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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26877/2024 del 08/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso si sia limitato a proporre una diversa valutazione del materiale probatorio senza formulare censure rituali e puntuali idonee a configurare il travisamento della prova o un vizio logico-giuridico della motivazione. Perciò la decisione di merito (assoluzione dell'imputato e revoca delle statuizioni civili) è rimasta confermata.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza d'appello denunciando violazione della legge penale, in particolare l'art. 192 cod. proc. pen., e vizio di motivazione (art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.), sostenendo il travisamento della prova. Si è lamentata la mancata considerazione del compendio probatorio nella sua interezza e, in particolare, l'assenza di un'argomentazione approfondita sull'esclusione della credibilità della persona offesa e l'omessa valutazione di elementi quali la deposizione del teste Andrea Eugenio Raise, il certificato medico, la querela dell'imputato e le osservazioni del medico che visitò la persona offesa (dott.ssa De Pasquale), con eccessivo affidamento alle sole deposizioni degli operatori di polizia.

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamata dal ricorrente come norma sulla valutazione della prova e sulla necessità di motivazione; la Corte ha ritenuto che non risultasse violata in modo tale da giustificare la cassazione perché mancavano censure specifiche sul travisamento probatorio

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il vizio di motivazione come motivo di cassazione; la Corte ricorda che tale motivo richiede censure compiute e non la semplice richiesta di una diversa ricostruzione dei fatti

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, conv. con modif. dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176

    Previsione procedurale che consente la presentazione di requisitorie o conclusioni scritte; nel caso è richiamata per documentare la presentazione della requisitoria scritta del Sostituto Procuratore generale e delle conclusioni delle parti

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione non può limitarsi a proporre una diversa valutazione delle prove: deve dimostrare il travisamento della prova indicando in modo specifico quali elementi probatori siano stati valutati in modo manifestamente erroneo
  • La critica generica alla motivazione di merito, priva di puntuali riferimenti agli errori logico-giuridici o alle contraddizioni, è causa di inammissibilità del ricorso
  • Per mettere in discussione l'attendibilità della persona offesa occorre indicare elementi concreti (contraddizioni, incongruenze documentali, dichiarazioni incompatibili) e non formule sintetiche
  • Se la decisione d'appello si fonda su deposizioni ritenute centrali, il ricorso deve affrontare quei singoli elementi probatori e spiegare perché il loro apprezzamento sarebbe manifestamente illogico o arbitrario
  • Le parti che impugnano devono distinguere tra errori di diritto o macroscopiche illogicità della motivazione (idonee alla cassazione) e la mera divergenza di giudizio sulla valutazione delle prove (che appartiene al merito e non è sindacabile in cassazione)

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