riconoscimento dell'attenuante prevista dall'art. 416-bis.1, terzo comma, c.p. non comporta automaticamente il riconoscimento delle attenuanti generiche, essendo diversi i presupposti delle due valutazioni.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto nell'interesse dell'imputato. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La motivazione della decisione sottolinea che il giudice di merito aveva già illustrato in modo ampio e non illogico le ragioni del diniego delle attenuanti generiche, sicché non sussistevano vizi censurabili in sede di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 62-bis c.p.

    Il diniego delle attenuanti generiche può essere sorretto da un riferimento congruo agli elementi negativi ritenuti decisivi o alla mancanza di elementi positivi, senza necessità di confutare singolarmente tutti i dati favorevoli allegati dalla difesa.

  • art. 416-bis.1, terzo comma, c.p.

    Il riconoscimento dell'attenuante prevista per i reati di criminalità organizzata non implica necessariamente il riconoscimento delle attenuanti generiche, poiché i rispettivi presupposti sono autonomi e diversi.

Massime di principio

  • Nel diniego delle attenuanti generiche il giudice non è tenuto a prendere in esame ogni singolo elemento favorevole o sfavorevole dedotto dalle parti, essendo sufficiente una motivazione sintetica ma congrua che valorizzi gli elementi negativi ritenuti decisivi o l'assenza di elementi positivi.
  • La censura in cassazione sul diniego delle attenuanti generiche è inammissibile o manifestamente infondata quando si risolve in una contestazione generica della motivazione di merito senza specifiche critiche ai passaggi decisivi della decisione.
  • In materia di criminalità organizzata, l'attenuante collegata alla collaborazione o al contributo previsto dall'art. 416-bis.1 c.p. e le attenuanti generiche rispondono a presupposti distinti; il riconoscimento della prima non determina automaticamente il riconoscimento delle seconde.
  • La motivazione sul trattamento sanzionatorio è sufficiente quando dà conto in modo coerente delle ragioni ostative al beneficio richiesto, senza necessità di un'analisi analitica di tutti gli argomenti difensivi.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reato
RamiParte generale

Testo integrale

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