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Sentenza

Sentenza del 19/10/2018 n. 26402 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva recuperato a tassazione, ai fini IRPEF e delle addizionali regionale e comunale per il 2003, un maggior reddito assimilato a lavoro dipendente, pari al credito relativo al trattamento di fine mandato (TFM) che D.P. avrebbe parzialmente rinunciato a percepire, per Euro 258.938,58. Il contribuente ha impugnato la decisione della CTR deducendo, tra l'altro, che la scrittura privata contenente la rinuncia era stata formalmente disconosciuta e che l'Ufficio non ne aveva chiesto la verificazione. Ha inoltre contestato il giudicato esterno relativo ad altri soci-amministratori, la motivazione dell'avviso di accertamento e la tassabilità della rinuncia.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il secondo e il quarto motivo di ricorso, ritenendo che, nel processo tributario, il disconoscimento tempestivo della firma su una scrittura privata impedisca di utilizzare il documento come prova finché non sia verificata giudizialmente l'autenticità della sottoscrizione. L'onere di chiedere la verificazione spettava all'Agenzia delle Entrate; la CTR non poteva attribuire efficacia probatoria alla scrittura senza tale verifica. La Corte ha rigettato il motivo sul giudicato esterno, perché la precedente sentenza riguardava parti diverse, e quello relativo alla motivazione dell'avviso, ritenuta sufficiente anche per relationem. Gli altri motivi sono stati dichiarati assorbiti. La sentenza della CTR è stata cassata con rinvio alla CTR del Veneto, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • Art. 2909 c.c.

    L'autorità del giudicato sostanziale opera soltanto entro i rigorosi limiti degli elementi costitutivi dell'azione e presuppone identità di parti, petitum e causa petendi.

    Il giudicato esterno non può essere invocato da un soggetto diverso dalle parti del precedente giudizio, anche se la controversia riguarda lo stesso rapporto o analoghi presupposti di fatto e di diritto.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 1, comma 2

    Nel processo tributario trovano applicazione, in quanto compatibili, le norme del codice di procedura civile.

    Il rinvio al codice di procedura civile rende applicabile anche nel contenzioso tributario l'istituto del disconoscimento delle scritture private e la relativa procedura di verificazione.

  • Artt. 214 e 215 c.p.c.

    Il disconoscimento della scrittura privata impedisce che essa faccia piena prova della provenienza della sottoscrizione.

    Quando la parte contro cui è prodotta una scrittura ne disconosce tempestivamente la firma, il giudice non può utilizzarla come prova della pretesa senza un previo accertamento dell'autenticità.

  • Art. 216 c.p.c.

    La parte che intende valersi della scrittura disconosciuta deve chiederne la verificazione.

    L'onere di attivare la procedura di verificazione grava sulla parte che ha prodotto il documento e intende fondare su di esso la propria pretesa.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39

    Il processo tributario può essere sospeso quando deve essere definita una questione pregiudiziale nei casi previsti dalla legge.

    La procedura di verificazione della scrittura disconosciuta può comportare la sospensione del giudizio tributario, ove ne ricorrano i presupposti.

  • Legge n. 212 del 2000, art. 7

    Gli atti dell'amministrazione finanziaria devono essere motivati e indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che li determinano.

    La motivazione dell'avviso può essere fornita anche per relationem, purché l'atto riporti o renda conoscibili gli elementi essenziali dell'atto richiamato, consentendo al contribuente di comprendere la pretesa e di difendersi.

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42

    L'obbligo di motivazione dell'avviso di accertamento deve porre il contribuente in condizione di conoscere le ragioni della pretesa fiscale.

    È sufficiente il rinvio a un accertamento societario notificato alla società, se il socio può conoscerne il contenuto e l'avviso personale espone in modo adeguato gli elementi essenziali della pretesa.

  • Art. 47 T.U.I.R., vigente ratione temporis

    La disposizione era richiamata dal contribuente per contestare la qualificazione fiscale della rinuncia al credito derivante dal TFM; la Cassazione non ha esaminato nel merito tale questione, dichiarandola assorbita.

  • Art. 55 T.U.I.R., vigente ratione temporis

    La norma, relativa alla determinazione del reddito d'impresa e alle sopravvenienze attive, era invocata per discutere gli effetti fiscali della rinuncia al credito; la questione è rimasta assorbita perché occorreva prima accertare l'autenticità della scrittura.

Massime di principio

  • Nel processo tributario, il disconoscimento tempestivo della firma di una scrittura privata impedisce al giudice di utilizzare quel documento come prova finché non ne sia accertata l'autenticità.
  • La parte che produce la scrittura disconosciuta e intende fondare su di essa la propria pretesa deve chiedere la verificazione ai sensi dell'art. 216 c.p.c.; non può limitarsi a richiamare il documento.
  • Il giudice tributario deve esaminare la questione dell'autenticità della sottoscrizione prima di valutare gli effetti fiscali del documento. Se manca la verificazione, la pretesa basata esclusivamente su quella scrittura non può essere accolta.
  • Il giudicato formatosi in una controversia tributaria tra altri contribuenti e l'Amministrazione non produce automaticamente effetti nei confronti di soggetti diversi, anche quando i fatti e le questioni giuridiche siano analoghi.
  • La motivazione di un avviso di accertamento può essere resa per relationem, purché il contribuente possa individuare gli elementi essenziali dell'atto richiamato e comprendere concretamente le ragioni della pretesa.
  • Quando la Cassazione cassa con rinvio per un vizio relativo all'utilizzabilità della prova, le ulteriori questioni sostanziali dipendenti da quella prova possono essere esaminate dal giudice di rinvio solo dopo il nuovo accertamento documentale.

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