Cassazione Penale, Sentenza n. 36435/2024 del 30/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Richiesta di revisione della sentenza di condanna del 12/12/2019 per il reato di calunnia (denuncia di falso smarrimento di due assegni a danno di Barbieri Marco). Il ricorrente fondava la revisione su una consulenza grafologica successiva alla sentenza, che avrebbe accertato che la firma di traenza sugli assegni non era la sua. Sosteneva inoltre che il Tribunale, pur avendo riservato la decisione sulla perizia ai sensi dell'art. 507 c.p.p., non avesse poi deciso la richiesta, per cui la perizia non sarebbe mai stata valutata.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la consulenza grafologica non costituisse un novum rilevante ai sensi dell'art. 630 c.p.p., poiché si trattava di prova deducibile (e di fatto dedotta) nel precedente giudizio. Inoltre la Corte ha osservato che l'omessa decisione del Tribunale sulla richiesta di perizia avrebbe dovuto essere denunciata nell'atto di impugnazione (appello) e non poteva essere utilizzata ora per giustificare la revisione. La Corte ha richiamato i principi che regolano la revisione (finalità di eliminare errori giudiziari ma limiti di ammissibilità) e ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 507 cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione alla riserva di decisione sulla richiesta di perizia: la Corte osserva che, se il giudice ha omesso di decidere l'integrazione probatoria, quella omissione doveva essere impugnata nei gradi successivi (appello) e non può trasformarsi automaticamente in motivo decisivo per la revisione.
art. 630, lett. c), cod. proc. pen.
Definisce il concetto di prova 'nuova' rilevante per l'ammissibilità della revisione: rientrano prove sopravvenute, non acquisite o non valutate (nemmeno implicitamente), purché non dichiarate inammissibili; il novum deve però essere oggettivo, dimostrativo e idoneo a determinare un ragionevole dubbio sulla tenuta del compendio probatorio originario.
art. 631 cod. proc. pen.
Richiamato per sottolineare l'ampliamento dell'istituto della revisione rispetto al codice precedente: la revisione è ammessa anche se l'esito può condurre al proscioglimento per insufficienza di prove, ma resta subordinata a condizioni rigorose per preservare la stabilità del giudicato.
art. 24 Cost.
Riferimento costituzionale al principio del 'favor innocentiae': la revisione risponde all'esigenza etica e costituzionale di tutelare l'innocente, giustificando l'eccezione all'intangibilità del giudicato quando emergono situazioni indicative di probabile errore giudiziario.
Giurisprudenza (Sez. Un., n. 624 del 26/09/2001 - Pisano e successive pronunce)
Fermati principi interpretativi: la revisione mira a eliminare l'errore giudiziario e il novum deve essere decisivo; la prova nuova deve essere affidabile e capace di incrinare il quadro probatorio originario in modo da instaurare un ragionevole dubbio.
Massime di principio
- La revisione è rimedio straordinario: il novum deve essere realmente nuovo, obiettivamente dimostrativo e capace di creare un ragionevole dubbio sulla condanna; non basta un elemento favorevole qualsiasi.
- Una consulenza o prova ottenuta dopo la sentenza non è automaticamente novum se era deducibile o poteva essere acquisita nel processo originario; in tali casi la prova è inammissibile come base della revisione.
- Se il giudice ha omesso di decidere su una richiesta probatoria (es. perizia riservata ai sensi dell'art. 507 c.p.p.), la parte doveva impugnare tale omissione nei gradi di impugnazione (appello); la mancata impugnazione priva la revisione di un fondamento procedurale.
- La valutazione se un elemento sia novum rilevante richiede un apprezzamento comparativo con il materiale probatorio originario: il nuovo elemento deve determinare una 'incrinatura' decisiva del compendio probatorio.
- La strategia difensiva in casi simili: produrre e depositare la consulenza prima possibile, sollevare immediatamente eventuali omissioni probatorie in appello, e documentare perché la prova non era deducibile nel giudizio di merito (forza maggiore, scoperta successiva, condotta di terzi).
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