Cassazione Civile, Sentenza n. 19859/2025 del 17/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Napoli che aveva dichiarato illegittimo il licenziamento intimato all'obbligato per violazione del termine decadenziale previsto dall'art. 55-bis del d.lgs. n.165/2001. Il Ministero deduceva che l'UPD avrebbe acquisito piena conoscenza dei fatti disciplinari solo con la relazione ispettiva del 18 maggio 2021, perciò la contestazione dell'8 giugno 2021 sarebbe stata tempestiva; inoltre censurava la motivazione della corte territoriale e lamentava omissione di esame di un fatto decisivo (il richiamo del provvedimento alla relazione ispettiva).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la valutazione sull'epoca in cui l'UPD ha acquisito la notizia circostanziata dei fatti è questione di merito riservata al giudice di merito e che il ricorso si limitava a sollecitare una rivalutazione dei fatti senza la specificità richiesta dall'art. 360 c.p.c. Sono stati rigettati i tre motivi per inammissibilità: il primo per mancata specificità e tentativo di riesame del fatto, il secondo per analoghe ragioni (assenza di contraddittorietà giuridica effettiva) e il terzo per assenza di prova di un omesso esame di fatto decisivo emergente dagli atti. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese di giudizio (compensi €4.000,00, esborsi €200,00, spese generali 15% e accessori) con liquidazione a favore degli Avv.ti Verlingieri e Maddalena. Esclusa applicabilità dell'art.13, comma 1-quater D.P.R. n.115/2002 per l'amministrazione statale.
Norme richiamate
Ai fini della tardività della contestazione rileva il momento in cui l'ufficio competente (UPD) acquisisce una "notizia di infrazione" circostanziata e sufficiente per avviare il procedimento disciplinare; conoscenze precedenti, anche se non formalizzate in una relazione, possono essere ritenute idonee se già consentivano l'avvio del procedimento
art. 360 c.p.c. (comma 1, n.3, n.4, n.5)
La Corte applica i limiti di ammissibilità della cassazione: sono inammissibili i motivi che chiedono una rivalutazione dei fatti di merito, privi di specificità e "localizzazione"; il n.5 richiede l'indicazione di un fatto decisivo omesso che risulti dagli atti per configurare omissione di esame
Richiamato in relazione all'allegata nullità/contraddittorietà della motivazione della sentenza impugnata; la Corte ha ritenuto assenti i vizi denunciati trattandosi di valutazioni fattuali del giudice di merito
art. 13, comma 1-quater d.P.R. n.115/2002
Riferito alla possibilità di esenzione dal versamento per talune parti; la Corte ha escluso la sua applicabilità al ricorrente Stato, che è esonerato tramite il meccanismo della prenotazione a debito
Cass. Sez. L, 25/06/2018, n.16706 (giurisprudenza citata)
Giurisprudenza di riferimento che afferma che rileva il momento in cui l'ufficio competente acquisisce la notizia di infrazione idonea ad avviare il procedimento; è richiamata per confermare il principio secondo cui la valutazione dell'epoca della conoscenza è di merito
Cass. Sez. 2, 06/02/2025, n.2961 (giurisprudenza citata)
Richiamata in ordine al principio che l'omesso esame di un fatto decisivo deve emergere dagli atti per integrare il vizio dedotto in cassazione
Cass. Sez. U. 20/02/2020, n.4315 (giurisprudenza citata)
Richiamata con riferimento alla disciplina dell'esonero dal versamento (prenotazione a debito) delle amministrazioni dello Stato
Massime di principio
- Per valutare la tempestività della contestazione disciplinare conta il momento in cui l'ufficio competente acquisisce una "notizia di infrazione" circostanziata: segnalazioni precedenti possono essere sufficienti se, nel complesso, permettono l'avvio del procedimento
- In Cassazione è inammissibile un ricorso che sostanzialmente richiede la riesamina dei fatti di merito senza indicare specificamente errori di diritto o omissioni probatorie emergenti dagli atti
- I motivi di cassazione devono essere specifici e localizzati; l'assenza di tali requisiti porta all'inammissibilità
- Per far valere l'omesso esame di un fatto decisivo è necessario che tale fatto sia evidente dagli atti o dalla stessa sentenza; semplici alternative interpretative non sono sufficienti
- Le amministrazioni statali possono essere esonerate dal versamento del contributo unificato mediante meccanismi come la prenotazione a debito; occorre verificare la disciplina applicabile prima di richiedere esenzioni
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