Cassazione Penale, Sentenza n. 50764/2023 del 20/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza del Tribunale di Napoli Nord del 30/11/2022 per omessa motivazione rispetto alle richieste, registrate a verbale, di applicazione dell'art. 131-bis cod. pen. ovvero, in subordine, dei benefici di legge (attenuanti/benefici). Sosteneva che la decisione non aveva valutato espressamente le istanze sui benefici e quindi mancava motivazione adeguata sul punto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato: ha ritenuto che la sentenza di merito, pur non motivando espressamente in ordine alla specifica richiesta, presentava una struttura argomentativa dalla quale risultava in modo implicito il rigetto delle richieste (valutazione negativa del comportamento dell'imputata, grave contenuto della condotta e mancata concessione delle attenuanti generiche). La Corte ha richiamato la sua giurisprudenza secondo cui non è censurabile l'assenza di motivazione espressa quando il rigetto risulta in modo chiaro dalla complessiva motivazione. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 727 cod. pen.
Norma indicata come titolo del reato contestato alla ricorrente; la sentenza di merito ha applicato la sanzione per il delitto previsto da tale articolo.
art. 131-bis cod. pen.
Richiesta dalla difesa come causa di applicazione di benefici (sospensione/ampiezza dei benefici), ma valutazione negativa del giudice di merito sulla base della gravità della condotta e della mancata resipiscenza dell'imputata; la Corte ha ritenuto implicitamente rigettata la richiesta.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 4, n. 5396 del 15/11/2022)
Principio interpretativo richiamato: non è censurabile in sede di legittimità una sentenza che non motivi espressamente in relazione a una specifica deduzione, quando il suo rigetto risulti dalla complessiva struttura argomentativa della decisione.
Massime di principio
- L'assenza di una motivazione espressa su una specifica richiesta non determina automaticamente l'annullamento: se dalla motivazione complessiva emerge chiaramente il rigetto della deduzione, la Corte di legittimità può considerare la richiesta implicitamente motivata e respinta.
- Per ottenere l'accoglimento di benefici (es. quelli richiamati con l'art. 131-bis o delle attenuanti) è fondamentale dimostrare elementi concreti quali la limitata gravità della condotta, il ravvedimento o comportamenti successivi che evidenzino resipiscenza; la mera richiesta formale, senza tali elementi, può essere ritenuta infondata.
- In fase di giudizio è utile far risultare in modo chiaro e dettagliato nei verbali e nelle conclusioni gli elementi a favore della concessione di benefici o attenuanti, così da rendere difficoltosa un'interpretazione di rigetto implicito.
- In cassazione la censura sull'omessa motivazione ha chance di successo soprattutto quando l'omissione impedisce di comprendere le ragioni della decisione o quando non è possibile dedurre il rigetto dalle argomentazioni espresse; viceversa, se il motivo del diniego è ricavabile dalla sentenza, il ricorso sarà probabilmente respinto.
- Se si ritiene che il giudice di merito abbia valutato in modo errato la gravità della condotta o la presenza di elementi di ravvedimento, è necessario articolare specifiche censure sull'istruzione probatoria e sulla valutazione dei fatti, non limitandosi a lagnanze generiche sull'assenza di motivazione.
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