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Sentenza

Sentenza n. 855/2026 - Venezia, Sezione 3

per l’annullamento, previsa sospensione dell’efficacia: - del provvedimento del Questore di Venezia in data 15 aprile 2025, notificato in data 17 dicembre 2025, con il quale è stata rigettata l’istanza di rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato presentata dal ricorrente; - di ogni altro atto o provvedimento connesso e/o presupposto;

Giustizia amministrativa202600594

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva presentato una domanda di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, dopo essere stato titolare di un permesso per lavoro stagionale. A causa della scadenza del passaporto, la domanda non era stata coltivata; dopo il rinnovo del passaporto, l'interessato aveva presentato una nuova domanda di conversione, ottenendo il nulla osta il 11 aprile 2025. Il Questore aveva tuttavia respinto la precedente istanza, rilevando l'assenza del nulla osta nel fascicolo e la mancata integrazione documentale. Il ricorrente ha dedotto l'omessa valutazione del nulla osta, già rilasciato quattro giorni prima dell'adozione del diniego, nonché difetto di istruttoria ed eccesso di potere. Ha inoltre richiamato la propria situazione lavorativa e i contratti stipulati nel 2025 e nel 2026.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. e ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che, ai sensi dell'art. 22 d.lgs. 286/1998, il nulla osta rilasciato dallo Sportello Unico per l'Immigrazione costituisca un presupposto legale indefettibile per il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Poiché il documento non era stato prodotto né risultava inserito nel fascicolo del procedimento, l'amministrazione non disponeva di margini per accogliere l'istanza e il diniego costituiva atto dovuto, non sindacabile sotto il profilo dell'eccesso di potere. La mera circostanza che il nulla osta fosse stato rilasciato prima del provvedimento non rende illegittimo il diniego, poiché incombe sull'interessato l'onere di allegare e provare tempestivamente i requisiti e di produrre la documentazione nella propria disponibilità. Gli elementi relativi ai rapporti di lavoro sopravvenuti sono estranei al giudizio di legittimità dell'atto, da valutarsi con riferimento alla situazione esistente al momento della sua adozione. Il nulla osta potrà comunque fondare una nuova e autonoma istanza. Nulla è stato disposto sulle spese, in ragione della mancata costituzione dell'amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 22 d.lgs. 286/1998

    intero procedimento relativo all'assunzione di lavoratori subordinati stranieri

    Lo Sportello Unico per l'Immigrazione è responsabile dell'intero procedimento relativo all'assunzione di lavoratori subordinati stranieri e il nulla osta costituisce presupposto legale indefettibile per il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti, quando ne ricorrono i presupposti.

Massime di principio

  • Il nulla osta dello Sportello Unico per l'Immigrazione è un presupposto legale indefettibile per il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato; in sua assenza nel fascicolo procedimentale l'amministrazione deve respingere l'istanza, senza margini di discrezionalità tali da consentire un sindacato per eccesso di potere.
  • Nel procedimento per il rilascio o la conversione del permesso di soggiorno, il richiedente deve allegare e provare tempestivamente i requisiti necessari e produrre la documentazione nella propria disponibilità; il fatto che il documento sia stato formato prima del diniego, ma non sia stato prodotto o acquisito nel procedimento, non impone all'amministrazione di valutarlo d'ufficio.
  • La legittimità del provvedimento amministrativo va valutata con riferimento alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento della sua adozione; rapporti di lavoro o altri elementi sopravvenuti non possono incidere sul giudizio relativo al diniego impugnato, ma possono fondare una nuova istanza.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaEccesso di potereOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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