Risoluzione n. 53 del 15/03/2007
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Risoluzione n. 53/2007 dell’Agenzia delle Entrate stabilisce che i contributi corrisposti dalla Regione Campania alle Fattorie Didattiche iscritte all’Albo regionale per le prestazioni educative e didattiche rese alle scuole campane rientrano nel regime di esenzione IVA ex art. 10, n. 20, DPR 633/1972, poiché ricorrono sia il requisito oggettivo sia quello soggettivo richiesti dalla norma.
IVA sui contributi regionali per le visite didattiche nelle Fattorie Didattiche
IVA sui contributi regionali per le prestazioni didattiche delle Fattorie Didattiche
La Risoluzione del 15 marzo 2007 n. 53 affronta il trattamento IVA dei contributi regionali corrisposti dalla Regione Campania alle aziende iscritte all’Albo Regionale delle Fattorie Didattiche per lo svolgimento di visite guidate e attività educative rivolte alle scuole campane. L’Agenzia delle Entrate conclude per l’esenzione IVA ai sensi dell’art. 10, n. 20, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633.
Quesito posto dalla Regione Campania
La Regione Campania rappresenta che, con decreto della Giunta regionale n. 797 del 2004, è stato istituito l’Albo Regionale delle Fattorie Didattiche, al quale risultavano iscritte 154 aziende. Presso tali aziende, accreditate e abilitate a svolgere attività didattica, vengono organizzate visite didattiche guidate per le scuole campane.
Per i servizi resi durante la visita, l’ente locale corrisponde un importo massimo di 9 euro per alunno, IVA inclusa. La Regione chiede se tali contributi possano fruire dell’esenzione IVA prevista per le prestazioni didattiche oppure, in caso contrario, quale sia il regime tributario applicabile.
Elementi forniti dalla Regione e prassi di fatturazione
L’interpellante non propone una propria soluzione interpretativa, ma segnala che le Fattorie Didattiche indicano separatamente in fattura:
- i corrispettivi relativi all’offerta didattica;
- i corrispettivi relativi ad altri servizi, come degustazione guidata di prodotti tipici, vendita dei prodotti e, eventualmente, somministrazione del pranzo.
Nella documentazione integrativa, tali operazioni vengono ricondotte all’applicazione dell’aliquota IVA del 20 per cento.
Quadro normativo richiamato
L’Agenzia richiama l’art. 10, n. 20, del DPR n. 633/1972, che prevede l’esenzione IVA per:
- prestazioni educative dell’infanzia e della gioventù;
- prestazioni didattiche di ogni genere, comprese quelle di formazione, aggiornamento, riqualificazione e riconversione professionale;
- purché rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni;
- includendo, in tali casi, anche prestazioni relative ad alloggio, vitto, libri e materiali didattici.
Requisiti per l’esenzione IVA
Secondo l’Agenzia, il regime di esenzione richiede il concorso di due presupposti:
- requisito oggettivo: le prestazioni devono avere natura educativa dell’infanzia e della gioventù o didattica;
- requisito soggettivo: le prestazioni devono essere rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni.
Viene inoltre richiamata la prassi secondo cui:
- il riferimento a “istituti o scuole” ha valore descrittivo e non tassativo, individuando i soggetti che normalmente svolgono tali attività;
- il riconoscimento può essere effettuato anche da un’altra amministrazione dello Stato, diversa da quella scolastica, se ciò avviene per specifica competenza;
- il riconoscimento deve riguardare specificamente il corso educativo o didattico che l’organismo intende realizzare.
Inquadramento del programma di educazione alimentare
L’Agenzia ricostruisce il contesto normativo e amministrativo delle Fattorie Didattiche nell’ambito del Programma interregionale di “Comunicazione ed Educazione Alimentare”, approvato a livello nazionale ai sensi dell’art. 1, secondo comma, della legge 5 novembre 1996, n. 578, di conversione del decreto-legge 20 settembre 1996, n. 489.
