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Ordinanza

Ordinanza n. 4217/2026 - Roma, Sezione 4B

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, - del provvedimento del Ministero dell’istruzione e del merito - Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione - Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, prot. m_pi.AOODGOSV.REGISTRO UFFICIALE.U.0117781 7 maggio 2026 , notificato in pari data, con il quale è stata rigettata l’istanza presentata dal ricorrente ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo n. 206/2007, finalizzata al riconoscimento del titolo di specializzazione su posto di sostegno acquisito in Spagna; - della nota del Ministero dell’Università e della ricerca prot. DGOSV n. 9587 del 7 marzo 2024, richiamata quale presupposto nel provvedimento impugnato, recante parere sfavorevole al riconoscimento del titolo, - di ogni altro atto precedente e successivo, comunque connesso con il provvedimento impugnato;

Giustizia amministrativa202606424

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di riconoscimento, ai sensi dell’art. 16 d.lgs. 206/2007, del titolo spagnolo di specializzazione su posto di sostegno, unitamente al parere ministeriale presupposto

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La parte ricorrente ha impugnato il provvedimento ministeriale che ha respinto l’istanza di riconoscimento del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito in Spagna e la nota recante parere sfavorevole. In sede cautelare, ha contestato, secondo quanto emerge dall’ordinanza, l’insufficiente valutazione della documentazione relativa all’iter formativo estero, compreso il piano analitico del corso di studi, nonché dell’esperienza professionale maturata nel settore. È stata inoltre contestata la rilevanza ostativa attribuita all’assenza di natura abilitante del titolo e la motivazione sulle divergenze tra i programmi formativi, ritenuta non rigorosa alla luce della disciplina europea sul riconoscimento dei titoli professionali e della libera circolazione dei lavoratori. Il ricorrente ha chiesto la sospensione cautelare del diniego, anche in considerazione del contratto di insegnamento sul sostegno a tempo determinato, scaduto il 30 giugno 2026.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha confermato il precedente decreto cautelare di accoglimento, sospendendo il provvedimento di diniego. Il giudice ha ritenuto, con valutazione sommaria propria della fase cautelare, che l’amministrazione non avesse adeguatamente considerato la documentazione completa sull’iter formativo svolto all’estero e l’esperienza professionale della parte ricorrente. Ha inoltre rilevato che l’argomento relativo all’assenza di natura abilitante del titolo era già stato risolto dall’Adunanza plenaria nn. 18-22/2022; che le divergenze tra i programmi formativi devono essere motivate rigorosamente, anche per evitare pregiudizi al sistema europeo di riconoscimento dei titoli professionali e alla libera circolazione dei lavoratori; e che le eventuali differenze formative possono essere superate mediante adeguate misure compensative. Il periculum è stato valorizzato anche in relazione all’attività di insegnamento sul sostegno svolta con contratto a termine. È stata fissata l’udienza pubblica di merito per il 5 maggio 2027 e le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione dei divergenti orientamenti giurisprudenziali.

Norme richiamate

  • art. 16 d.lgs. 206/2007

    Disciplina la procedura di riconoscimento del titolo di specializzazione conseguito all’estero; il diniego adottato nell’ambito di tale procedura è stato sospeso in sede cautelare.

  • art. 55 c.p.a.

    È stato ritenuto integrato il presupposto per la concessione della tutela cautelare e, conseguentemente, è stata disposta la sospensione del provvedimento impugnato.

Massime di principio

  • Nella valutazione di una domanda di riconoscimento di un titolo professionale conseguito in altro Stato, l’amministrazione deve esaminare in modo completo la documentazione relativa all’intero percorso formativo, compreso il piano analitico degli studi, e l’esperienza professionale maturata nel settore di riferimento.
  • Il diniego di riconoscimento fondato sulle divergenze tra il percorso formativo estero e quello nazionale richiede una motivazione rigorosa e puntuale, tenuto conto degli obiettivi europei di riconoscimento dei titoli professionali e di libera circolazione dei lavoratori.
  • Le differenze tra i percorsi formativi degli ordinamenti possono essere superate mediante l’imposizione di adeguate misure compensative; esse non giustificano automaticamente il diniego del riconoscimento.
  • L’assenza di natura abilitante del titolo non può essere utilizzata come argomento ostativo al riconoscimento quando la relativa questione sia già stata risolta in senso contrario dalla giurisprudenza dell’Adunanza plenaria.
  • In sede cautelare, la titolarità o lo svolgimento di un contratto di insegnamento sul sostegno può concorrere a dimostrare il periculum in mora ai fini della sospensione del diniego di riconoscimento del titolo estero.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioTutela cautelare
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazione

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