Sentenza n. 2365/2026 - Milano, Sezione 1
per l'annullamento - del provvedimento emanato da Questore della Provincia di -OMISSIS- -nr -OMISSIS- - D.A.C.Ur. – con il quale si è fatto divieto al ricorrente di accedere e di stazionare in prossimità di tutti i locali destinati all’intrattenimento e/o alla somministrazione di alimenti e/o bevande situati nel comune di -OMISSIS- nel perimetro ricompreso tra -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS- -OMISSIS-, v-OMISSIS- -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-, ed è stato interdetto l’accesso e lo stazionamento in prossimità di tutti i locali destinati all’intrattenimento e alla somministrazione di alimenti e/o bevande situati nel comune di -OMISSIS- in via Milano; - della C.N.R. redatta dal Comando Compagnia Carabinieri di -OMISSIS- nei confronti del ricorrente, dalla quale si evince che l’area della città di -OMISSIS-, in particolare il centro cittadino è stato teatro di numerosi episodi criminosi che hanno provocato gravi turbative all’ordine e alla sicurezza della collettività, in particolare risse e pestaggi riconducibili alla cosiddetta “-OMISSIS-” di -OMISSIS-, gruppo prevalentemente composto da giovani residenti in quel Comune resisi responsabili, nel tempo, di reati contro il patrimonio e l’incolumità individuale; - di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale, ancorché non conosciuto dalla ricorrente, a quello impugnato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che la stessa parte ricorrente aveva dichiarato il venir meno dell'interesse alla decisione. La pronuncia è stata adottata ai sensi degli articoli 35, comma 1, lettera c), e 85 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate.
Atto impugnato: provvedimento del Questore recante divieto di accesso e stazionamento presso locali destinati all'intrattenimento e alla somministrazione di alimenti e bevande
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente aveva impugnato il provvedimento questorile e gli atti presupposti, tra cui una comunicazione di notizia di reato relativa a episodi criminosi verificatisi nel centro cittadino e ritenuti riconducibili a un gruppo di giovani. Dal testo non risultano specificamente illustrati i motivi di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio, il difensore della parte ricorrente ha dichiarato, con nota del 12 maggio 2026, che non sussisteva più interesse alla decisione nel merito.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene una carenza di interesse alla decisione.
art. 85 c.p.a.
Richiamato quale disposizione processuale applicata dal Collegio per la definizione del giudizio.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata ai fini dell'oscuramento dei dati.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente, resa nel corso del giudizio, secondo cui non persiste più alcun interesse alla decisione nel merito, giustifica la dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- Quando il ricorso è dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non procede all'esame dei motivi di illegittimità dedotti contro l'atto impugnato.
- La sopravvenuta carenza di interesse può essere definita con compensazione delle spese di lite quando il giudice lo ritenga giustificato dalle circostanze del caso concreto.
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