Sentenza del 13/12/2017 n. 3424 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate contestava a Industrie C. s.p.a., per l'anno d'imposta 2007, la deduzione di canoni di leasing relativi alla componente delle aree occupate da fabbricati strumentali, con conseguente maggiore IRES e IRAP. Contestava inoltre l'applicazione, sulle royalties corrisposte a T. Limited, della ritenuta convenzionale dell'8% anziché di quella ordinaria del 30%, sostenendo che non fosse stata provata la residenza britannica della società, l'assenza di una stabile organizzazione in Italia e la qualità di effettiva beneficiaria delle royalties. La società eccepiva, tra l'altro, la violazione dell'art. 12, comma 7, dello Statuto del contribuente e sosteneva la legittimità dell'aliquota ridotta prevista dalla Convenzione Italia-Regno Unito.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello dell'Agenzia solo parzialmente. Ha dichiarato definitivo l'avviso n. 00000/2012 limitatamente alle maggiori IRES e IRAP, poiché tali pretese non erano state specificamente contestate dalla società. Ha invece confermato l'annullamento della ripresa relativa alle ritenute sulle royalties e della sanzione per omesso versamento. Il giudice ha ritenuto provato che T. Limited fosse residente in Gran Bretagna, priva di sedi o stabili organizzazioni in Italia ed effettiva beneficiaria delle royalties; pertanto era legittima l'applicazione della ritenuta convenzionale dell'8%. Ha inoltre escluso l'applicabilità dell'art. 12, comma 7, dello Statuto del contribuente, ritenendo che gli avvisi relativi al 2007 non fossero direttamente conseguenti al processo verbale concernente il 2008. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
Art. 12, comma 7, legge n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)
L'avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del termine di sessanta giorni dal rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni.
La garanzia del termine dilatorio opera in presenza di una verifica fiscale svolta nei locali del contribuente e quando l'accertamento sia direttamente conseguente al relativo processo verbale. Nel caso esaminato, il giudice ha escluso tale conseguenzialità perché il verbale riguardava il 2008, mentre gli avvisi riguardavano il 2007.
Art. 25, comma 4, d.P.R. n. 600/1973
Ritenuta a titolo d'imposta del 30% sui compensi e sulle royalties corrisposti a soggetti non residenti, salvo l'applicazione di disposizioni convenzionali più favorevoli.
L'aliquota ordinaria può essere sostituita da quella prevista da una convenzione contro le doppie imposizioni quando risultino provati i presupposti convenzionali.
Convenzione Italia-Regno Unito contro le doppie imposizioni del 21 ottobre 1988, resa esecutiva con legge n. 329/1990
Applicazione della ritenuta ridotta dell'8% sulle royalties, in presenza dei requisiti convenzionali.
La società italiana può applicare l'aliquota convenzionale se dimostra la residenza fiscale del percettore nel Regno Unito, l'assenza di una stabile organizzazione o base fissa in Italia e la sua qualità di effettivo beneficiario dei redditi.
Art. 13 d.lgs. n. 471/1997
La sanzione per omesso versamento delle ritenute non è dovuta quando viene riconosciuto che la ritenuta applicata dal sostituto d'imposta era corretta e non sussiste alcuna maggiore imposta da versare.
Cassazione civile, 14 ottobre 2015, n. 20628
Non è sufficiente la mera contestazione per fare insorgere l'onere in capo all'Amministrazione finanziaria di fornire la prova dell'atto interno di organizzazione adottato dal dirigente.
La qualificazione del funzionario come delegato nell'atto processuale è normalmente sufficiente, salvo una contestazione specifica dell'effettiva mancanza di potere rappresentativo.
Massime di principio
- Un avviso di accertamento deve essere contestato in modo specifico per ciascuna imposta e per ciascuna componente della pretesa; le parti non impugnate possono diventare definitive anche se l'atto è contestato genericamente nel suo complesso.
- Il termine di sessanta giorni previsto dall'art. 12, comma 7, dello Statuto del contribuente non si applica automaticamente a ogni accertamento successivo a una verifica: occorre un collegamento diretto tra il processo verbale e l'avviso, oltre agli ulteriori presupposti previsti dalla norma.
- Per applicare un'aliquota convenzionale sulle royalties è opportuno conservare documentazione aggiornata sulla residenza fiscale del percettore, sull'assenza di una stabile organizzazione in Italia, sulla titolarità dei diritti e sulla qualità di effettivo beneficiario.
- In presenza di un contratto di licenza di lunga durata, una certificazione iniziale può essere valorizzata anche per gli anni successivi se altri documenti dimostrano la continuità della residenza e dei requisiti convenzionali; tuttavia, ottenere periodicamente certificati di residenza resta una cautela probatoria consigliabile.
- L'Amministrazione finanziaria che contesta l'effettiva titolarità o beneficiaria delle royalties deve indicare elementi concreti che dimostrino l'interposizione o il ruolo di mero intermediario del percettore; la contestazione generica non è sufficiente.
- La mera contestazione della delega del funzionario firmatario, formulata in termini dubitativi e senza affermare l'effettiva carenza di potere, non determina normalmente l'invalidità dell'atto processuale.
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