Cassazione Penale, Sentenza n. 27963/2023 del 27/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Morgante impugna la sentenza della Corte d'appello di Milano del 17/10/2022 nella parte relativa alla confisca dei saldi attivi dei conti correnti e delle quote del fondo d'investimento Anima sgr s.p.a., denunciando: mancata applicazione e carenza motivazionale in riferimento all'art. 627, comma 3 c.p.p. e all'art. 240-bis c.p.; violazione del principio di "correlazione temporale" tra tempus commissi delicti e acquisizione dei beni (Corte cost. n. 33/2018); mancato esame e valutazione delle consulenze e delle prove difensive (attività d'impresa familiare, conti economici, vincite di gioco, spesa familiare), nonché omissione di indicazioni puntuali su epoca dei versamenti e sulla compatibilità di ciascun acquisto con redditi leciti.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte d'appello, nel giudizio di rinvio, abbia adeguatamente ricostruito la situazione patrimoniale e finanziaria anteriore al periodo dei reati (prima del 2007), motivando la sproporzione tra redditi dichiarati e consistenza patrimoniale e finanziaria e l'assenza di documentazione che dimostri effettiva distribuzione di utili o flussi societari a favore del ricorrente. Ha altresì ritenuto che l'allegata operatività "in nero" non consente di identificare redditi leciti in maniera probatoria e che la valutazione della "ragionevolezza temporale" sia stata svolta e motivata senza vizi logici. Di conseguenza è stata confermata la confisca dei saldi attivi dei conti (e il dissequestro invece delle quote Anima già disposto in precedenza), e il ricorrente è stato condannato alle spese (ricorso rigettato).
Norme richiamate
art. 240-bis cod. pen. (ex art. 12-sexies legge 356/1992)
La norma fonda una presunzione relativa di illecita origine del patrimonio in presenza di condanne per reati indicati; la Corte ha ritenuto applicabile la presunzione ai saldi bancari ritenuti sproporzionati rispetto ai redditi leciti, purché sia rispettato il criterio di "ragionevolezza temporale" tra reato spia e acquisizione del bene
art. 627, comma 3, cod. proc. pen.
Invocato dal ricorrente per censurare vizio di motivazione e applicazione delle norme sulla confisca; la Corte ha ritenuto che non vi sia stata inosservanza del disposto e che la motivazione della Corte d'appello sia idonea e non contraddittoria
Corte costituzionale, sentenza n. 33 del 2018
"ragionevolezza temporale"
Il principio impone che la presunzione di illecita acquisizione non sia applicata se l'acquisizione del bene è talmente anteriore al reato da renderne irragionevole l'attribuzione a quell'attività illecita; la Corte ha ritenuto rispettata la ragionevolezza temporale dopo la ricostruzione patrimoniale operata dal giudice d'appello
Sez. U, n. 27421 del 25/02/2021 (Crostella)
Giurisprudenza di legittimità richiamata per il principio secondo cui la condanna per reati elencati costituisce "spia" presuntiva di altre attività illecite e giustifica l'accertamento di sproporzione patrimoniale ai fini della confisca
Sez. 5, n. 2469 del 23/04/1998 (Bocca) e Sez. 1, n. 41100 del 16/04/2014 (Persichella)
Precedenti di legittimità richiamati a supporto della possibilità di valutare la situazione economico-patrimoniale complessiva ai fini della confisca e della presunzione di illecito arricchimento
art. 23, comma 8, decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (richiesta discussione orale)
Norma procedurale che disciplina la possibilità di chiedere discussione orale in Cassazione; qui richiamata solo in riferimento alla richiesta difensiva di discussione
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Limiti di estensione del ricorso enunciati e rispettati nell'articolazione dei motivi di cassazione
Massime di principio
- La confisca dei saldi bancari può essere confermata se il giudice dimostra una sproporzione tra patrimonio e redditi leciti in un arco temporale che renda ragionevole la presunzione di illecita provenienza (criterio della "ragionevolezza temporale").
- Se il giudice ricostruisce la situazione patrimoniale anteriore al periodo criminale e mostra l'assenza di documentazione probatoria di redditi e distribuzioni societarie, la presunzione di illecito ai sensi dell'art. 240-bis c.p. trova adeguata base motivazionale.
- L'onere di provare la lecita provenienza di somme o patrimoni gravati da presunzione pende sulla difesa: occorrono documenti specifici e dettagliati (contabilità, fatture, evidenze di utili distribuiti, documentazione su vincite) per superare la presunzione.
- Le dichiarazioni difensive generiche o l'allegazione di operatività "in nero" senza documenti non sono sufficienti a escludere la sproporzione o a ricondurre i flussi a redditi leciti.
- Dopo un annullamento per carenza motivazionale, il giudice del rinvio deve colmare le lacune con una motivazione chiara e analitica; se lo fa in modo logico e documentato, la Cassazione tende a rigettare ulteriori censure.
- La valutazione della confisca può legittimamente prendere in esame l'andamento economico-patrimoniale in un arco temporale più ampio rispetto al solo periodo del reato, purché la correlazione temporale non risulti manifestamente irragionevole.
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