Il programma è finalizzato a sensibilizzare le scuole a un’alimentazione di qualità attraverso la conoscenza del sistema agroalimentare italiano e prevede interventi didattici ed educativi integrativi, tra cui visite presso le Fattorie Didattiche.
La Regione Campania, con delibera di Giunta regionale n. 797 del 10 giugno 2004, ha dato attuazione a tale programma approvando il documento di istituzione dell’Albo Regionale delle Fattorie Didattiche. Successivamente, con decreto dirigenziale n. 487 del 9 novembre 2004, sono stati istituiti l’Albo e vari strumenti attuativi, tra cui:
- il Protocollo Attuativo;
- lo Schema e Piano dei controlli;
- la Carta della Qualità;
- il Bando di iscrizione;
- il Logo identificativo regionale delle Fattorie Didattiche.
Modalità di iscrizione e contenuti dell’offerta formativa
Dal Bando di iscrizione risulta che, presso le aziende aderenti all’Albo regionale e mediante opportuna rotazione, vengono realizzate specifiche “visite in Fattorie Didattiche” offerte alle scuole della Campania interessate tramite i Settori Tecnico Amministrativi Provinciali per l’Alimentazione.
La Carta della Qualità disciplina le caratteristiche strutturali richieste ai soggetti che intendono iscriversi e, in particolare, le modalità di svolgimento dell’attività a valenza didattica. In tema di approccio didattico e obiettivi, l’offerta deve prevedere:
- definizione degli obiettivi didattici;
- impostazione secondo la pedagogia attiva, con principio di “imparare facendo”;
- laboratori ed esperienze pratiche dirette, quali saper fare, manipolare, raccogliere, seminare, trasformare, costruire, preparare cibi, catalogare e preparare campioni di vegetali e insetti;
- occasioni di incontro con gli operatori aziendali e con il loro lavoro, per comprenderne il significato e le abilità richieste, nonché per il contatto con animali, piante e impianti di trasformazione;
- descrizione delle modalità con cui la visita mira ad acquisire conoscenze sui sistemi di coltivazione e allevamento, sui cicli della natura e sulle relazioni tra componenti ambientali, con particolare riferimento all’agricoltura ecocompatibile.
Controlli, valutazione e mantenimento dell’iscrizione
Il Protocollo Attuativo prevede che le aziende siano iscritte all’Albo con decreto del dirigente del Settore Sperimentazione, Informazione, Ricerca e Consulenza in Agricoltura, previo accertamento della sussistenza di requisiti, tra cui la qualità dell’offerta formativa.
In particolare:
- la valutazione della validità dell’offerta formativa avviene nel corso di una ispezione alla quale partecipa anche il referente dell’Assessorato regionale all’Istruzione;
- se l’offerta didattica viene modificata o aggiornata, la Regione Campania valuta tali modifiche e stabilisce se consentano il mantenimento dell’iscrizione.
Valutazione dell’Agenzia: sussistenza dei requisiti per l’esenzione
L’Agenzia ritiene che le prestazioni didattiche rese alle scuole campane dalle Fattorie Didattiche iscritte all’Albo Regionale, se svolte secondo le modalità descritte, soddisfino i requisiti dell’art. 10, n. 20, DPR n. 633/1972.
Il requisito oggettivo è ritenuto integrato perché le attività hanno natura educativa e didattica nell’ambito dei programmi statali e regionali di educazione alimentare. Il requisito soggettivo è considerato soddisfatto perché il riconoscimento avviene tramite l’iscrizione nell’Albo Regionale della Regione Campania, che definisce e valuta ciascuna offerta formativa.
Conclusione sul regime IVA
Le somme corrisposte dalla Regione Campania per le attività educative e didattiche offerte alle scuole campane dalle Fattorie Didattiche iscritte all’apposito Albo Regionale beneficiano dell’esenzione IVA di cui all’art. 10, n. 20, del DPR n. 633/1972.
La risposta è resa dalla Direzione regionale della Campania ai sensi dell’art. 4, comma 1, ultimo periodo, del DM 26 aprile 2001, n. 209.
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