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Sentenza

Sentenza n. 777/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202501095

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune sull'istanza/diffida volta alla conclusione del procedimento espropriativo mediante acquisizione sanante o restituzione dell'area

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, ai sensi dell'art. 117 c.p.a., il silenzio serbato dal Comune sulla nota del 18 dicembre 2024, con la quale aveva chiesto la conclusione del procedimento espropriativo relativo alla realizzazione di opere urgenti per la riduzione del rischio idrogeologico nel centro abitato. Le opere, consistenti in un canale di deflusso delle acque e nella relativa strada, avevano comportato l'occupazione e la trasformazione di una porzione di terreno agricolo di proprietà del ricorrente, senza che fosse intervenuto il decreto di esproprio. Il ricorrente ha dedotto l'obbligo dell'amministrazione di provvedere sull'istanza, chiedendo che il Comune esercitasse i poteri previsti dall'art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 oppure disponesse la restituzione del bene. Ha richiamato i principi di legalità, imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa, nonché gli artt. 2, 3 e 29 l. n. 241/1990 e l'art. 97 Cost.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, dichiarando illegittimo il silenzio del Comune. Ha affermato che, in caso di occupazione d'urgenza non seguita da un regolare decreto di esproprio, l'amministrazione ha il dovere di far cessare l'occupazione sine titulo e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, in primo luogo mediante restituzione e rimessione in pristino, oppure attraverso la speciale procedura di acquisizione sanante. Da tale dovere deriva l'obbligo di provvedere sull'istanza del proprietario che solleciti l'esercizio del potere ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, pur restando discrezionale la scelta sostanziale dell'amministrazione tra acquisizione sanante e restituzione. Il Comune è stato onerato di deliberare entro sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza se acquisire l'area ai sensi dell'art. 42-bis oppure restituirla. Per l'eventuale ulteriore inerzia è stato nominato commissario ad acta il Prefetto di Cosenza, con facoltà di delega, da attivare su istanza di parte entro i successivi sessanta giorni. Il Comune è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in euro 2.000, oltre contributo unificato, spese generali, IVA e CPA.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    in materia di “silenzio” il giudice decide con sentenza “in forma semplificata”

    Disciplina il rito per l'azione avverso il silenzio e consente al giudice di ordinare all'amministrazione di provvedere entro un termine.

  • art. 2 l. 241/1990

    Impone all'amministrazione l'obbligo di provvedere sull'istanza del proprietario diretta a sollecitare l'acquisizione sanante o, in alternativa, la restituzione del bene occupato senza titolo.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    Prevede la procedura speciale di acquisizione sanante, il cui esercizio costituisce una delle alternative che l'amministrazione deve valutare per porre fine all'occupazione sine titulo.

  • art. 97 Cost.

    I principi di legalità, imparzialità e buon andamento fondano il dovere dell'amministrazione di far cessare l'occupazione illegittima e di provvedere sull'istanza del proprietario.

  • art. 31 c.p.a.

    Rileva, unitamente all'art. 117 c.p.a., per la tutela contro il silenzio dell'amministrazione e per l'accertamento dell'obbligo di provvedere.

Massime di principio

  • In caso di occupazione d'urgenza non seguita da decreto di esproprio, l'amministrazione ha il dovere di far cessare l'occupazione sine titulo e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, mediante restituzione e rimessione in pristino oppure mediante acquisizione sanante secondo l'art. 42-bis d.P.R. 327/2001.
  • Il proprietario di un bene occupato senza titolo ha diritto di ottenere una decisione espressa sull'istanza con cui sollecita l'amministrazione a valutare l'acquisizione sanante o la restituzione del bene; sussiste quindi l'obbligo di provvedere ai sensi dell'art. 2 l. 241/1990.
  • L'obbligo di provvedere sull'istanza del proprietario non comporta l'obbligo di acquisire il bene: resta discrezionale la valutazione amministrativa sul merito e sulla scelta tra acquisizione sanante e restituzione.
  • Accertata l'illegittimità del silenzio, il giudice può assegnare all'amministrazione un termine per adottare una decisione espressa e nominare sin d'ora un commissario ad acta per l'eventuale successiva inerzia.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazionePrincipio di legalità e tipicitàOttemperanza e commissario ad actaEfficacia ed esecutorietà

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