Cassazione Penale, Sentenza n. 27228/2022 del 14/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza per l'esecuzione e la gestione di una misura alternativa (affidamento in prova al servizio sociale) concessa in via provvisoria ad Antonio Aucello. Il Magistrato di sorveglianza di Bari aveva disposto l'ammissione provvisoria e l'esecuzione nella giurisdizione dell'Ufficio di sorveglianza di Padova; il Magistrato di sorveglianza di Padova ha però dichiarato la propria incompetenza a decidere sulle autorizzazioni richieste dall'affidato e ha sollevato conflitto, sostenendo che la decisione provvisoria non trasferisce la competenza territoriale che resta al Tribunale di sorveglianza indicato nell'ordine di esecuzione (Bari).
La decisione
La Corte ha dichiarato sussistente il conflitto e ha deciso che il giudice competente è il Magistrato di sorveglianza di Bari. Ha richiamato il principio secondo cui la competenza per le istanze volte a ottenere misure alternative, determinata in base all'art. 656, comma 6, cod. proc. pen., una volta radicata rimane ferma (principio della perpetuatio jurisdictionis) e non viene trasferita da provvedimenti provvisori o da successivi titoli esecutivi. Ha inoltre osservato che l'art. 678, comma 1-ter, cod. proc. pen. impedisce l'intervento di atti da parte di un magistrato di sorveglianza di altro distretto in costanza del procedimento provvisorio. Di conseguenza la competenza rimane in capo all'Ufficio di sorveglianza di Bari.
Norme richiamate
art. 28 cod. proc. pen.
La situazione ricorre perché due giudici hanno ricusato contemporaneamente la cognizione del procedimento per la stessa persona, configurando il conflitto di competenza disciplinato da questa norma.
art. 656, comma 6, cod. proc. pen.
La trasmissione dell'istanza al tribunale di sorveglianza competente in base alla sede dell'ufficio del pubblico ministero stabilisce un criterio oggettivo e permanente di competenza territoriale (perpetuatio jurisdictionis), che non viene meno per sopravvenienze o provvedimenti successivi.
art. 47 e segg. Ord. Pen.
Riferimento alle misure alternative alla detenzione: le istanze volte alla concessione di tali misure rientrano nel regime di competenza disciplinato dall'art. 656 c.6.
art. 70 Ord. pen.
Richiamata per escludere la possibilità di uno sdoppiamento di competenza fra uffici diversi, in considerazione della composizione del collegio decidente.
art. 678, comma 1-ter, cod. proc. pen. (introdotto dall'art. 4, comma 1, lett. b), d.lgs. 2 ottobre 2018, n. 123)
Consente al magistrato di sorveglianza delegato di applicare in via provvisoria una misura alternativa nei casi previsti, ma richiede che la misura venga comunque vagliata dal tribunale di sorveglianza per la decisione definitiva; impedisce l'intervento autonoma di un magistrato di sorveglianza di altro distretto in costanza del procedimento.
Massime di principio
- La competenza territoriale per le istanze di misure alternative si radica in modo stabile in base al criterio previsto dall'art. 656, comma 6, cod. proc. pen. e non viene trasferita da provvedimenti provvisori.
- Una concessione provvisoria di misura alternativa che dispone l'esecuzione in altro distretto non sposta la competenza: l'ufficio indicato nell'ordine di esecuzione (e il relativo tribunale di sorveglianza) resta competente per la gestione e per le autorizzazioni connesse.
- Non è ammissibile uno sdoppiamento di competenza tra magistrato di sorveglianza di un distretto (che gestisce atti ordinari dell'esecuzione) e tribunale di sorveglianza di altro distretto competente per la decisione definitiva; occorre verificare il titolo che ha radicato la competenza.
- In presenza di una misura applicata in via provvisoria ai sensi dell'art. 678 c.1-ter, il magistrato di sorveglianza di altro distretto non può intervenire d'ufficio nelle decisioni principali: la verifica definitiva spetta al tribunale di sorveglianza competente.
- In caso di dubbio o rifiuto reciproco tra uffici, è opportuno sollevare immediatamente il conflitto di competenza (art. 28 c.p.p.) e richiamare la giurisprudenza consolidata sulla perpetuatio jurisdictionis per evitare frammentazioni procedimentali.
- Prassi consigliata: verificare quale pubblico ministero ha trasmesso l'istanza o quale ordine di esecuzione è stato emesso e ancorare la determinazione della competenza a quel criterio oggettivo prima di assumere provvedimenti sull'esecuzione o sulle autorizzazioni.
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