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Sentenza

Sentenza n. 887/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza n. 50/2025 del 22.01.2025, emessa dal Tribunale di Bergamo, Sezione Lavoro, pubblicata il 22.01.2025, in materia di Carta del docente.

Giustizia amministrativa202501025

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Bergamo, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per cinque anni scolastici, per complessivi € 2.500,00

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza ai sensi degli artt. 114 e seguenti c.p.a. deducendo che la sentenza del Tribunale di Bergamo n. 50/2025, non appellata e notificata al Ministero, era passata in giudicato ma non era stata eseguita dall’Amministrazione, nonostante fosse decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996. Ha chiesto la condanna del Ministero all’esecuzione mediante accredito dell’importo riconosciuto, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento e la fissazione di una penalità di mora ai sensi dell’art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere poiché, nel corso del giudizio, l’Amministrazione ha dato piena esecuzione alla sentenza presupposta: Sogei S.p.A., gestore del servizio Carta del docente, ha accreditato nel borsellino elettronico del docente l’importo di € 2.500,00 riconosciuto dal giudice del lavoro. Poiché l’adempimento è intervenuto solo dopo la notifica del ricorso, il Collegio ha applicato il principio della soccombenza virtuale e ha posto le spese a carico del Ministero, liquidandole in € 800,00, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato se versato, con distrazione in favore dei difensori antistatari. Non è stata quindi adottata alcuna misura sostitutiva né fissata una penalità di mora.

Norme richiamate

  • artt. 114 e ss. c.p.a.

    Fondano il giudizio di ottemperanza volto a ottenere l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del giudice del lavoro.

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della richiesta, non accolta perché l’Amministrazione ha adempiuto nel corso del giudizio, di fissazione di una penalità di mora.

  • art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996

    Prevede il termine dilatorio di 120 giorni per l’adempimento delle obbligazioni pecuniarie derivanti da provvedimenti giudiziari nei confronti della pubblica amministrazione; il ricorrente ha dedotto che tale termine era decorso.

Massime di principio

  • Quando l’amministrazione esegue integralmente, nel corso del giudizio di ottemperanza, il provvedimento giurisdizionale azionato, la domanda di esecuzione diviene priva di oggetto e deve essere dichiarata cessata la materia del contendere.
  • L’adempimento sopravvenuto dell’amministrazione non esclude la condanna alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale quando l’esecuzione intervenga soltanto dopo la notificazione del ricorso di ottemperanza.
  • Nel giudizio di ottemperanza, l’accredito dell’importo riconosciuto dal provvedimento presupposto nel sistema elettronico istituito per l’erogazione della prestazione costituisce piena esecuzione, se consente al beneficiario di fruire effettivamente della somma nel rispetto dei vincoli di legge.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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