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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 32282/2022 del 02/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La Regione Campania aveva proposto opposizione a decreto ingiuntivo richiesto dal Consorzio Co.GE.RI. per il rimborso di indennità di esproprio anticipate dal Consorzio ai privati, eccependo difetto di legittimazione passiva della Regione e sostenendo che la responsabilità spettasse all'ANAS in forza delle disposizioni transitorie sul trasferimento delle strade dallo Stato alle Regioni. In particolare la Regione deduceva che il "contenzioso relativo a fatti e atti antecedenti" ricompreso nell'art. 3, comma 3, del DPCM 21 febbraio 2000 dovesse comprendere anche i giudizi già definiti anteriormente alla data di riferimento (e comunque le controversie originate da fatti/atti anteriori), sicché l'ANAS sarebbe stata l'ente legittimato passivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il motivo di ricorso della Regione Campania e ha accolto il ricorso per cassazione. La Corte ha interpretato l'espressione "contenzioso instaurato per fatti ed atti antecedenti alla scadenza" dell'art. 3, comma 3, del DPCM 21/02/2000 nel senso che la competenza e la legittimazione passiva dell'ANAS perdurano per le controversie originate da fatti e atti compiuti anteriormente al trasferimento dei beni (data del trasferimento 17 ottobre 2001), indipendentemente dal fatto che il giudizio fosse pendente, successivamente instaurato o già definito alla data del trasferimento. Ne consegue che, nella vicenda concreta (liquidazione dell'indennità con sentenza del 22/12/1999), la responsabilità dei rapporti passivi derivanti da quei fatti/atti gravava sull'ANAS e non sulla Regione, con conseguente accoglimento del ricorso della Regione e riforma della sentenza impugnata.

Norme richiamate

  • DPCM 21 febbraio 2000, art. 3, comma 3

    "Resta di competenza ed a carico dell'ANAS l'ultimazione dei lavori per i quali alla data del trasferimento sia stato pubblicato il bando di gara ... Resta altresì di competenza ed a carico del medesimo ente il contenzioso instaurato per fatti ed atti antecedenti alla scadenza di cui sopra, relativamente ai beni trasferiti."

    La Corte interpreta la locuzione "contenzioso instaurato per fatti ed atti antecedenti" come riferita ai contenziosi originati da fatti o atti compiuti anteriormente alla data di trasferimento dei beni (17/10/2001). Tale nozione comprende le controversie pendenti, quelle già definite e anche controversie instaurate dopo il trasferimento purché fondate su fatti/atti anteriori al trasferimento; pertanto l'ANAS resta legittimata passiva per tali contenziosi.

  • DPCM 21 settembre 2001, art. 3 (modifica)

    Modifica richiamata nel testo; la Corte la prende in considerazione ai fini della determinazione della data del trasferimento e del regime transitorio, senza mutare la lettura su chi debba sopportare i contenziosi riferiti a fatti/atti anteriori.

  • Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 101

    "Le strade e autostrade, già appartenenti al demanio statale ... sono trasferite ... al demanio delle regioni ..."

    Stabilisce il principio generale del trasferimento delle strade dallo Stato alle Regioni; il DPCM attuativo (art.3) disciplina però il regime transitorio e le deroghe, che la Corte ha interpretato restrittivamente riguardo alla permanenza di responsabilità dell'ANAS per fatti/atti anteriori.

  • Decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244, art. 22

    Norma richiamata per il trasferimento di opere infrastrutturali nell'ambito di specifici interventi (richiamata per quadro normativo), confermando che il subentro riguarda rapporti attivi e passivi salvo le eccezioni previste dal DPCM attuativo.

  • Legge 14 maggio 1981, n. 219

    Richiamata quale fonte normativa delle concessioni per le opere post-terremoto; contestazioni relative alle anticipazioni di indennità operate dal concessionario fanno riferimento alla convenzione di concessione e al quadro contrattuale originario.

  • Convenzione di concessione n.14 del 1 settembre 1982, art. 20, n. 3

    La convenzione prevedeva il diritto di rivalsa del concessionario (Consorzio) verso il concedente per le somme anticipate ai privati; la Corte tiene conto di tale fonte contrattuale ma afferma che il criterio decisivo rimane l'epoca dei fatti/atti relativi ai beni trasferiti.

  • Art. 12 delle Preleggi del codice civile (richiamato)

    Richiamato dal ricorrente in tema di interpretazione di norme, ma la Corte si è focalizzata sull'interpretazione sistematica del DPCM e sul principio di raccordo temporale fra fatti/atti e trasferimento dei beni.

Massime di principio

  • Verificare sempre la data del trasferimento del bene: il criterio temporale (fatti/atti antecedenti alla data di trasferimento) è centrale per determinare quale ente sia legittimato passivo.
  • L'espressione "contenzioso instaurato per fatti ed atti antecedenti" va intesa come riferita ai contenziosi originati da fatti/atti anteriori al trasferimento, e comprende cause pendenti, già definite e anche cause instaurate dopo il trasferimento se fondate su fatti anteriori.
  • Occorre accertare se la controversia attiene ai "beni trasferiti" (in genere strade/infrastrutture): solo queste controversie possono rientrare nell'eccezione che mantiene la responsabilità dell'ANAS.
  • Le azioni di rivalsa/recupero del concessionario verso il concedente vanno analizzate alla luce della convenzione e della data degli eventi che hanno generato l'obbligazione; se gli eventi sono anteriori al trasferimento, la responsabilità può gravare sull'ANAS.
  • La semplice circostanza che un giudizio sia stato definito prima o dopo la data formale del trasferimento non determina automaticamente la competenza: conta l'epoca dei fatti/atti che hanno dato origine alla controversia.
  • Nella fase istruttoria è importante provare temporalmente l'origine degli eventi rilevanti (quando sono compiuti i fatti/atti) e la connessione con i beni trasferiti; l'onere probatorio pesa sulla parte che invoca la permanenza della responsabilità dell'ente cedente.
  • Consultare sempre il testo del DPCM attuativo e la documentazione di consegna/stato (verbali, allegati tecnici) perché possono chiarire intenzioni e limiti applicativi del regime transitorio.

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