Sentenza n. 1442/2026 - Catania, Sezione 3
per l'accertamento del diritto alla riliquidazione della propria indennità di buonuscita con riconoscimento dei sei scatti ex art 6-bis del Decreto Legge 21 settembre 1987, n.387.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego, anche implicito, della riliquidazione dell'indennità di buonuscita con inclusione dei sei scatti stipendiali
Esito
Favorevole al ricorrente (militare cessato dal servizio)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente, già appartenente all'Arma dei Carabinieri, cessato dal servizio a domanda dopo avere compiuto 55 anni e maturato oltre 35 anni di anzianità contributiva, ha chiesto l'accertamento del diritto alla riliquidazione dell'indennità di buonuscita mediante inclusione dei sei scatti stipendiali previsti dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987. L'INPS ha eccepito il difetto di legittimazione passiva e la prescrizione quinquennale, sostenendo inoltre l'infondatezza della pretesa. Il ricorrente ha dedotto l'applicabilità dell'art. 6-bis, comma 2, anche al personale delle forze di polizia ad ordinamento militare cessato a domanda, in presenza dei requisiti anagrafici e contributivi previsti.
La decisione
Il TAR ha respinto l'eccezione di difetto di legittimazione passiva dell'INPS, ritenendo che l'ente previdenziale sia l'unico soggetto obbligato alla corresponsione dell'indennità di buonuscita. Ha respinto anche l'eccezione di prescrizione: trattandosi di eccezione in senso proprio, incombeva sull'INPS indicare e provare la data iniziale del termine, individuata nella conoscenza dell'ammontare dell'indennità risultante dal prospetto di liquidazione. L'INPS si era limitato a formulare un'eccezione generica e, comunque, il prospetto di liquidazione risultava del 21 settembre 2020, mentre il ricorso era stato proposto entro il quinquennio. Nel merito, il giudice ha ritenuto applicabile l'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 al personale delle forze di polizia, compresi gli appartenenti all'Arma dei Carabinieri, e ha interpretato il comma 2 nel senso che i sei scatti spettano anche a chi chieda il collocamento a riposo dopo aver compiuto 55 anni e maturato 35 anni di servizio utile. L'abrogazione dell'art. 11 della l. n. 231/1990 da parte del Codice dell'ordinamento militare non determina la riviviscenza della precedente formulazione restrittiva dell'art. 1, comma 15-bis, del d.l. n. 379/1987; tale disposizione deve ritenersi abrogata. L'art. 1911, comma 3, del Codice dell'ordinamento militare conferma inoltre la perdurante applicabilità dell'art. 6-bis ai fini del trattamento di fine rapporto. Il termine del 30 giugno previsto dal comma 2 dell'art. 6-bis non è decadenziale: costituisce un onere rilevante ai fini della decorrenza del collocamento a riposo, ma non esclude il diritto ai sei scatti quando la domanda sia presentata successivamente. Il ricorso è stato quindi accolto. Il TAR ha disposto che l'INPS corrisponda le somme dovute per la riliquidazione, oltre agli accessori di legge, riconoscendo gli interessi legali senza cumulo con la rivalutazione monetaria, e ha condannato l'INPS alle spese di giudizio, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori. Il Ministero dell'Interno è stato estromesso per difetto di legittimazione passiva.
Norme richiamate
art. 6-bis d.l. 21 settembre 1987, n. 387
"al personale che chieda di essere collocato in quiescenza a condizione che abbia compiuto i 55 anni di età e 35 anni di servizio utile"
La disposizione attribuisce i sei scatti, rilevanti anche per la liquidazione dell'indennità di buonuscita, al personale delle forze di polizia che chieda il collocamento a riposo dopo avere compiuto 55 anni e maturato 35 anni di servizio utile. Il termine del 30 giugno per la presentazione della domanda non ha natura decadenziale, ma incide sulla decorrenza del collocamento a riposo.
art. 1911, comma 3, d.lgs. 15 marzo 2010, n. 66
"continua ad applicarsi l'articolo 6-bis, del decreto legge 21 settembre 1987, n. 387, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 1987, n. 472"
La norma conferma la perdurante applicabilità dell'art. 6-bis d.l. n. 387/1987 alle forze di polizia ad ordinamento militare ai fini del trattamento di fine rapporto.
art. 1, comma 15-bis, d.l. 16 settembre 1987, n. 379
"nel solo caso di cessazione dal servizio per età o di inabilità permanente o di decesso"
La disposizione, nella formulazione sostituita dall'art. 11 l. n. 231/1990, limitava l'attribuzione dei sei scatti a specifiche cause di cessazione, escludendo la cessazione a domanda; il giudice la ritiene abrogata dal Codice dell'ordinamento militare.
art. 11 l. 8 agosto 1990, n. 231
La norma aveva sostituito l'art. 1, comma 15-bis, del d.l. n. 379/1987. La sua abrogazione non determina la riviviscenza della disposizione originaria e comporta, secondo il giudice, l'abrogazione della disciplina restrittiva sostituita.
art. 4 d.lgs. 30 aprile 1997, n. 165
La disposizione riguarda l'attribuzione dei sei aumenti periodici ai fini della base pensionabile e non modifica il regime di calcolo dell'indennità di buonuscita disciplinato dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987.
art. 16, comma 6, l. 23 dicembre 1994, n. 724
È richiamato per la decorrenza degli accessori sulle somme dovute.
art. 16, comma 6, l. 30 dicembre 1991, n. 412
Prevede, secondo il richiamo operato in sentenza, la corresponsione degli interessi legali senza cumulo con la rivalutazione monetaria.
art. 22, comma 36, l. 23 dicembre 1994, n. 724
È richiamato, unitamente all'art. 16, comma 6, l. n. 412/1991, per escludere il cumulo tra interessi legali e rivalutazione monetaria.
Massime di principio
- L'INPS è legittimato passivamente nelle controversie aventi a oggetto la corresponsione o la riliquidazione dell'indennità di buonuscita, in quanto ente obbligato al relativo pagamento.
- La prescrizione del diritto alla buonuscita decorre dalla conoscenza del suo ammontare, normalmente acquisita mediante la trasmissione del prospetto di liquidazione. Poiché la prescrizione è eccezione in senso proprio, l'ente debitore deve allegare e provare la data di inizio del termine; una contestazione generica non è sufficiente.
- L'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 si applica anche agli appartenenti alle forze di polizia ad ordinamento militare, inclusa l'Arma dei Carabinieri, senza distinzione rispetto al personale dell'ordinamento civile, quando ricorrano i requisiti previsti dalla norma.
- Il personale delle forze di polizia che cessa dal servizio a domanda ha diritto all'inclusione dei sei scatti nella base di calcolo dell'indennità di buonuscita se ha compiuto 55 anni e maturato 35 anni di servizio utile; il termine del 30 giugno per la presentazione della domanda non è decadenziale, ma incide sulla decorrenza del collocamento a riposo.
- L'abrogazione di una disposizione modificativa non fa rivivere la disposizione originaria quando la disciplina della materia risulti comunque regolata da una normativa successiva incompatibile; pertanto, l'abrogazione dell'art. 11 della l. n. 231/1990 non determina la reviviscenza della formulazione originaria dell'art. 1, comma 15-bis, del d.l. n. 379/1987.
- L'art. 4 del d.lgs. n. 165/1997, in quanto riferito alla base pensionabile, non modifica il distinto regime di calcolo dell'indennità di buonuscita previsto dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987.
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